domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Le novità Inps sugli sgravi contributivi
Pubblicato il 24-01-2018


Sgravi contributivi

NOVITÀ DALL’INPS

Al via lo sgravio contributivo per i contratti aziendali che prevedono misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata dei lavoratori. Il termine per la presentazione delle domande è già decorso il 15 novembre 2017 e andava presentata on line. Secondo le istruzioni diramate a suo tempo dall’Inps con una apposita circolare sulle modalità di accesso allo sgravio contributivo. Le risorse finanziarie complessivamente disponibili sono state pari a 55 milioni di euro per l’anno 2017 e a 54 milioni di euro per l’anno 2018. “Lo sgravio è riconosciuto in favore dei datori di lavoro del settore privato che abbiano sottoscritto e depositato contratti collettivi aziendali recanti l’introduzione – viene spiegato nella nota dell’Inps- di misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata, innovative e migliorative rispetto a quanto già previsto dalla normativa vigente, dai contratti nazionali di settore ovvero da precedenti contratti aziendali.

Gli istituti di conciliazione previsti nel contratto aziendale devono essere minimo due tra quelli elencati nel decreto e almeno uno deve rientrare nell’area di intervento genitorialità o nell’area di intervento flessibilità organizzativa. Il contratto aziendale deve riguardare almeno il settanta per cento dei dipendenti. I contratti collettivi aziendali devono essere sottoscritti e depositati telematicamente presso l’Ispettorato territoriale del lavoro tra il 1 gennaio 2017 e il 31 agosto 2018.

Lo sgravio consiste in una riduzione contributiva, per il datore di lavoro, la cui misura è modulata in base al numero dei datori di lavoro complessivamente ammessi nell’anno e alla loro dimensione aziendale. Nel dettaglio, il beneficio attribuito a ciascun datore di lavoro è articolato in due quote: Quota A: ottenuta dividendo il 20% delle risorse finanziarie per il numero dei datori di lavoro ammessi; Quota B: ottenuta ripartendo l’80% delle risorse finanziarie di ciascun anno in base alla media dei dipendenti occupati, nell’anno civile precedente la domanda, dai medesimi datori di lavoro. Il calcolo del beneficio è operato dall’Inps. La determinazione della quota B viene effettuata sulla base dei dati (forza aziendale, retribuzione imponibile) risultanti dalle denunce contributive (UniEmens e DMAg) regolarmente presentate e acquisite alla data dell’operazione di calcolo.

