mercoledì, 23 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

L’euro e le bufale extra large di Berlusconi
Pubblicato il 04-01-2018


Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi apre la campagna elettorale a suo modo. Il primo obiettivo nel mirino del leader di Forza Italia è l’euro: “L’Italia – afferma – è peggiorata per colpa dell’euro. L’introduzione della moneta unica con quelle modalità e a quei valori, improvvidamente accettati da Romano Prodi, ha dimezzato i redditi e i risparmi degli italiani. I cittadini sono più scettici e delusi dopo quattro governi di sinistra non eletti”. Non ricorda pero di dire che nel 2002 (il 1° gennaio di quell’anno venne introdotta la moneta unica) alla guida del governo di era proprio l’ex Cavaliere. Il dovere di vigilare sulla conversione corretta dei prezzi da Lire in Euro era proprio dell’esecutivo.

“È surreale – è la replica di Prodi – che Silvio Berlusconi punti il dito per la gestione dell’introduzione dell’euro. E ci sarebbe da ridere perché fu proprio il suo governo che non volle gestire questa fase come invece avvenne in tutti gli altri Paesi”. “Il 1° gennaio del 2002 – prosegue l’ex premier – quando la moneta unica fu introdotta, Berlusconi governava da sette mesi e per i tre anni successivi non ha fatto assolutamente nulla: non istituì le commissioni provinciali di controllo e non impose il sistema del doppio prezzo esposto, in lire ed euro, per le merci in vendita. Questa pessima gestione ha caratterizzato solo il nostro Paese, portata avanti unicamente per non scontentare il suo elettorato”.

Giulio Santagata,Co-promotore con Psi e Verdi della Lista Insieme, in una nota, parla di bufala extra large. “Quella di Berlusconi e Salvini dell’euro causa di tutti i mali del sistema economico italiano per l’errore presunto di Prodi di averlo introdotto a valori ‘improvvidamente accettati’ è una bufala formato XL, ottima da indossare per la stagione elettorale 2017-2018 ma che, malgrado il formato, non riesce a nascondere le precise responsabilità del Governo di centrodestra che, probabilmente per non scontentare il suo elettorato, non seppe o non volle vigilare correttamente al momento del passaggio lira/euro.”

“Come si dice in questi casi – continua Santagata – un po’ di fact-cheking: la bufala extra-large, infatti prende a riferimento non il passaggio all’euro negoziato dall’allora governo Prodi nel 1996-98 fino all’adozione sui mercati nel 1999 sulla base dei tassi effettivi di cambio al 31 dicembre 1998, ma la circolazione monetaria della moneta unica, iniziata nel gennaio del 2002 in pieno governo Berlusconi-Tremonti, in carica in quel momento da circa 7 mesi e per i 3 anni successivi.”

“La fissazione del cambio lira-euro a circa 2.000 vecchie lire – aggiunge Santagata – fu speculare a quella della Germania di 2 vecchi marchi per 1 euro. Fino alla circolazione monetaria non vi fu nessuna anomalia. Queste iniziarono invece con l’adozione fisica della nuova moneta che, nell’assoluta mancanza di controlli e vigilanza da parte del Governo Berlusconi e del Tesoro, fu lasciata allineare al cambio effettivo di 1-a-1 con le vecchie 1.000 lire determinando un effetto a valanga di svalutazione reale degli asset, dal carrello della spesa fino al mercato immobiliare. In Italia, tanto per citare qualche misura concreta, non furono istituite le commissioni provinciali di controllo e non si impose il sistema del doppio prezzo esposto, in lire ed euro, per le merci in vendita”.

“In Germania – spiega Santagata – non è successo nulla di simile, anche se le condizioni erano simmetriche. Il prezzo dei beni di consumo e durevoli è restato saldamente ancorato al rapporto 1-a-2 dell’euro con il marco. E così in tutti gli altri paesi che hanno aderito. A dover essere messo sotto accusa, quindi, è l’improvvido, incapace o, a voler pensare male, indulgente atteggiamento dell’allora Ministro Tremonti e di Berlusconi nei confronti di chi indubbiamente si è avvantaggiato nel 2002-2003 di questo incontrollato scivolamento. – conclude Giulio Santagata – Mi sento quindi di consigliare a Berlusconi e Salvini di non prendersela con l’Euro ma con un bersaglio più alla loro portata, loro stessi ad esempio”.

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