lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Ilva, arriva la controproposta di Regione e Comune
Pubblicato il 11-01-2018


emiliano e melucciRegione Puglia e Comune di Taranto avevano respinto l’accordo di programma sull’Ilva inviato dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Oggi hanno inviato al Governo la loro bozza per l’accordo di programma sull’Ilva, impegnandosi, a fronte di un risultato positivo della trattativa, a ritirare i ricorsi sul Piano ambientale del siderurgico. La bozza, in 21 articoli ed un’appendice, contiene modifiche e integrazioni al protocollo di intesa proposto dall’Esecutivo composto da soli 9 articoli.
Al termine di una lunga riunione con il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci e con gli staff tecnici, il governatore della Puglia, Emiliano, ha detto: “Abbiamo fatto la nostra controproposta che non è molto dissimile dal Protocollo. In alcuni passaggi siamo stati molto esigenti e nella bozza è contenuto tutto ciò che c’era stato chiesto dalle associazioni ambientaliste, dagli organismi di vigilanza, dall’assessorato alla Sanità e all’Ambiente, da Arpa e Aress. Insomma il testo raccoglie tutte le nostre esperienze e quegli elementi che fanno parte di questa eccellenza, che è la conoscenza da parte delle istituzioni locali della fabbrica. Il lavoro che la Regione Puglia con il Comune di Taranto ha svolto a partire dalla presentazione del ricorso ha dato i suoi risultati. In questa vicenda, Regione e Comune stanno tenendo una posizione istituzionale chiara in base ai loro programmi e ai loro doveri”.
La controproposta è stata trasmessa oggi stesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Mise, al Ministero della Sanità e al Ministero per la coesione territoriale e Mezzogiorno. La bozza è stata integrata rispetto alla formulazione originaria proposta dal Governo, secondo le esigenze della comunità locale in tema socio-economico e sanitario, nonché secondo i migliori obiettivi tecnici e temporali perseguibili in materia ambientale.
Il Presidente della Regione Puglia, Emiliano, ha anche spiegato: “Stiamo facendo il nostro dovere. Noi esistiamo e chiediamo al Governo, a chi vuole comprare la fabbrica, al sindacato, che venga riconosciuto il ruolo alla Regione Puglia e al Comune di Taranto, perché in questo modo sarà possibile gestire tutte le vicende contenute nell’accordo con una permanente sorveglianza da parte della comunità. E attraverso la trasparenza si potrà avere un migliore rapporto tra fabbrica e comunità. Se l’Ilva deve continuare a funzionare, deve farlo non solo in modo legale, moderno, aggiornato e competitivo, ma in modo accettato dalla comunità. L’accordo di programma è un riequilibrio in termini costituzionali del rapporto tra la comunità di Taranto e la fabbrica. Adesso l’augurio è che il presidente del Consiglio Gentiloni prenda l’iniziativa di convocare le parti per stabilire l’indirizzo politico, per approfondire la trattativa e firmare la bozza preliminare che poi verrà sottoposta al Consiglio regionale e votata. A Taranto è in corso un processo presso la Corte di Assise per avvelenamento di sostanze alimentari e disastro ambientale, che dimostra il buio della ragione e della democrazia che si era creato all’interno dell’Ilva. Noi stiamo tentando di reagire anche a ciò che i magistrati hanno accertato, trasformando quel buio e cambiando le regole del gioco secondo le leggi vigenti. Ringrazio quindi il sindaco di Taranto e tutti i partecipanti a questo percorso verso la legalità e l’efficienza della fabbrica. La città di Taranto è protagonista di questa storia perché per la prima volta, grazie anche al suo sindaco, ha preso in mano il suo destino e si è ripresa la sua dignità nei confronti di un gigante come Ilva”.
A sostenere l’iniziativa di Regione Puglia e Comune di Taranto, ci sono anche la Provincia di Taranto, i Comuni di Crispiano, Massafra, Montemesola e Statte.
La bozza prevede che, ‘entro venti giorni dalla ratifica dell’Accordo di Programma, il Comune di Taranto e la Regione Puglia rinunceranno ai ricorsi proposti dinanzi al Tar Puglia’.
Melucci, sindaco di Taranto, ha spiegato: “Su alcune questioni particolarmente critiche resta un po’ di distanza con le posizioni del governo, ma siamo pronti a dialogare nell’ottica dell’interesse più generale che è quello della conclusione della trattativa. Nella bozza inviata, gli enti locali propongono, tra l’altro, la definizione di un Collegio di vigilanza sull’adempimento dell’Accordo, che sarà composto da dieci componenti tra cui il prefetto di Taranto, che lo presiede”. Nell’accordo, viene precisato, inoltre, che ‘rimane efficace fino al 23 agosto del 2023, termine di scadenza dell’Aia, e comunque fino all’espletamento di tutti gli interventi previsti dal presente atto’. Tra le altre richieste ci sono l’ applicazione della legge pugliese sulla valutazione previsionale del danno sanitario. E, per quanto riguarda la decarbonizzazione, si chiede la conferma da parte di Am Investco (Ami) del “proprio impegno contrattuale a utilizzare tecnologie non a carbone nel processo produttivo, allorquando tale tecnologia si dimostri economicamente sostenibile ed ambientalmente vantaggiosa rispetto a quella attualmente in uso”. Sulla messa in sicurezza dell’indotto, si chiede poi il pagamento dei debiti pregressi. Inoltre, si richiede ad Ami l’impegno a fornire idonee garanzie fideiussorie in favore dell’Amministrazione straordinaria dell’Ilva per un importo pari ai costi degli interventi ambientali previsti nel Dpcm, a garanzia dell’adempimento delle prescrizioni “così come integrate anche con il presente atto e per il rispetto dei cronoprogrammi stabiliti”.
Nel frattempo al Mise proseguono gli incontri con le organizzazioni sindacali. Prossimamente, si prevedono le risposte dell’Esecutivo e dell’AMI.

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