Inail

CASALINGHE ALLA CASSA ENTRO IL 31 GENNAIO

Dal primo marzo 2001, anche i soggetti che svolgono esclusivamente attività casalinghe, possono ricevere un indennizzo dall’Inail, in caso di infortunio avvenuto in ambito domestico. A partire da quella data, infatti, è vigente una legge che obbliga ad iscriversi all’Istituto antinfortunistico tutti coloro che hanno un’età compresa tra i 18 e i 65 anni ed espletano, in via unica, gratuitamente e senza alcun vincolo di subordinazione, un’attività lavorativa volta espressamente alla cura della casa, delle persone che vi abitano e dell’ambiente domestico. L’obbligo assicurativo riguarda anche i pensionati al di sotto dei 65 anni, gli studenti (che dimorando in una località diversa dalla città di residenza, si occupano anche del contesto alloggiativo in cui domiciliano), i lavoratori in cassa integrazione e in mobilità, i dipendenti stagionali, temporanei e/o a tempo determinato, e i cittadini stranieri con regolare permesso di soggiorno, che non attendono, ovviamente, a nessun altro tipo di impiego. Pure i soggetti che perfezioneranno il requisito anagrafico dei 65 anni di età nel corso del 2018, se in possesso dei requisiti prefigurati dalla norma, dovranno corrispondere ugualmente la quota prevista per l’intero importo. L’assicurazione manterrà infatti la sua validità previdenziale fino alla successiva scadenza annuale del 31 dicembre 2018. Il premio da versare per l’iscrizione è di 12,91 euro annui: la somma, però, è a carico dello Stato se il soggetto obbligato è sprovvisto di reddito proprio o ne abbia uno inferiore ai 4.648,11 euro o appartenga ad un nucleo familiare i cui proventi complessivi non superino i 9.296,22 euro. Coloro che non provvederanno alla corresponsione dell’onere indicato entro il trentuno gennaio prossimo incorreranno nelle sanzioni prescritte, pari a un importo non superiore comunque all’entità del premio stesso. Per quelli, invece, che lo praticheranno in ritardo l’assicurazione decorrerà dal giorno successivo a quello in cui è stato effettuato il pagamento. Per il momento l’Inail eroga una sola prestazione: la rendita vitalizia, che viene concessa per infortuni che abbiano provocato una riduzione della capacità lavorativa al di sopra del 33 per cento. Nell’ipotesi in cui non sia stato pagato il premio assicurativo dovuto, il trattamento non viene attribuito. Gli interessati, se occorre, possono eventualmente recarsi anche presso un qualsiasi  Ente di patronato legalmente riconosciuto, in grado di fornire tutte le notizie utili per essere informati sul tipo di assicurazione e sulle modalità di iscrizione e di versamento dell’onere e di assistere, inoltre, essendo in collegamento con il sistema informatico dell’Istituto, il cittadino per tutti gli adempimenti necessari a formalizzare l’adesione. La tutela riservata alle casalinghe non è tuttavia perfettamente corrispondente a quella relativa a tutti gli altri lavoratori in campo extra domestico. Innanzitutto vengono risarciti soltanto gli infortuni e non le malattie professionali come ad esempio le dermatiti da contatto che possono insorgere e scatenarsi a seguito dell’uso protratto di detergenti. Non è riconosciuto neppure l’infortunio in itinere, cioè l’incidente che può verificarsi se l’assicurata esce di casa per andare a fare la spesa. La rendita, poi, spetta solo se si raggiunge almeno il 27 per cento di limitazione funzionale assoluta e permanente per gli infortuni occorsi però a partire dal primo gennaio 2007 o al 33 per cento di invalidità assoluta e permanente, (percentuale che corrisponde, ad esempio, alla perdita di un occhio)  per quelli avvenuti fino al 31 dicembre 2006 e non esiste tra l’altro nemmeno una forma di prestazione economica per inabilità temporanea. A differenza degli infortuni sul lavoro, inoltre, non viene indennizzato il danno biologico e in caso di evento mortale è contemplato, ma solamente a far tempo dal 17 maggio del 2006, un assegno di reversibilità per i superstiti che possono vantare il possesso dei prescritti requisiti fissati dalla legge. Infine, non è ipotizzata una revisione della rendita in caso di aggravamento della patologia derivante dall’infortunio. Qualche ulteriore riserva è altresì possibile avanzarla in ordine al fatto che l’assicurazione è riservata soltanto a una determinata fascia d’età (compresa tra i 18 e i 65 anni) e che non sia essenzialmente rivolta, invece, a preservare l’attività praticata per la cura della famiglia, a prescindere dal dato anagrafico. Nell’ipotesi di infortunio occorre far pervenire alla Sede Inail più vicina, (e possibilmente a quella territorialmente competente per residenza della casalinga), l’apposito modulo per ottenere la valutazione medico legale del gravame invalidante riportato, ai fini dell’eventuale corresponsione del trattamento economico prefigurato dalla attuali disposizioni legislative vigenti in materia. Importante novità, dal 15 gennaio del 2007, per gli assicurati è attivo “Inailsms”, un ulteriore innovativo canale di comunicazione diretta. Con questo servizio gratuito (ad eccezione dei soli costi dell’Sms), l’Ente antinfortunistico fornisce, mediante messaggi via cellulare, chiarimenti e aggiornamenti sulla gestione assicurativa e sulla prevenzione degli incidenti domestici. L’assicurato, se non lo ha già fatto, può registrarsi al servizio inviando un messaggino digitando esclusivamente il codice personale indicato in alto a destra al numero 3202049489, oppure sul portale. La cancellazione dal servizio può essere effettuata in ogni momento, con le medesime modalità, componendo espressamente la parola Casano. L’abilitazione è facoltativa. Con la richiesta di attivazione l’interessato dichiara di essere titolare del numero telefonico e che sta fornendo i dati (recapito telefonico e codice personale) esclusivamente per le finalità dichiarate per questo servizio.

Isee

BREVE GUIDA ALLA DSU

ISEE in scadenza, attenzione. L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) – che serve a valutare e confrontare la situazione economica delle famiglie – è scaduto il 15 gennaio scorso: per questo l’Inps, attraverso i suoi canali social, avverte gli utenti: “Vi ricordiamo che tutti gli ISEE sono scaduti il 15 gennaio 2018”. “Per continuare a beneficiare delle prestazioni che prevedono un determinato valore ISEE – si legge sul profilo Twitter dell’istituto di previdenza – dovrete quindi richiedere il vostro #ISEE2018 a partire da tale data”.

L’Inps mette quindi a disposizione degli utenti le istruzioni su come compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per la richiesta dell’ISEE.

A chi si rivolge – La DSU e l’ISEE servono a tutte le persone che fanno richiesta di prestazioni sociali agevolate, “ovvero di tutte le prestazioni o servizi sociali o assistenziali la cui erogazione dipende dalla situazione economica del nucleo familiare del richiedente”, riporta il sito Inps.

Come funziona – L’ISEE consente agli utenti di accedere, a condizioni agevolate, alle prestazioni sociali o ai servizi di pubblica utilità. Si ricava dal “rapporto tra l’Indicatore della Situazione Economica (ISE è il valore assoluto dato dalla somma dei redditi e del 20% dei patrimoni mobiliari e immobiliari dei componenti il nucleo familiare) e il parametro desunto dalla scala di equivalenza” con le maggiorazioni previste e riportate sul portale dell’istituto.

La domanda – La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) è un documento che contiene i dati

anagrafici, reddituali e patrimoniali di un nucleo familiare e ha validità dal momento della presentazione e fino al 15 gennaio dell’anno successivo. La DSU può essere presentata: all’ente che

Carlo Pareto

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