giovedì, 26 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

RIFORMISMO VS POPULISMO
Pubblicato il 22-01-2018


Persone

“Programma interessante quello dei grillini. Con un ma. Per realizzarlo servirebbe il bilancio degli Stati Uniti”. Così Riccardo Nencini, segretario del Psi e promotore della lista “Insieme”, commenta le proposte programmatiche dei 5 Stelle. “Conto almeno 120-130 miliardi di nuove spese e nulla, proprio nulla di puntuale per investimenti in infrastrutture. Quanto a diritti civili, le tenebre. Nemmeno rammentati. Dimenticavo: da dove prendono i soldi per coprire le spese? Assordante silenzio. Basta spararla grossa”.

Con Nencini i temi da affrontare sono diversi. Partiamo dal Congresso della Spd e della decisione di sedersi al tavolo per iniziare le consultazioni con la Merkel. “Nella vicenda tedesca – afferma Nencini – vi sono due fattori che spiccano. Ormai nei sistemi politici europei il bipolarismo è stato sostituito da un tripolarismo. Vi sono partiti che appartengono alla tradizione socialista europea, alla tradizione popolare e altri che, o nella destra o nella estrema sinistra, si richiamano a forme di populismo. La seconda cosa che spicca è che in molti paesi europei ci sono due fronti che si contrappongono, quello democratico repubblicano e un fronte estremista e radicale. Questi sono due fattori costanti. E questo è un problema continentale. Ed è la ragione per la quale creare un baluardo, che non sia soltanto difensivo verso il sovranismo e la demagogia, per mettere in campo una coalizione riformista, non ha alternative. L’errore fatto dalla sinistra massimalista rischia di avere la stessa fragilità di quello fatto nel ‘21. È una posizione miope, quando dovremmo invece tutti alzare il vessillo della difesa dei grandi valori nell’occidente.

Cosa succede il 5 marzo? Il rischio delle grandi intese esiste.
Il 5 marzo vedo due cose. La nascita di una Assemblea costituente per riprendere alcuni dei temi che sono stati bocciati con il No al referendum del 4 dicembre.

Un accordo contro e per arginare qualcuno può avere dei limiti politici. Non servirebbe invece un accordo per costruire qualcosa?
Questo è il secondo punto. Un governo di coalizione, dopo le elezioni lo chiederà Silvio Berlusconi. Perché superata la campagna elettorale si troverà di fronte a punti programmatici cosi diversi tra lui la Lega e la Meloni, da non essere assolutamente compatibili. Sarà lui a trovarsi seduto sul precipizio. I suoi alleati hanno una visione per il futuro dell’Italia che è assolutamente incompatibile con chi appartiene a una forza popolare e che si richiama ai valori del popolarismo europeo.

Quali conseguenze potrebbe avere un abbraccio tra Lega e Movimento 5 Stelle?
Intanto meno libertà sui diritti fondamentali. Parlo di diritti civili e diritti e sociali. Se loro fossero stati al governo non avremmo avuto per esempio il biotestamento. O il divorzio breve. E questi sono solo degli esempi.

Pariamo dei punti qualificanti della lista “Insieme”…
Sono diversi. Vanno dal piano casa alle misure sull’università. Un fondo di mezzo miliardo l’anno per dieci anni per realizzare nuovi alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica per gli italiani che si trovano nella condizione del bisogno. In Italia negli ultimi venti anni è completamente cambiata l’organizzazione del lavoro, bisogna ridisegnare in maniera flessibile il nostro welfare partendo proprio dall’abitazione. Costituire un fondo nazionale per il sostegno all’affitto per permettere di conservare una quota maggiore di reddito non solo ai giovani, ma anche ai pensionati al minimo, alle famiglie monoreddito o che affrontano situazioni di disabilità. Poi l’Università: l’abolizione per tutti senza distinzione delle tasse universitarie, come sostiene qualcuno, è iniqua, agevolerebbe i figli delle persone più ricche. Invece bisogna dare sostegno agli studi dei giovani meritevoli che provengono da famiglie disagiate. Per esempio in Italia solo il 9-10% degli universitari percepisce borsa di studio. 25% in Germania, 30% in Spagna e 40% in Francia.

