giovedì, 26 aprile 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Istat, meno disoccupazione ma sale il lavoro a termine
Pubblicato il 31-01-2018


Istat-lavoro-donne-giovani

L’Istat ha comunicato oggi i dati provvisori sulla disoccupazione. A dicembre scorso, il tasso di disoccupazione è sceso al 10,8% (-0,1 punti percentuali rispetto a novembre). Si tratta del livello più basso da agosto 2012. La stima delle persone in cerca di occupazione è diminuita per il quinto mese consecutivo (-1,7%, ossia -47 mila unità rispetto a novembre). I disoccupati risultano 2 milioni e 791 mila. Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni a dicembre è sceso al 32,2% (-0,2 punti su novembre). Si tratta del livello più basso da gennaio 2012. A dicembre 2017, dopo la crescita del mese precedente, la stima degli occupati diminuisce dello 0,3%, pari a -66 mila unità rispetto a novembre, tornando al livello di ottobre. Il tasso di occupazione scende al 58,0% (-0,2 punti percentuali).

Su base annua, è stato confermato, invece, l’aumento degli occupati (+0,8%) pari a +173 mila. Ma la crescita annua si è concentrata tra i lavoratori a termine (+303 mila) mentre calano gli indipendenti (-105 mila) e in misura minore i permanenti (-25 mila).

Il calo dell’occupazione nell’ultimo mese rilevato nei dati provvisori Istat interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Risultano in diminuzione i dipendenti, sia permanenti sia a tempo determinato, mentre rimangono stabili gli indipendenti. Nel trimestre ottobre-dicembre, rileva l’Istat, si registra un lieve incremento degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,1%, +16 mila); la crescita interessa prevalentemente le donne e si concentra soprattutto tra gli over 50 e, in misura più lieve, anche tra i giovani di 15-24 anni, a fronte di un calo nelle classi 25-49 anni. L’aumento è stimato esclusivamente per i dipendenti a termine, mentre calano i permanenti e gli indipendenti.

Aumentano soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+365 mila) ma anche i 15-24enni (+42 mila), mentre calano i 25-49enni (-234 mila). Nello stesso periodo diminuiscono i disoccupati (-8,9%, -273 mila) e crescono gli inattivi (+0,3%, +34 mila). Al netto dell’effetto della componente demografica, l’incidenza degli occupati sulla popolazione cresce su base annua tra i 15-34enni e i 50-64enni, mentre è in lieve calo tra i 35-49enni.

Inoltre, nel 2017, gli incrementi salariali sono stati mediamente inferiori del 50% del tasso di inflazione. Tuttora, 5,3 milioni di lavoratori sono in attesa del rinnovo contrattuale. Il dato rilevato a fine anno sui contratti scaduti, risulta invariato rispetto alla rilevazione fatta a luglio 2017. Sempre, nel 2017 sono aumentati i tempi di attesa per i rinnovi contrattuali passando da 27,1 mesi per l’anno precedente a 29,5 mesi.

I segnali riscontrati manifestano il perdurare del disagio sociale con tendenza all’incremento. L’aumento del lavoro a termine e la diminuzione dei salari reali non stimolano certamente la propensione al consumo. Pertanto, non ci sarebbero, ancora, le agognate novità per il superamento della crisi socio-economica.

Salvatore Rondello

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento