martedì, 18 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ponte Preti, dopo 30 anni finalmente si riscopre il problema
Pubblicato il 08-01-2018


Vedo finalmente che i riflettori mediatici sono nuovamente puntati sul Ponte Preti e sulla problematica che io avevo sollevato ben 30 anni fa. Sono contento …. meglio tardi che MAI! E’ arrivata l’ora di trasformare però le parole e gli articoli in fatti concreti da parte della Politica prima che succeda una Tragedia. Quello del Ponte dei Preti era uno dei problemi che avevo analizzato sia come Assessore Provinciale sia come Parlamentare, inserito nel contesto unico della Pedemontana, per il quale avevo trovato una possibile soluzione, rimasta però nel cassetto per ben 30 anni.

Vorrei solo ricordare, a chi oggi giustamente solleva il grave problema, che negli Anni 90 c’era un progetto esecutivo, elaborato dall’ ANAS, atto a risolvere definitivamente il problema con una spesa di 16 Miliardi di Vecchie Lire.

Il progetto, rimasto in qualche cassetto, sarebbe ora di rispolverarlo prima che sia davvero troppo tardi. Così come il Ponte Preti, un altro problema non ha avuto poi la sua risoluzione: è il Traforo del Monte Navale, che avrebbe risolto il collegamento viario fra il Canavese Occidentale e il Biellese, risolvendo così il traffico della Città di Ivrea. Fu ostacolato da alcune forze politiche che impedirono la sua realizzazione: un’ opera già finanziata per oltre 80 miliardi di vecchie lire!

Purtroppo anche qui devo prender atto, mio malgrado, che a distanza di 30 anni abbiamo perso una grande occasione. Termino queste mie riflessioni, ricordando infine che, ad oggi, rimane irrisolto il problema dell’Ospedale di Zona al fine di trovare una soluzione utile sia alla Città di Ivrea, sia al Canavese Occidentale.

Si era formato, 30 anni fa, un comitato di Sindaci fra i Comuni di Ivrea, Castellamonte, Rivarolo e Cuorgnè, oltre alla rappresentanza dei piccoli comuni dell’Alto Canavese, al fine di valutare una strutta utile a tutti, sostituendo il vecchio ospedale di Ivrea che non era funzionale. Scartata la proposta del comitato di trovare una collocazione vicino al Casello Autostradale di Ivrea, venne indicato dai Funzionari della Regione Piemonte, come soluzione alternativa, l’ex complesso Olivetti di Scarmagno, non adeguato e funzionale da un punto di vista logistico e viario per risolvere il problema. Anche qui da allora tutto si è arenato.

In conclusione, in questi ANNI, ben 30, poco si è fatto di reale. Sono contento che ogni tanto anche i cittadini abbiano ancora la voglia di sollevare questi problemi alle Istituzioni. Ricordo doverosamente a tutti però che io, come Amministratore prima e Parlamentare dopo, ho già sollevato queste problematiche 30 anni fa.

Ora, vi prego dalle parole bisogna passare ai fatti concreti. Il mio non è solo un appello, ma una presa di posizione chiara. Ho mandato, dopo l’intervista fatta al Canavese alcune settimane fa, già una lettera sia al Vice Ministro dei Trasporti, Sen. Riccardo Nencini, così come alla Regione Piemonte, per segnalare il grave problema. Di una cosa, però, sono contento: quelli che 30 anni fa fischiavano contro il progetto della Pedemontana si accorgono finalmente che esiste il problema del Ponte dei Preti; se invece di fischiare mi avessero sostenuto, questa problematica oggi non ci sarebbe!

Con meno demagogia, con meno fischi e con più collaborazione avremmo completato la Pedemontana con il Ponte sul Chiusella che era parte integrante del Progetto.

Svegliamoci prima che succeda una tragedia!

Sen Eugenio Bozzello

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