giovedì, 24 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

La diasporina
Pubblicato il 02-01-2018


Dopo la fine del Psi si parlò di diaspora. L’elettorato socialista si divise in poli opposti, anche se la maggioranza in funzione anti giustizialista preferì Forza Italia. I partiti che ereditavano la storia socialista italiana si articolarono in micro gruppi, dal Si, al Psri, al Movimento liberalsocialista, poi nacque il Ps. Sorse anche, su iniziativa di Sacconi, Sinistra liberale, mentre in periferia nascevano circoli e associazioni. Sono passati quasi 25 anni, cinque in più della durata del regime fascista, e in questo lungo percorso i risultati migliori, anche se alquanto modesti, sono stati quello dello Sdi alle europee del 1999 (2,1) e del Nuovo Psi (sorto nel 2001 dall’unificazione del Ps di De Michelis e Lega socialista di Martelli e Bobo Craxi) che conseguì anch’esso il 2,1 per cento alle europee del 2004. Delle varie intese politiche la più motivata e redditizia é stata quella coi radicali del 2006 che conquistò il 2,7 per cento e 18 deputati. Il risultato peggiore é stato quello ottenuto alle politiche del 2008 dal Partito socialista, frutto dell’unificazione di Sdi, Nuovo Psi guidato da chi scrive, I socialisti di Craxi, la componente di Angius dei Diesse, costretto all’assoluta autonomia dal veto veltroniano all’apparentamento, che conseguì solo lo 0,9 per cento. Tutte cose giustificabili, tentativi improntati all’identità storico-politica. Adesso assistiamo a una piccola diaspora del piccolo Psi, una comunità che può tuttavia disporre di parlamentari, consiglieri regionali, amministratori locali, venti e più mila iscritti. Una diasporina. Sono infatti nati e si propagandano in rete i Socialisti in movimento, poi divisi tra chi ha praticato l’adesione a Liberi e uguali e chi l’ha rifiutata, Risorgimento socialista, che invece pare orientato a collocarsi addirittura alla sinistra di Liberi e uguali, la Lega dei socialisti che avrebbe annunciato l’unificazione con Risorgimento (che notizia…), mentre alcuni compagni pare intendano fondare il Psui (Partito socialista unitario), che a questo punto appare un auspicio piuttosto improbabile. Questa frammentazione, rispetto a quella storica del movimento socialista italiano, che si é spesso configurata come una tragedia, ha i caratteri della commedia. Una commedia dell’arte dove ogni attore parla per conto suo. Un piccolo caso. Un casino…

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Commenti all'articolo
  1. Sì, più o meno si conosce la situazione,
    ma le cause (reali?) Alcuni dicono che si tratti di
    questioni personali, ebbene, prima o poi anche la sinistra capirà che il mondo è fatto di soggetti che hanno
    sentimenti, emozioni, sensazioni le più diverse tra loro?
    e appronterà una cultura adeguata a comprendere ?
    ,
    o continuerà a sostenere che ‘ in politica non ci devono essere emozioni, cose personali etc?, mentre tutti ce l’hanno?

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