E per quanto riguarda riforme, economia e ambiente?
Proponiamo l’introduzione in Costituzione del principio di sostenibilità sociale e ambientale. Ma abbiamo presentato proposte anche sull’immigrazione. Chi viene in Italia, per esempio, deve vivere secondo le regole della Costituzione italiana, godere dei nostri diritti, ma rispettare i doveri del paese che li ospita. Accogliere i profughi, ma riaccompagnare fuori dai nostri confini i clandestini. Chi resta deve essere guidato dalle nostre leggi. Il rispetto delle identità deve escludere sempre il ricorso a pratiche in conflitto con i diritti fondamentali dei cittadini (infibulazione, obbligo di velo, poligamia, etc).

Poi?
I punti sono diversi: per esempio le accise sulla benzina. In Italia per il costo della benzina si pagano accise su eventi catastrofici (alluvioni di Toscana e Liguria, terremoto in Emilia), ma continuiamo anche a pagare accise ingiustificate (alluvione di Firenze del 1966, disastro del Vajont del 1963, terremoti in Belice del 1968, Friuli 1976, Irpinia 1980, le missioni militari in Libano dal 1983 e Bosnia del 1996, la crisi di Suez e la guerra in Abissinia). Inoltre sulle accise si paga l’Iva, facendo schizzare ancora il prezzo finale. Proponiamo che gli introiti derivanti dalla tassazione sulla benzina siamo utilizzati per la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, con incentivi a chi investe nel settore delle energie alternative. Infine gioco d’azzardo e pensioni. Alzare quelle minime senza ricorrere al bilancio dello Stato, ma utilizzando una maggiore fiscalità sul gioco d’azzardo. Con gli introiti curare anche le ludopatie.

Sono passati 18 anni dalla morte di Craxi. Come ricordarlo oggi?
Intanto quello che si certifica è che ormai si parla di Craxi con più oggettività. Mettendo in rilievo che Italia con quel Governo entra nel G7 e diventa la quinta potenza mondiale conquistando un ruolo internazionale fortissimo.

Tra l’altro quando si parla del Governo Craxi si dimentica sempre di dire che in quegli anni il debito pubblico scese…
Vero. Se oggi fosse stato in vita, Craxi avrebbe votato il simbolo che voto io, perché torna sulla scheda il simbolo del Partito socialista italiano.

I Radicali con Emma Bonino alla fine hanno sottoscritto l’accordo con il centrosinistra.
Abbiamo lavorato fino all’ultimo momento per fare una lista unitaria ma se non ce l’abbiamo fatta non è dipeso da noi.

Daniele Unfer

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Commenti all'articolo
  1. Mi sembra giusto proporre un’Assemblea Costituente per riprendere il cammino delle Riforme Istituzionali, giusto le proposte sulla Scuola, sull’Università, sul Piano casa, sull’emigrazione, ma per il lavoro bisogna proporre qualcosa che possa incidere fortemente sull’occupazione, il più possibile stabile, perché nella precarietà si vive male, molto male.
    Agevolare anche con contributi a Fondo Perduto gli investimenti per nuove Imprese e per interventi di amodernamento e messa in sicurezza degli ambienti di Lavoro,purché garantiscano nuova occupazione.
    Altro capitolo quello della Sanità, a mio parere è indispensabile se vogliamo mantenere assistenza adeguata alle persone più bisognose con problemi finanziari, far pagare totalmente le prestazioni e le cure, a chi supera un certo reddito “da stabilrsi”, costoro hanno la possibilità di farsi una buona assicurazione.
    Le tasse vanno pagate ! Un pò meno per il Ceto Medio, niente fino a 1.000 euro di reddito mensile e chi più ha, più deve pagare
    Mi sembra il minimo che i Socialisti possano proporre in questa Campagna Elettorale !
    Buon Lavoro Compagno Segretario !

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