lunedì, 10 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Lavoro, nel 2017 meno cassa integrazione e più assunzioni
Pubblicato il 04-01-2018


Inps

PAGAMENTO PENSIONI GENNAIO 2018

Nel mese di gennaio 2018, i pagamenti dei trattamenti pensionistici, degli assegni, pensioni e indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché delle rendite vitalizie dell’Inail vengono effettuati il secondo giorno bancabile. Pertanto, la rata di gennaio 2018 è stata posta in riscossione da Poste e Banche a partire dal 3 gennaio 2018.

Pensioni

ASSEGNI ROSA PIU’ BASSI

Sedici milioni di pensionati. Un po’ più della metà (52,7%), donne. Ma con un assegno più basso di quello percepito dagli uomini. E’ quanto rileva l’Istat nei nuovi dati sulle condizioni di vita dei pensionati che, nel 2016, sono stati 16,1 milioni (-115mila rispetto al 2015, -715mila rispetto al 2008).

Il reddito pensionistico lordo percepito è stato in media di 17.580 euro (+257 euro sull’anno precedente). Per quanto riguarda le donne, la quota in rosa è stata pari al 52,7% ma hanno ricevuto in media importi annuali di circa 6mila euro inferiori rispetto a quelli degli uomini.

Differenze – Per gli importi medi delle pensioni, le differenze di genere rimangono marcate ma tendono a ridursi (per le pensioni di vecchiaia, dal +72,6% a favore degli uomini nel 2005 al +62,1% del 2016). Si ampliano invece le differenze territoriali: l’importo medio delle pensioni del Nord-est supera del 18,2% quello delle pensioni del Mezzogiorno (era il 17,3% nel 2015), quasi il doppio rispetto al divario dell’8,8% del 1983 (primo anno per cui i dati sono disponibili).

Cumulo – Il cumulo di più assegni pensionistici sullo stesso beneficiario è meno frequente tra i pensionati di vecchiaia (ha più trattamenti il 27,9% dei pensionati) mentre è ovviamente molto più diffuso tra i pensionati superstiti (67,4%), soprattutto donne (86,6%).

Occupazione – Nel 2016, i percettori di pensione che risultano occupati sono 436mila (-15,5% rispetto al 2011) uomini in tre casi su quattro; l’85,8% svolge un lavoro autonomo, quasi i due terzi risiede nelle regioni settentrionali e il 54,0% ha conseguito al massimo la licenza media.

Riepilogando, quindi, nel 2016 i pensionati sono circa 16,1 milioni e percepiscono in media 17.580 euro lordi, 257 euro in più rispetto all’anno precedente. Lo rileva l’Istat specificando che tra il 2015 e il 2016 il numero di pensionati scende di 115mila unità e che per 3,2 milioni di famiglie la pensione è l’unica fonte monetaria di reddito. Le donne sono il 52,7% dei pensionati e ricevono in media importi annuali di circa 6mila euro inferiori a quelli degli uomini.

Le diminuzioni più rilevanti si riscontrano tra i pensionati di vecchiaia (quasi 94mila in meno), tra quelli di invalidità previdenziale (circa 57mila in meno) e tra i superstiti (quasi 29mila in meno). Sono invece in aumento i pensionati sociali (+5mila circa) e quelli d’invalidità civile (+52mila). Il reddito pensionistico sembra proteggere da situazioni di forte disagio economico. Nel 2015 l’incidenza delle famiglie a rischio di povertà tra quelle con pensionati (16,5%) è sensibilmente inferiore a quello delle altre famiglie (24,2%).

Inps – Comune

APERTO A MILANO PRIMO SPORTELLO FAMIGLIA

Dal 21 dicembre scorso è stato formalmente aperto, presso il Centro di aggregazione multifunzionale del Municipio 8, in via Lessona 20, il primo ‘Sportello Famiglia’ di Milano. Punto di consulenza per l’erogazione di servizi alla famiglia e a sostegno del reddito, questo ‘desk pilota’ darà il via all’attivazione di ulteriori centri presso tutti i Municipi o altri spazi comunali destinati al contatto con i cittadini.

Prende così forma l’impegno previsto dall’accordo di collaborazione sottoscritto lo scorso mese di giugno dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, finalizzato all’attuazione di iniziative congiunte di promozione, progettazione e gestione di servizi all’utenza, nell’ambito di progetti di innovazione e semplificazione compresi nel programma di mandato 2016-2021.

