martedì, 17 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Milano, di lavoro si muore. Nencini: “Più sicurezza”
Pubblicato il 17-01-2018


lamina spaDrammatico incidente sul lavoro nella “Lamina spa”, azienda che produce lamine in acciaio e titanio. È accaduto ieri a Milano portando alla morte di tre operai e un quarto gravissimo, mentre dalle ultime ricostruzioni gli altri due operai sarebbero fuori pericolo. Le vittime sono Marco Santamaria, quarantadue anni, Giuseppe Setzu, quarantotto anni, e Arrigo Barbieri, cinquantasette anni. Suo fratello Giancarlo, di quattro anni più grandi, è l’uomo ricoverato in condizioni critiche al San Raffaele.
Dagli accertamenti fatti dalla Polizia a turno finito da mezz’ora i due operai (Barbieri e Santamaria) sono scesi nella zona dove ci sono i forni di riscaldamento a circa due metri di profondità, per riparare un guasto o per effettuare una normale manutenzione, motivo per cui hanno disattivato l’allarme. Ma la fuoriuscita dell’azoto che scorre nei tubi di colore giallo ha fatto perdere i sensi agli operai che però hanno chiesto aiuto. Il primo a tentare di soccorrerli è proprio il fratello maggiore di Barbieri che ora è in condizioni gravissime, il quale a sua volta si sente male ma viene soccorso dagli operai Alfonso Giocondo e Giampiero Costantino che però non ci riescono. A quel punto interviene Giuseppe Setzu, ma il tentativo di soccorrere i colleghi in pericolo gli è costato la vita.
“Il gravissimo incidente avvenuto alla Lamina di Milano ci lascia sgomenti. Voglio inviare alle famiglie delle vittime la mia più profonda vicinanza. Di lavoro si continua a morire e questa è una piaga che non può farci rimanere in silenzio. La tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori deve essere una priorità. Per tutti”. Così il vice ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Riccardo Nencini, in visita proprio in queste ore a Milano, commentando l’incidente alla Lamina dove hanno perso la vita due lavoratori metalmeccanici.
L’azienda è stata sequestrata dai carabinieri su disposizione dei pm Tiziana Siciliano e Gaetano Ruta. I magistrati stanno cercando di capire perché i dispositivi di allarme, che hanno dei sensori per segnalare le fuoriuscita di monossido di carbonio e azoto, non abbiano funzionato. Ieri i pm hanno svolto un sopralluogo e sentito alcuni responsabili dell’azienda e poi disposto il sequestro della ditta per tutti gli accertamenti. Nel registro degli indagati verrà iscritto, com’è prassi in questi casi, il responsabile legale dell’azienda. Già nella tarda serata di ieri l’azienda era stata sottoposta a sequestro.
Il sindaco di Milano Beppe Sala ha annunciato il lutto cittadino: “Intendo fare tre cose – ha spiegato -. La prima è proclamare il lutto cittadino, poi ho chiesto all’assessore alla Sicurezza, Carmela Rozza, di incontrare le famiglie. Infine contatterò il prefetto perché credo che sia utile convocare un tavolo molto operativo e non retorico, con tutti gli enti che possono dare il loro contributo, come ad esempio i sindacati, l’Inail, per rafforzare i controlli preventivi. Me lo hanno chiesto anche i sindacati che ho sentito questa mattina, questa dovrà essere un’altra leva da attivare”.

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