martedì, 20 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Regeni due anni dopo. Bonelli: “Serve risposta”
Pubblicato il 24-01-2018


Giulio regeni

“A distanza di due anni dalla scomparsa di Giulio Regeni stiamo ancora lottando per conoscere la verità sull’accaduto. Si tratta di una questione per cui il Governo deve prendersi delle responsabilità e cercare con efficienza di dare una risposta ai tanti interrogativi della famiglia in primis, ma anche per le moltissime persone che in questi giorni continuano a mobilitarsi per chiedere al nostro Paese di impegnarsi per ottenere la verità”. Lo scrive in una nota Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi e tra i promotori della lista Insieme che aggiunge: “L’Italia deve utilizzare tutti i mezzi diplomatici a propria disposizione per fare chiarezza su questa triste vicenda, proprio per dimostrare anche a noi cittadini che questo protrarsi delle indagini non sia il frutto della paura di potenziali ritorsioni strategiche da parte del governo egiziano, ma che la nostra politica faccia di tutto per tutelare i propri cittadini”. “Oggi, ancora una volta – conclude Bonelli – ci uniamo al dolore e alla necessità di giustizia della famiglia Regeni e delle persone che si raduneranno nelle piazze di tutta Italia in questa giornata. L’esempio di Giulio serva come occasione per promuovere politiche di pace e di cooperazione”.

Sono passati due anni dalla tremenda fine del giovane ricercatore friulano. Erano le 19.41 del 25 gennaio del 2016 quando al Cairo si persero le tracce di Giulio Regeni. Rapito e torturato a morte, ancora non è chiaro in quale meandro sia sparito prima di essere ritrovato, ormai senza vita, il 3 febbraio sul ciglio di una superstrada alla periferia est della capitale egiziana. Ma a differenza del primo anniversario, l’anno scorso, ora pare essersi innescata una dinamica nuova per fare luce sul caso, con l’Egitto che ha lanciato segnali di collaborazione. Imputati comunque ancora non ci sono e, per tenere alta la pressione attraverso il ricordo, la Rai ha annunciato una programmazione speciale per domani, giorno in cui Amnesty International ha indetto manifestazioni in decine di piazze italiane per accendere, alle 19.41, migliaia di candele gialle, il colore della protesta che reclama verità. A Fiumicello, il paese dove Regeni è nato, si terrà una fiaccolata commemorativa, mentre mercoledì i Giuristi Democratici terranno un presidio davanti all’ambasciata egiziana in Italia, e a Bruxelles i parlamentari del Pd organizzeranno un’iniziativa all’Europarlamento.

Intanto la la Procura generale egiziana, in un comunicato, ha definito “totalmente contraffatta” la missiva attribuita ai vertici dei servizi segreti egiziani in cui si parla dell’arresto del giovane ricercatore italiano.  “Questa lettera è totalmente falsificata e la Procura generale egiziana ha informato immediatamente il suo omologo italiano” su questa circostanza, “nel quadro della fruttuosa cooperazione fra le due parti”, si afferma nel comunicato. La lettera anonima inviata all’ambasciata italiana in Svizzera “La Procura generale egiziana ha ricevuto dal suo omologo italiano, il 22 gennaio 2018, una lettera anonima” inviata “all’ambasciata italiana nella capitale svizzera Berna”, riferisce il comunicato confermando indiscrezioni mediatiche diffuse oggi. Il testo trasmesso è una lettera “attribuita al presidente dei Servizi di informazione egiziani, destinata ai servizi di informazione militari in Egitto, datata 30 gennaio 2016, dove è scritto che i servizi di sicurezza egiziani avevano arrestato la summenzionata vittima”, viene aggiunto riferendosi al “cittadino italiano Giulio Regeni”. “La Procura di Roma ha chiesto alla Procura generale di prendere le misure necessarie circa la conferma delle informazioni di questa lettera”, è scritto ancora nel comunicato sul “Procedimento numero 643, anno 2016”.

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