giovedì, 18 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

Ilva, riprendono le trattative con i sindacati
Pubblicato il 10-01-2018


Ilva-Dl-diossina-boviniLe trattative sull’ILVA sono proseguite al Mise. Oggi il Ministero dello Sviluppo Economico, ha ospitato il tavolo fra i sindacati e l’azienda sul piano industriale per il rilancio dell’Ilva. Al tavolo del Mise, oltre ai segretari generali di Uilm, Cisl e  Fiom, si sono seduti i manager di Am InvestCo, il viceministro Teresa Bellanova ed il commissario straordinario Enrico Laghi.

Rocco Palombella, segretario della Uilm, ha detto: ”Lavoriamo per arrivare con un piano industriale condiviso prima della pronuncia antitrust”.

E’ il primo incontro del 2018 sul passaggio dell’Ilva dall’amministrazione straordinaria alla società acquirente Am Investco  (ArcelorMittal e Marcegaglia). È un incontro di approfondimento rispetto ai piani ambientale e industriale presentati dall’investitore ma, soprattutto, è il primo di una fitta serie di appuntamenti in calendario per questo mese. Obiettivo del Governo è, infatti, quello di cercare di arrivare alla stretta finale tra fine e inizio di febbraio.  L’accordo con i sindacati è vincolante per Am Investco  ai fini dell’acquisizione dell’Ilva,  così come  è vincolante  l’atteso via libera dell’Antitrust europeo che sull’Ilva ha un’istruttoria in corso che dovrebbe concludersi a fine marzo. Resta tuttavia l’ostacolo, non ancora superato, dei ricorsi al Tar di Lecce presentati da Regione Puglia e Comune di Taranto contro il Dpcm che approva il nuovo piano ambientale dell’Ilva.

Il tavolo fra i sindacati e l’azienda sul piano industriale per il rilancio dell’Ilva è iniziato al Mise intorno alle undici. Durante l’incontro, i sindacati hanno chiesto all’amministrazione straordinaria di ‘far ripartire le linee produttive ancora ferme, perché, al momento della cessione degli attivi, lo stabilimento di Taranto sia vivo e funzionale’. Il segretario della Fim Cisl, Marco Bentivogli, uscendo dal Mise ha detto: “Abbiamo troppe linee produttive ferme a Taranto. Troppi lavoratori sono a casa. Mentre i nostri impianti sono fermi, Fincantieri fa acquisti all’estero. Mentre i tubifici di Taranto sono fermi, anche la Snam rischia di ordinare all’estero. Questo è tipico del masochismo industriale dell’Italia”.

Il leader della Fiom, Francesca Re David, al termine dell’incontro di oggi, ha dichiarato: “Non siamo ancora entrati nel vivo della trattativa ma nessuno pensi di lasciare il tema degli esuberi in fondo perché si sbagliano”.

Il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, dopo l’incontro, ha comunicato: “Il viceministro ci ha confermato al Tavolo di oggi che il protocollo d’intesa con la regione Puglia e il comune di Taranto non modificherà il Piano Industriale presentato da Arcelor Mittal, piano sul quale ci stiamo confrontando. Il Piano industriale resta quello originario e non avrà modifiche a prescindere dalle decisioni del Tar di Lecce sul ricorso. Quindi il confronto sul piano industriale continuerà nel mese di gennaio, in vista di un rush finale di trattativa nei primi sette giorni di febbraio che puntano a raggiungere un’accordo azienda-sindacati entro la prima metà di febbraio”.

Il viceministro del Mise, Teresa Bellanova, alla fine dell’incontro ha concluso: “Durante l’incontro su Ilva al Mise, ho invitato le parti a fare un affondo sul piano industriale nel corso di questo mese, per passare già da inizio febbraio a valutare una no-stop per arrivare a raggiungere un’intesa che deve dare prospettiva solida a 20.000 famiglie. Per quanto riguarda il Governo lavoriamo intensamente per arrivare a raggiungere un’intesa in tempi rapidi, sul piano ambientale sono stati fatti tanti incontri. Il Governo ha raccolto nel protocollo d’intesa i suggerimenti arrivati dagli enti locali e in gran parte dalle parti sociali. Oggi siamo di fronte a un sito particolarmente inquinato che può finalmente vedere la ripartenza con il risanamento ambientale e la messa in sicurezza di lavoratori e cittadini di Taranto. Su questo l’appello che facciamo agli enti locali, a partire dal sindaco di Taranto e dal presidente di Regione, è di non farsi promotori del rallentamento dell’avvio del risanamento”.

Il problema dell’Ilva di Taranto, molto probabilmente non si sarebbe mai presentato, se si fosse già provveduto a regolamentare l’art. 46 della nostra Costituzione o, maggiormente, se fossero già state prese in considerazione le teorie economiche di James Meade (Premio Nobel per l’economia) finalizzate ad evitare il sorgere dei conflitti territorio-produzione e capitale-lavoro.

Salvatore Rondello

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