giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Quote Latte. Ue: “Paghino i produttori non i cittadini”
Pubblicato il 24-01-2018


quote latteAltro richiamo dall’Unione europea. Secondo gli ultimi accertamenti comunitari le penalità all’Italia per l’eccesso di produzione tra il 1995 e il 2009 sono state fatte pagare a tutti gli italiani e non ai singoli responsabili, come richiesto dalle normative dell’Unione europea. Dopo due anni di dibattimento è arrivata oggi la sentenza della Corte Europea che si riferisce al mancato recupero dagli effettivi responsabili di una cifra stimata in 1,34 miliardi di multe sulle quote latte tra il 1995 e il 2009. La Corte di Lussemburgo sottolinea che non contesta all’Italia il mancato recupero in sé, ma “il non avere predisposto, in un lungo arco temporale (oltre 12 anni), i mezzi legislativi ed amministrativi idonei ad assicurare il regolare recupero del prelievo supplementare dai produttori responsabili della sovrapproduzione”.
Ogni anno, dal 1995 al 2009, l’Italia ha superato la quota nazionale di produzione di latte e lo Stato italiano si è sostituito agli allevatori responsabili versando alla Commissione gli importi delle multe dovuti per il periodo in questione, pari a 2,3 miliardi. Ma l’accordo con Bruxelles prevedeva anche che le somme dovute fossero restituite alle casse dell’erario dagli allevatori responsabili.
“È una pesante eredità che arriva dal passato e che ha forti responsabilità nelle scelte fatte in particolare dalla Lega e dalla destra a quel tempo al Governo. Purtroppo prima del 2014 sono state prese decisioni che hanno danneggiato migliaia di allevatori onesti e tutti i cittadini, visto che lo Stato ha già pagato 4,5 miliardi di euro”, commenta il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina. “Noi – aggiunge – in questi ultimi anni invece non abbiamo messo la polvere sotto il tappeto e abbiamo avviato un percorso di risanamento. Per responsabilità del malgoverno leghista degli anni passati gli italiani pagano ancora purtroppo un conto salatissimo”.
Secondo la Commissione l’Italia non ha applicato il principio per cui “paga chi sbaglia”. Ma tutto questo non sarà facile, perché dal 1995 a oggi molti allevatori sono usciti dal mercato, e rivalersi su di loro potrebbe risultare impossibile. Ma l’Italia deve sanare la situazione, o la Commissione nei prossimi mesi potrà avviare una nuova causa con cui chiedere multe.

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