giovedì, 19 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Iva, la rivoluzione della Commissione europea
Pubblicato il 19-01-2018


commissione-europeaLa Commissione europea, a Bruxelles, ha proposto una vera e propria rivoluzione copernicana del sistema di tassazione indiretta. Verrebbe restituito agli Stati membri il potere di decidere a quali prodotti e servizi applicare aliquote ridotte dell’imposta sul valore aggiunto (Iva), senza dover sottostare ai limiti imposti dall’attuale legislazione Ue che prevede l’approvazione unanime da parte degli altri Stati membri.

In una conferenza stampa, il commissario Ue agli Affari Economici e Finanziari, Pierre Moscovici, ha commentato: “Se la riforma andrà in porto, non si ripeterà più il caso di un Consiglio europeo in cui i capi di Stato e di governo hanno dovuto occuparsi dei pannolini per neonati, per sbloccare la richiesta di uno stato membro di ridurre l’aliquota Iva applicata a questi prodotti.

Non ci saranno più i lunghissimi negoziati in Consiglio ogni volta che c’è da allargare una lista nazionale (oggi ogni paese ne ha una diversa) dei settori a cui applicare le aliquote ridotte. E sarà superata l’attuale frammentazione del mercato unico, per cui un paese può decidere misure di sostegno per un settore economico con la riduzione dell’Iva, mentre in un altro paese la stessa riduzione per lo stesso settore è proibita dall’Ue.

Sarà così sbloccata, tra l’altro, l’iniziativa legislativa europea che mira a ridurre le aliquote Iva sulle pubblicazioni elettroniche come libri, giornali e periodici elettronici.

Le norme comuni dell’Ue in materia di Iva, approvate da tutti gli Stati membri nel 1992, sono ormai obsolete e troppo restrittive, fra l’altro, sono state pensate quando ancora non esisteva Internet”.

Attualmente gli Stati membri possono applicare sul territorio nazionale un’aliquota ridotta del 5% a due diverse categorie di prodotti. Alcuni paesi applicano anche deroghe specifiche per ulteriori aliquote ridotte. Con la riforma varata oggi dalla Commissione UE, oltre all’aliquota Iva normale del 15%, gli Stati membri potranno fissare quanto segue: due aliquote distinte comprese tra il 5% e il 15%; un’aliquota tra lo 0% e il 5%; e, infine, un’aliquota zero per i beni esenti da Iva. Tutti i beni che attualmente beneficiano di aliquote diverse dall’aliquota normale potranno continuare a farlo.

Quindi, ci sarà una maggiore libertà di scelta per l’applicazione dell’Iva e, di conseguenza, più margini per la politica industriale dei singoli Stati dell’UE.

In Italia, l’aliquota Iva normale è attualmente superiore di sette punti percentuali rispetto a quella europea (22% anziché 15%) e si è deciso di aumentarla di altri tre punti a breve.

Salvatore Rondello

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