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Opinioni e commenti
 

Istat, salgono occupazione e fiducia
Pubblicato il 09-01-2018


stat 2013-disoccupazioneIl tasso di disoccupazione a novembre su base mensile si attesta all’11,0%, (-0,1 punti percentuali rispetto a ottobre), mentre quello giovanile cala al 32,7% (-1,3 punti). Dal 2012 è al minimo. Mentre, per la serie storica dell’occupazione si raggiunge il valore più alto dal 1977 con 23,18 milioni di occupati. L’occupazione femminile, con il 49,2%, ha raggiunto il valore più alto in assoluto di tutte le serie storiche. Lo ha comunicato oggi l’Istat diffondendo i dati provvisori sul mercato del lavoro.

Secondo l’Istat, a novembre la stima degli occupati è tornata a crescere (+0,3% rispetto a ottobre, pari a +65mila). Il tasso di occupazione è salito al 58,4% (+0,2 punti percentuali).

Su base annua sono diminuiti sia i disoccupati (-7,8%, -243 mila) sia gli inattivi (-1,3%, -173 mila). Sul fronte giovani, a novembre 2017 il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 32,7%, in calo di 1,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. Tenendo conto anche dei giovani inattivi, l’incidenza dei disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è invece pari all’8,6% (cioè meno di un giovane su 10 è disoccupato), in calo di 0,3 punti rispetto a ottobre.

Il tasso di occupazione dei 15-24enni cresce di 0,5 punti, mentre quello di inattività cala di 0,2 punti. Il tasso di disoccupazione cresce su base annua tra gli ultracinquantenni (+0,3 punti percentuali), mentre cala nelle restanti classi di età con variazioni comprese tra -0,3 punti per i 35-49enni e -7,2 punti per i 15-24enni. Anche al netto dell’effetto della componente demografica, l’incidenza dei disoccupati sulla popolazione è in calo tra i 15-49enni, mentre cresce tra gli ultracinquantenni. Il tasso di inattività cresce nell’ultimo anno tra i 15-24enni (+0,9 punti percentuali), rimane stabile nelle classi di età centrali tra 25 e 49 anni, cala tra gli over 50 (-1,8 punti).

La crescita dell’occupazione nell’ultimo mese interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Risultano in aumento anche i dipendenti a tempo indeterminato. In misura maggiore sono aumentati i dipendenti a tempo determinato, mentre sono in lieve calo i lavoratori autonomi.

Nel periodo settembre-novembre si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,4%, +83 mila) che interessa donne e uomini e si concentra soprattutto tra gli over 50, in misura più lieve anche tra i 15-24enni, a fronte di un calo tra i 25-49enni. L’aumento è determinato esclusivamente dai dipendenti a termine, mentre calano i permanenti e rimangono stabili gli indipendenti.

La stima delle persone in cerca di occupazione a novembre diminuisce per il quarto mese consecutivo (-0,6%, -18 mila). La diminuzione della disoccupazione interessa donne e uomini e si concentra nelle classi di età più giovani mentre si osserva un aumento tra gli over 35. Il tasso di disoccupazione si attesta all’11,0%, (-0,1 punti percentuali rispetto a ottobre), mentre quello giovanile cala al 32,7% (-1,3 punti).

Dopo la diminuzione del mese scorso, a novembre la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è ancora in calo (-0,5%, pari a -61 mila). La diminuzione interessa sia le donne sia gli uomini e si concentra tra gli over 50 e i 15-24enni, mentre si osserva un aumento nelle classi di età centrali tra 25 e 49 anni. Il tasso di inattività cala al 34,3% (-0,1 punti percentuali).

Nel trimestre settembre-novembre, rispetto ai tre mesi precedenti, alla crescita degli occupati si accompagna il calo dei disoccupati (-1,4%, -40 mila) e degli inattivi (-0,3%, -43 mila).

Su base annua si conferma l’aumento degli occupati (+1,5%, +345 mila) che riguarda donne e uomini. La crescita si concentra tra i lavoratori dipendenti (+497 mila, di cui +450 mila a termine e +48 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-152 mila). In valori assoluti aumentano soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+396 mila) ma anche i 15-34enni (+110 mila), mentre calano i 35-49enni (-161 mila). Nello stesso periodo diminuiscono sia i disoccupati (-7,8%, -243 mila) sia gli inattivi (-1,3%,-173 mila).

Al netto dell’effetto della componente demografica, su base annua, cresce l’incidenza degli occupati sulla popolazione in tutte le classi di età.

La Commissione Ue ha reso noto che la fiducia a dicembre di imprese e consumatori sulle prospettive dell’Economia dell’Eurozona ha registrato nuovi massimi. L’Esi ( Economic sentiment indicator ) che già a novembre 2017 era tornato su livelli che non toccava da ottobre del 2000, è ulteriormente migliorato (+1,4%). Parallelamente è cresciuto di 0,17 punti anche l’indice Bci (Business climate indicator) arrivato a quota + 1,66, il livello più alto dal 1985. In Italia l’indice Esi è rimasto invariato a dicembre.

Salvatore Rondello

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