lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Migranti, Macron ringrazia l’Italia e Gentiloni
Pubblicato il 11-01-2018


macron gentiloniL’Italia entra nel vivo della Campagna elettorale e saluta la sua XVII legislatura, ma Oltralpe ci viene ricordato quanto è stato fatto dal presidente del Consiglio uscente, Paolo Gentiloni, soprattutto in materia di immigrazione.
“L’Italia ha fatto un ottimo lavoro nel 2017, cui rendo omaggio, per ridurre la destabilizzazione causata dal fenomeno migratorio. Ha tutto il mio rispetto per il lavoro condotto”, è quanto ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron in conferenza stampa a Palazzo Chigi con il premier Paolo Gentiloni, in occasione della sua visita a Roma.
“L’Italia entra in un periodo elettorale. Voglio sottolineare quanto sono stato contento di lavorare con Paolo Gentiloni in questi mesi, la sua azione in Italia e in Europa ha consentito di avviare una nuova dinamica”, ha detto il presidente francese, che poi ha proseguito: “Continueremo a fare grandi cose con l’Italia. Continueremo a procedere con le ambizioni tra i nostri due Paesi e con le ambizioni europee”.
Dal canto suo l’attuale presidente del Consiglio italiano ha affermato: “Credo sia molto importante che alle relazioni storiche tra Italia e Francia abbiamo deciso di dare una cornice più stabile e più ambiziosa con l’idea, già emersa nel vertice di Lione e che in questo incontro abbiamo messo a fuoco, di mettere al lavoro un gruppo di persone per un Trattato bilaterale italo-francese. Cooperiamo da sempre in modo straordinario ma siamo convinti che possa rendere ancora più forti e sistematiche le nostre relazioni”.
Tornando all’Europa il presidente francese ha detto: “Abbiamo bisogno di un’Europa più unita. I processi di armonizzazione consentiranno di ridurre i populismi perché i populismi si nutrono di cose che non si riescono a spiegare”. “Serve un’Europa più democratica, con liste europee che consentiranno di prendere atto della forza di un demos europeo”.
Macron ha poi ribadito il suo appoggio a un’Europa a più velocità. “Dobbiamo integrare le convinzioni europee che ci legano, portando avanti una specie di mandato europeo su progetti strutturanti, un’avanguardia aperta, una maggiore ambizione per alcuni partner che non ne escludono altri. È una Ue a più velocità? Sì, perché c’è già una zona Schengen, una zona euro. Noi siamo per un’Europa che avanza, una potenza economica, sociale e culturale aperta a chi vuole seguire”.

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