mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’Unione europea dichiara guerra alla plastica
Pubblicato il 16-01-2018


plastica

Riciclo totale degli imballaggi in plastica entro il 2030, bando delle microplastiche nei cosmetici e misure per ridurre oggetti in plastica mono-uso come le stoviglie. La Commissione europea dichiara guerra alla plastica con una strategia che comprende un’etichettatura più chiara per distinguere polimeri compostabili e biodegradabili e regole per la raccolta differenziata sulle imbarcazioni e il trattamento dei rifiuti nei porti. Attese entro gennaio misure per ridurre l’impatto delle bottiglie d’acqua in plastica.

La strategia, che comprende due comunicazioni, una nuova direttiva sulle strutture portuali, e uno strumento per monitorare gli avanzamenti nell’economia circolare, ha lo scopo di ridurre i 25 milioni di tonnellate l’anno di rifiuti da plastica prodotti in Europa, aumentando il ricorso al riciclo e al riuso, che oggi è solo al 30% del totale. Una quota significativa di questa percentuale finisce per essere trattata in mercati terzi, come la Cina, che ha annunciato un giro di vite sull’importazione di rifiuti in plastica.

L’obiettivo più ambizioso della strategia Ue prevede che entro il 2030 tutti gli imballaggi in plastica immessi sul mercato Ue siano progettati per essere riutilizzabili e riciclabili. Per raggiungere il target la Commissione intende rivedere i requisiti legislativi per l’immissione degli imballaggi sul mercato. Nuovi finanziamenti a sostegno della strategia saranno soprattutto su ricerca e sviluppo, con 100 milioni di euro fino al 2020. Le microplastiche utilizzate intenzionalmente vanno verso il divieto totale, mentre sono ancora allo studio misure per ridurre quelle involontarie, come le particelle di gomma da usura dei pneumatici o i residui di poliestere e nylon rilasciati nelle acque di lavaggio.

La Commissione presenterà anche proposte per ridurre l’uso di stoviglie monouso, su cui una consultazione pubblica e’ in corso, con un approccio che dovrebbe ricalcare quelle usate per i sacchetti della spesa. Secondo fonti Ue, dati preliminari dai paesi membri mostrano un drastico calo dell’impiego dei sacchetti di plastica dopo l’approvazione della direttiva del 2016.

Come anticipato della strategia non fa parte la tassa europea sulla plastica annunciata la scorsa settimana dal commissario Ue al budget Gunther Oettinger. Fonti Ue hanno spiegato che l’idea è parte della riflessione sulla proposta di futuro bilancio pluriennale dell’Ue, attesa per maggio.

Sulle strategie da adottare il vicepresidente della Commissione europea Jirky Katainen ha detto di dubitare “che troveremo un meccanismo che possa funzionare a livello europeo” per tassare la plastica. La Commissione europea “sta esplorando misure fiscali per ridurre l’uso di plastiche ma è troppo presto per promettere qualcosa”. La Commissione europea “è pronta a esplorare incentivi fiscali per aumentare il riciclo o ridurre l’uso di plastiche ma è troppo presto per promettere qualcosa”, ha proseguito Katainen. “Alcuni paesi membri – ha concluso Katainen – hanno mostrato che misure fiscali a livello nazionale sui sacchetti di plastica possono funzionare. È in questo spirito che guarderemo alle opportunità che si presentano, ma ho i miei dubbi che riusciremo a trovare un meccanismo che possa funzionare a livello europeo”.

Una buona notizia per Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati per il quale “la Strategia europea sul contenimento della plastica va nella giusta direzione. L’Italia è avanti perché ha già vietato, con il mio emendamento alla legge di Bilancio, i cotton-fioc non biodegradabili dal 2019 e le microplastiche nei cosmetici dal 2020. Adesso impegno di tutta l’Europa nella difesa dell’ambiente e nello stimolo per una nuova economia più sostenibile, competitiva e a misura d’uomo”.

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