domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Quattro rivelazioni dal libro su Trump
Pubblicato il 08-01-2018


trump-bannon-wolffIl libro di Michael Wolff è diventato in pochi giorni un bestseller grazie ai suoi contenuti che riguardano l’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Sebbene il libro sia già esaurito, gli estratti pubblicati durante la settimana in numerosi media hanno gettato nuova luce sui primi tempi dell’amministrazione Trump. La CNN riporta alcuni passaggi del volume, senza, però, verificare in modo indipendente tutti i dettagli del libro.

La prima notizia internazionale coinvolge l’ex primo ministro britannico Tony Blair, che ha tenuto un incontro segreto nel febbraio 2017 con il genero di Trump, Jared Kushner, allo stesso tempo consulente ufficiale del presidente. Blair durante la riunione avrebbe svelato un informazione confidenziale, cioè che il Regno Unito avesse spiato i funzionari della campagna elettorale o addirittura Trump stesso. Ne parlano anche le pagine del Times di Londra e del Guardian, che hanno pubblicato gli estratti dopo aver ottenuto una copia del libro.

Ora Tony Blair nega categoricamente le affermazioni, dicendo che non ha mai avuto una conversazione del genere né con Kushner, né con nessun altro, aggiundendo che con Kushner aveva parlato solo del processo di pace in Medio Oriente.

Sempre all’inizio del 2017, il 3 gennaio, durante una cena a tarda notte tra il capo della Fox News Roger Ailes e l’allora stratega capo della Casa Bianca Steve Bannon, il discorso sulla Russia era nel “menu”. Il racconto più importante di Bannon riguarda proprio la Russia e il suo coinvolgimento durante le elezioni presidenziali per offrire a Trump i documenti compromettenti su Hillary Clinton.

Durante questa cena di gennaio Bannon annunciò il piano immediato dell’amministrazione entrante per spostare l’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme. Ciò avviene nel dicembre scorso, Donald Trump riconosce ufficialmente Gerusalemme come capitale d’Israele sfidando così tutti i suoi oppositori. Il dipartimento di stato americano inizierà immediatamente il processo per attuare il trasferimento dell’ambasciata degli Stati Uniti in Israele da Tel Aviv.

L’ultima questione importante riguarda la Cina. Wolff scrive che Bannon era desideroso di sottolineare il futuro ruolo globale della Cina durante la cena con Ailes, riferendosi alla superpotenza come “vero nemico” e il “primo fronte in una nuova Guerra Fredda”. Nel piano politico degli Stati Uniti era importante costruire forti legami con la Cina, proprio per le potenzialità che quest’ultima ha. Ed è vero, l’interesse di Trump verso la Cina è in crescita.

Magda Lekiashvili
Blog Fondazione Nenni

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Commenti all'articolo
  1. Dopo il discorso sui diritti delle donne, sulla libertà dell’informazione, sul razzismo di Oprah Winfrey ai Golden Globes, i quotidiani parlano della celebrità afroamericana delle televisione a stelle e strisce come possibile candidata alle prossime presidenziali Usa in quota democratici. “C’è un nuovo giorno che si alza all’orizzonte. Quando questo nuovo giorno si alzerà, saranno donne magnifiche e fantastici uomini i nuovi leader che ci condurranno in un tempo nel quale nessuno dovrà più dire “me too”, anche io sono stato oggetto di ingiustizie”, il discorso della Winfrey. “È stata quella parola, ‘leader’, a scatenare – spiega Repubblica – la reazione entusiastica del pubblico oltre le telecamere, a far nascere il ritornello dell'”Oprah for president”, alimentato il giorno successivo da confidenze di suoi amici che hanno confermato come lei stia da tempo, e soprattutto dall’avvento di quel Trump che lei aborre, considerando la possibilità di correre per la Casa Bianca fra due anni”. “I politici di professione democratici staranno tremando, – scrive La Stampa- perché da una parte non vogliono lasciare il posto ad un’outsider, ma dall’altra hanno disperatamente bisogno di un salvatore della patria. Qualcuno azzarda che la soluzione potrebbe essere un dream team con Joe Biden candidato presidente e Oprah vice, con l’impegno che Biden faccia un solo mandato e dopo quattro anni lasci la Casa Bianca a Winfrey, quando lei avrà abbastanza esperienza per gestire da sola la carica. La verità è che la vittoria di Trump ha cambiato profondamente la politica americana, demolendo i vecchi paradigmi”.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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