sabato, 24 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Luca Pellegri
Un Macron al lampredotto
Pubblicato il 30-01-2018


Le coalizioni sono fatte, le candidature presentate, può iniziare lo show della Campagna Elettorale e cioè quella realtà parallela in cui viene prospettato ai Cittadini una specie di giardino dell’Eden in cui l’Italia è in grado di spendere 80 miliardi di Euro per il benessere dei suoi concittadini: pensione a 40 anni, tasse al 10%, bonus night club e lap dance, abolizione per decreto di malattie e morte.
Tutto normale nel Belpaese, già visto e già sentito, ma qualche novità c’è. Il sistematico avvelenamento dei pozzi della Politica che risale al primo avvento di Re Silvio, ha definitivamente contagiato tutto lo spettro del pensiero politico dai Trotzkisti a Casapound. Per far un esempio, solo apparentemente piccolo, quasi tutti i simboli presenti sulla scheda elettorale sparano il nome del Leader, il taumaturgo, lo sciamano, l’essere metafisico in grado di sanare tutte le ferite del Paese con la sola evocazione del proprio nome. Così abbiamo Meloni, Salvini, Berlusconi,Di Maio, Lorenzin, Bonino, Grasso. Wow!

Due sono le eccezioni: il PD e la lista “Insieme” alleanza politica tra Socialisti, Verdi, Civici.

Quella di “Insieme” di non mettere nomi è una scelta precisa, un indizio, si potrebbe dire, che vuole significare una Politica condivisa, il senso della complessità, la necessità di fare una comunità larga senza servi né padroni.

Poi c’è il PD che, come ognuno può vedere, non necessita di mettere la firma sul simbolo, dal momento che ha un padrone implicito: Matteo Renzi, il garbato, dialogante, inclusivo Segretario del Partito. Verificata la attuale malaparata nei sondaggi, tra scissioni un po’sfiatate ed epurazioni in sede di compilazioni delle liste elettorali, ha avuto una idea meravigliosa: un partito gassoso, padronale, senza passato a disposto a qualsiasi futuro. Siccome pareva inelegante definirsi “Forza Italia vent’anni dopo”, ecco che provvidenzialmente, appena sfornato e croccante come una baguette, arriva il nuovo modello: Macron, l’uomo che è riuscito nel miracolo di diventare Presidente della Repubblica Francese con il 30 % dei consensi e spinto alla Presidenza dal ballottaggio contro l’oggettivamente invotabile Le Pen. Tosto, il Renzi è volato all’Eliseo per un corso accellerato di Bonapartismo e Grandeur, ricavandone preziosi insegnamenti tra cui la misurazione del tasso di fedeltà al capo come esclusivo metro di valutazione, la piena disponibilità ad assecondare qualsiasi vento porti al Governo del Paese e la confortante sensazione di essere indispensabile per “le magnifiche sorti e progressive” dell’Italia. Peccato che a differenza del Macron originale, vera e dirompente novità del panorama politico Francese, il Renzi incappi in Italia nel Maestro, nel vero, unico ed inimitabile fondatore del Nulla e cioè il Silvio, con il quale, in qualche modo dovrà venire a patti.

Ecco, noi Socialisti di “Insieme” abbiamo liberamente accettato l’alleanza con il PD, convinti che fosse una grande forza in grado di unire ed equilibrare tutte le tradizioni e le aspirazioni del Centro sinistra Italiano. Se, il 5 marzo, ci ritroveremo di fronte una specie di “En marche” al sapor di lampredotto (che pure amiamo sul piano gastronomico), beh, ci sarà molto da discutere.

Luca Pellegri
Consiglio Nazionale Psi

Luca Pellegri

Commissione Nazionale Garanzia PSI

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