lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

“L’Ultimo Harem”.
Magia e suggestione
al Teatro di Rifredi
Pubblicato il 13-01-2018


ULTIMO HAREMRoma, 13 gennaio 2017 – Ambientato nella Turchia del 1909, “L’Ultimo Harem” racconta di una seducente favorita circassa che – alla vigilia della chiusura degli harem – attende l’incerta visita del sultano, ingannando l’attesa con il racconto di storie fantastiche. Quasi cent’anni dopo, una dimessa casalinga sogna improbabili fughe dalla prigione del suo indecifrabile malessere quotidiano. Ospitata dal Teatro di Rifredi di Firenze, la pièce teatrale di Angelo Savelli – con Serra Yilmaz, Valentina Chico e Riccardo Naldini – sarà in scena fino al 21 gennaio. 

LA TRAMA – Partendo da una novella de “Le mille e una notte” – oltre che da alcuni brani della scrittrice turca Nazli Eray e della marocchina Fatema Mernissi – Angelo Savelli ha costruito un viaggio nell’immaginario femminile, un percorso alla scoperta della donna come custode dell’oralità che – reclusa nelle mura domestiche – tesse con le sue parole un affascinante arazzo multicolore, in cui uomini e donne restano incastrati con le loro eterne contraddizioni.
valentina chicoDopo 12 anni, lo spettacolo continua a riscuotere successo fra il pubblico che si ritrova accomodato in palcoscenico – intorno alla scena di un lussuoso harem-hammam – seduto su tappeti e cuscini, a pochi metri dagli attori, immerso in un’atmosfera sensuale fatta di profumi, vapori, musiche che provengono da paesi lontani, per poi essere catapultato in una contemporaneità impregnata di ironia e di inquietanti rimandi al passato.
CHICO: FASCINO TRASCINANTE – Lo spettacolo contiene alcuni “elementi di innegabile fascino che trascinano ogni anno tanto pubblico in sala” racconta la protagonista, Valentina Chico (foto in alto): primo fra tutti la presenza carismatica di Serra Yilmaz, attrice intrigante e unica nel suo genere; poi l’impatto della scelta scenografica, col pubblico sul palcoscenico disposto intorno ad una pedana a un metro dagli attori, tra musiche, profumi e costumi da favola” prosegue l’attrice. “Infine, il tentativo coraggioso del regista e autore Angelo Savelli di affiancare un testo come quello de “Le Mille e una notte” con i racconti inediti di Nasli Eray, scrittrice turca contemporanea» conclude l’artista romana.
Silvia Sequi 
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