giovedì, 26 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

L’allusione di Santagata, la tentazione di Renzi
Pubblicato il 16-01-2018


In un’intervista pubblicata su Repubblica Giulio Santagata, uno dei tre leader della lista Insieme, risponde non si capisce se a un invito o a un desiderio del Pd affinchè non venga presentata la nostra lista in cambio di un’offerta, forse più appetitosa, di collegi uninominali per i suoi candidati. Non si comprende se questa idea sia stata lanciata anche agli altri due partner del centro-sinistra, e cioè a quella dei centristi e di Bonino-Tabacci, qualora la tempestosa e altalenante Emma e l’ex democristiano Bruno decidessero di collocarsi nella coalizione. Se insomma il Pd, forse per frenare la caduta dei consensi che pare progressiva secondo i sondaggi, intende non più concorrere con la sua lista, ma con una lista di coalizione, comprendente anche le due o tre alleate.

Vorremmo capire. E se Santagata conosce le cose magari potrebbe spiegarle meglio. Nella sua intervista il leader prodiano é molto netto. Egli assicura che la lista Insieme deve essere presentata e che il Pd da solo non rappresenta tutta l’area del centro-sinistra. E pare convinto di quel che dice quando sostiene che la lista Insieme può raggiungere il tre per cento. Facciamo due conti. E’ ben noto anche ai sassi che in Italia più liste portano più voti. Ed é altrettanto ben noto che le unificazioni, anche quando sono il frutto di convergenze ideali, penso a quella socialista del 1966, sono destinate al fallimento.

Non é solo una questione di numeri, e sarebbe miope che il Pd si accontentasse, travestendosi in un altro soggetto politico, di raggranellare uno o due punti in più, annullando una coalizione che potrebbe conquistare maggiori consensi. Certo il Pd é oggi alle prese con mille problemi, non da ultimo quello delle candidature. Basti pensare che alla Camera, senza premio di maggioranza, i suoi eletti rischiano di risultare la metà. Esiste anche, io credo, un problema politico. Davvero l’apporto dei socialisti, dei verdi, dei prodiani, potrebbe essere annullato e pagato solo con qualche collegio? No dai. Credo proprio che Santagata abbia capito male…

Eppure oggi quasi tutti i giornali tornano sull’argomento. E attribuiscono l’intenzione allo stesso Renzi, che non ha mai fatto mistero di tenere “in gran dispitto” le alleanze. Un conto sono le alleanze come scelta politica, altro conto sono gli alleati. Se Renzi ritiene di sbarazzarsi della lista Insieme per poter far lievitare la percentuale della sua é fuori di testa. Davvero pensa che gli elettori socialisti, verdi e prodiani, in mancanza dela lista, sarebbero pronti, insieme, a votare Pd dopo tale sgarbo? No. Penso proprio che i giornalisti abbiano capito male…

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Commenti all'articolo
  1. Caro Direttore, diversamente da te, penso proprio che sarebbe auspicabile che Santagata avesse capito bene.
    Dico questo, perché dopo aver subito una umiliazione da parte della Bonino, con il suo rifiuto di entrare nella lista “Insieme” per andare con Tabacci, mentendo affermando di non avere avuto proposte che le avessero permesso di presentarsi alle elezioni senza la raccolta delle firme, non ha più senso presentare la Lista “Insieme”.
    Supongo che il Segretario e i membri della Segreteria del nostro Partito non abbiano rapporti con i Compagni di base, se così è, non possono percepire i loro umori.
    I Compagni sono stanchi di subire alleanze che non hanno mai, come hai detto tu e mai faranno quadrare i conti.
    Cogliamo l’occasione e presentiamoci da soli !
    Il rischio di uno scarso risultato c’è, ma se riuscissimo ha superare un minimo vitale, da li si potrebbe ripartire.
    Lo spazio politico da conquistare è presente nella nostra Società
    “Anche l’illusione fa parte del nostro essere”

    Un Caro Saluto.

  2. Se diamo credito agli odierni sondaggi – che in ogni caso non vanno mai sottovalutati perché indicativi di una certa qual tendenza del corpo elettorale, e dei suoi “umori” – il PD deve verosimilmente “stringere le fila e guardare in casa”, per contenere quanto più possibile l’ipotetico calo dei propri seggi, il che lo porta di riflesso a “trascurare” le formazioni alleate (che possono sottrargli voti se non avessero a superare l’1%, almeno così ho inteso funzionare il vigente meccanismo elettorale).

    A me sembra poi che l’importanza delle formazioni alleate, anche sul piano politico e non solo numerico, si evidenzi ed esprima soprattutto nella prospettiva che la coalizione possa divenire la maggioranza da cui nascerà il governo del Paese, perché i cosiddetti partiti “satelliti” possono dare un buon contributo con le rispettive “culture politiche”, che rappresentano un innesto su quella del partito maggiore, fornendo elementi di pluralità e stimo nonché, all’occorrenza, di bilanciamento.

    Quando invece una tale prospettiva non pare essere all’orizzonte, e si ipotizza piuttosto che il PD potrà semmai entrare in un Governo di “unità nazionale” o di “grandi intese”, come più di un analista politico va prefigurando, ancorché il condizionale sia d’obbligo, può obiettivamente aver senso che detto partito cerchi di rafforzare prioritariamente e principalmente se stesso, quanto a consistenza numerica, così da avere maggior peso negoziale allorché siederà al tavolo della “trattativa”.

    Paolo B. 17.01.2018

  3. Grande parte delle persone in uscita dal sostegno al PD, per le varie e note vicende poco esaltanti di quest’ultimo, è ragionevolmente presumibile che non voglia comunque abbandonare il fronte del centrosinistra.
    Perchè a ciò si corrisponda, è insopprimibile l’esigenza di mantenere e rafforzare l’articolazione dell’offerta politica rappresentata dalle liste “satelliti” tra cui la nostra.
    Le varie liste minori del centrosinistra possono essere, in sostanza, la rete di salvataggio della caduta del PD.
    Ciò, naturalmente, all’interno di una sana logica politica.

  4. La sensazione del Direttore è stata anche la mia. È ben prima dell’intervista a Santagata. La “scelta” della Bonino, con la ciambella di salvataggio , non l’ha lanciata Tabacci. Ma essa nasce da una strategia partorita dalle “menti” che si stanno occupando di queste problematiche. Non penso a Fassino o Martina, bensi a persone più vicine a Renzi. Va da sé che, una lista unitaria Psi Verdi, Bonino e Civici ,avrebbe rappresentato un potenziale difficile da contenere e controllare. I precedenti ci sono stati, prima Veltroni, poi Bersani ( ma sopratutto Letta), hanno “lavorato” per questo obbiettivo. Lo dico subito se cosi sara`, allora presenza autonoma di INSIEME con chi ci sta!

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