martedì, 23 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

Lo Start della Campagna elettorale
Pubblicato il 08-01-2018


Tutto come previsto. O quasi. È iniziata la campagna elettorale e le tendenze di fondo emerse alla fine della legislatura proseguono. Il Pd appare sempre più isolato. Le uscite di Renzi – l’ultima sul canone Rai – assomigliano molto a degli autogol. La regressione politico-strategica del Partito democratico procede senza soluzione di continuità.
Una via d’uscita potrebbe essere costituita da una campagna elettorale più collegiale, in cui Renzi viene affiancato da figure di rilievo del governo Gentiloni, a partire da quest’ultimo. Calenda e Minniti, anche per i risultati ottenuti, potrebbero ridare vigore ad un partito ormai in caduta libera.

Il centrodestra, saldamente guidato da Berlusconi, marcia compatto verso l’obiettivo. Non è casuale che l’incontro di ieri si sia svolto ad Arcore e non in via Bellerio. La centralità dell’ex Cavaliere non è in discussione. Anche per le modalità con cui ha tessuto l’ampio accordo che va dalla Lega a Noi con l’Italia. Una coalizione così ampia dovrebbe garantire al centrodestra un ottimo risultato, soprattutto nei collegi uninominali. La legge elettorale proposta dal Pd, per assurdo, sembra essere stata ritagliata proprio sulle caratteristiche del centrodestra.

L’incognita di queste consultazioni rimane il Movimento 5 stelle. Non tanto per il suo exploit elettorale, che da più parti viene dato per certo, ma per la sua agibilità di governo. Di certo sarà la forza politica più votata, ma da qui a un governo Di Maio, la strada è tutta in salita.
Le opzioni praticabili sono sostanzialmente due: 1) un’alleanza preelettorale con Leu, per ottenere più facilmente alcuni collegi uninominali, rischiando però di perdere l’elettorato grillino più integralista; 2) un’alleanza postelettorale con Liberi e uguali e con una parte del Pd, che potrebbe allontanarsi da Renzi dopo le elezioni.

Ad oggi lo scenario più probabile sembra essere la vittoria del centrodestra, sia per la capacità di Berlusconi di condurre la campagna elettorale, sia per le dimensioni della coalizione che lo sostiene. Incerta rimane la figura del futuro premier, per via dell’incandidabilità dell’ex Cavaliere. La candidatura di Salvini risulta praticamente impossibile, nonostante i suoi proclami.
Non bisogna però sottovalutare il Movimento 5 stelle. Il Pd è tutt’ora isolato, e anche per questo l’ipotesi di un governissimo va sempre più sfumando.
Sarà interessante capire come Mattarella gestirà la complessa situazione post voto. Si capirà come il Presidente della Repubblica interpreta il suo ruolo: se come il suo predecessore, intervenendo a gamba tesa anche sulla composizione e sulla durata degli esecutivi, o come un notaio che si limita a svolgere il suo ufficio.

Martino Loiacono

Laureato in Lettere, esperto della Storia dell'Italia Repubblicana e appassionato di politica. Mi occupo di comunicazione pubblica e istituzionale.

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