Sempre a partire dal 21 dicembre, presso lo sportello sperimentale di via Lessona 20, i cittadini di Milano possono avvalersi sia del supporto del personale del Comune sia di quello dell’Inps per ottenere informazioni e risposte alle proprie necessità. L’accordo, infatti, prevede una gestione integrata delle richieste da parte dei due enti, allo scopo di garantire un punto di riferimento certo, in grado di favorire la tempestività e l’efficacia dei servizi resi.

Come funziona

APE AZIENDALE VOLONTARIA

L’Ape aziendale è un contributo con cui i datori di lavoro possono alleggerire il costo dell’Ape volontaria dei propri dipendenti. Serve in primo luogo ad agevolare l’uscita dal lavoro dei lavoratori più anziani. Possono essere ammessi all’Ape aziendale solo i lavoratori dipendenti del comparto privato. Oltre l’Ape aziendale e quello volontario esiste un terzo tipo di anticipo pensionistico. E’ l’Ape sociale, anch’essa una forma di accompagnamento alla pensione, ma riservata ad alcune tipologie di soggetti particolarmente disagiate. In questo caso non intervengono soggetti privati, e l’indennizzo viene eseguito dall’Inps ed è a carico dello Stato.

Cos’è Ape volontaria

L’Ape volontaria la si può chiedere dopo aver compiuto i 63 anni di età. E’ un prestito ponte che accompagna il lavoratore fino alla pensione di vecchiaia. Viene corrisposto da un istituto di credito, dopo che l’Inps ha accertato l’esistenza di tutti i requisiti richiesti. Il prestito verrà poi rimborsato in vent’anni. La rata verrà sottratta automaticamente dal trattamento pensionistico mensile. Sul prestito viene anche stipulata un’assicurazione per il caso di premorienza del pensionato.

Ape aziendale: come funziona

Il contributo Ape aziendale va ad incrementare il montante contributivo, e quindi l’assegno pensionistico futuro. In questo modo rende meno onerosa la rata mensile di restituzione del prestito dell’anticipo pensionistico volontario. Deve essere versato in una unica soluzione. Può essere stabilito liberamente tra le parti, ma non deve essere inferiore all’equivalente della contribuzione volontaria per tutta la durata dell’anticipo.

Per avere una idea di massima, ad esempio, se un lavoratore ha uno stipendio lordo di 40mila euro l’anno, e vuole anticipare l’uscita dal lavoro di due anni, la cifra non dovrà essere inferiore a: 40mila x 2 x 0,33.

Per definire l’importo minimo dell’Ape aziendale vengono considerate anche le porzioni di anno di anticipo. L’accordo tra il lavoratore e l’azienda deve avvenire prima dell’invio della richiesta dell’anticipo Ape volontaria, e dovrà essere indicato nella domanda stessa.

Lavoro

MENO CASSA INTEGRAZIONE E PIU’ ASSUNZIONI NEL 2017

Ancora in calo il ricorso alla cassa integrazione. A novembre, informa l’INPS nel consueto osservatorio sulla CIG, il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 28,4 milioni, in diminuzione del 25,1% rispetto allo stesso mese del 2016 (38 milioni).

Nei primi 11 mesi le ore autorizzate ammontano a 331,2 milioni, il livello più basso dal 2008 quando furono 228 milioni. A ottobre, invece, le domande di disoccupazione sono aumentate di quasi il 10%.

Nell’aggiornamento sul precariato l’Istituto di previdenza sociale segnala inoltre un rafforzamento del saldo positivo tra assunzioni e cessazioni nel settore privato. Nei primi 10 mesi dell’anno ammontano a 729.000 i nuovi posti di lavoro, un livello superiore a quello del corrispondente periodo sia del 2016 (+496.000) che del 2015 (+626.000).

Calcolando il saldo annualizzato, la differenza tra assunzioni e cessazioni realizzate negli ultimi dodici mesi, si ottiene la misura della variazione tendenziale delle posizioni di lavoro: a fine ottobre questa risultava pari a +559.000, in lieve incremento rispetto a quella rilevata a settembre (+538.000). Questo risultato – secondo i dati dell’osservatorio – è la somma algebrica di: -2.000

per i contratti a tempo indeterminato, +61.000 per i contratti di apprendistato, +16.000 per i contratti stagionali e, soprattutto, +484.000 per i contratti a tempo determinato.

Carlo Pareto

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