giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

NEW DEAL EUROPEO
Pubblicato il 23-01-2018


Romano-Prodi-uno Un New Deal europeo. Un piano per il rilancio di una Europa sociale. 150 miliardi di Euro di investimenti da varare al più presto in modo che sia operativo entro il 2019: è il “New Deal per l’infrastruttura sociale” presentato oggi da Romano Prodi a Bruxelles per dare risposte ai problemi più urgenti dei cittadini del vecchio continente.

“Ogni anno c’è un gap negli investimenti da 100-150 miliardi di euro in tutta Europa, anche nei Paesi più ricchi”, per quanto riguarda le infrastrutture sociali, in particolare “sanità, educazione e alloggi sociali abbordabili”, ha spiegato Prodi intervenendo a Bruxelles una conferenza sul tema in cui sono stati presentati i risultati del lavoro svolto da un’apposita ‘task force’ Ue. Per questo, ha chiesto l’ex premier ed ex presidente della Commissione Ue, “deve essere lanciato immediatamente” un piano di investimenti “con una possibile interazione tra pubblico e privato” inclusi fondi pensioni e assicurazioni. E, dato l’attuale contesto politico, ha avvertito Prodi, “dobbiamo avere questo progetto operativo prima della fine dell’attuale legislatura” Ue, ovvero entro maggio 2019, “per dare impulso alla nuova Europa”. Le istituzioni Ue e quelle finanziarie “devono” quindi, ha concluso, “cooperare mano nella mano”, mentre i progetti da finanziare dovranno essere decisi insieme da stati membri e istituzioni locali, in linea con il rispetto del “principio di sussidiarietà”.

E sul futuro dell’Europa ha aggiunto di essere sempre ottimista, “sempre per definizione”. Alla domanda dei giornalisti, con riferimento alla polemica interna al centrodestra tra Berlusconi e Salvini, sullo sforamento del rapporto deficit-pil, Prodi risponde: “Non parliamo delle piccole cose di casa nostra”, aggiungendo di essere venuto a Bruxelles per un “progetto che cambia il volto dell’Europa”. “Non vogliamo l’Europa dei banchieri o della finanzia, vogliamo un’Europa sociale”, ha detto. “Il progetto – ha precisato – è finanziato da tutti i 27 Paesi in tre direzioni precise: scuola, sanità e case popolari”. E su un suo possibile ritorno alla politica Prodi ha messo le mani avanti. “Penso proprio di no”. “Non mi vogliono, mi hanno rottamato, ma la mia soddisfazione è che non si sono accorti che il prezzo del rottame è salito, salito, salito”, ha detto Prodi, aggiungendo che in questi ultimi dieci anni dalla fine del suo ultimo governo “è cambiato il mondo”.

Alla guida in Italia della Task Force europea per attuare il ‘Piano Prodi’ vi sarà la Cassa Depositi e Prestiti. La Cdp, tra i promotori dello studio Ue portato avanti dall’Elti (l’associazione europea degli investitori di lungo termine), ha infatti già una posizione di leadership nel supporto dello sviluppo delle infrastrutture sociali in Italia, culminata lo scorso novembre con il lancio del suo primo Social Bond da 500 milioni per le pmi situate in regioni a minor tasso di sviluppo o colpite da calamità naturali come i terremoti. E questo ha raccolto richieste pari a 2,2 miliardi, di cui il 70% provenienti dall’estero, in particolare dai Paesi del Nord Europa.

La Cdp si è poi già significativamente impegnata nell’edilizia scolastica, nella riqualificazione delle periferie urbane, nel sostegno alle aree colpite dalle calamità naturali come terremoti e alluvioni, nell’edilizia sociale con i fondi Fia, dove in particolare con il Fia2 l’obiettivo è attrarre fondi del Piano Juncker e di investitori istituzionali italiani sensibili all’impatto sociale e ambientale. “Le banche promozionali nazionali e le istituzioni finanziarie sono chiave per finanziare i progetti di infrastrutture sociali” dove “giocano già un ruolo maggiore e sono pronte a fare di più sia con strumenti gia’ esistenti che nuovi”, ha sottolineato il presidente di Elti Laurent Zylberberg. Oggi “oltre 1,2 miliardi di finanziamenti dell’Efsi”, il fondo del Piano Juncker, “sono già stati approvati per il settore sociale, e questi dovrebbero mobilitare oltre 6 miliardi di investimenti”, ha ricordato il vicepresidente della Commissione Ue per la crescita Jyrki Katainen, assicurando però che l’intenzione è “fare di più” con l’Efsi 2.0 dove ci sarà una “enfasi” particolare sugli investimenti nel sociale.

Ovviamente l’annuncio di Prodi è stato accolto con favore anche in Italia. “No all’Europa dei banchieri, si all’Europa sociale” ha scritto su Facebook il Vicesegretario Pd Maurizio Martina. “Sosteniamo la proposta di Romano Prodi per un piano di investimenti europei a partire da educazione, salute e alloggi sociali. La nuova Europa deve nascere da qui. Da risposte concrete agli squilibri profondi lasciati dalla crisi di questi anni. Una proposta che il sottosegretario alla Presidenza con delega agli affari europei Sandro Gozi indica come la “risposta più efficace alla paura diffusa e alla disillusione nelle istituzioni europee che sono alla base dei populismi. Ripartire dalla gente e dai suoi bisogni concreti”. “E il ‘New Deal per l’infrastruttura sociale’ – ha continuato Gozi – dovrà essere operativo al più presto e comunque prima della fine dell’attuale legislatura Ue, entro maggio 2019”.

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