domenica, 22 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

BAMBINI SOTTO ATTACCO
Pubblicato il 24-01-2018


3817010-3x2-940x627Una nuova pagina vergognosa per l’isis che questa volta ha attaccato persino la sede dell’Ong ‘Save The Children’, l’organizzazione umanitaria che tutela e supporta i diritti umani dei bambini.
L’attentato è avvenuto nella sede dell’ong britannica Save the Children a Jalalabad, capoluogo dell’est dell’Afghanistan e ‘feudo’ di numerosi ribelli, tutto è iniziato poco dopo le 9 (le 5.30 italiane) con un’autobomba di fronte al complesso che ospita l’ong, permettendo a diversi terroristi – due o tre secondo le testimonianze – di penetrare all’interno del compound.
Secondo una fonte ufficiale un kamikaze si è fatto esplodere all’ingresso dell’edificio che ospita l’organizzazione, permettendo al commando di penetrare all’interno. Tre membri del commando sono stati uccisi. L’attacco ha causato quattro morti e il ferimento di una ventina di persone.
Il portavoce di Save the Children ha detto che il gruppo è «devastato» dalla notizia dell’attacco. Save the Children, che è presente in Afghanistan dal 1976 e che oggi gestisce progetti in 16 diverse province afghane, ha deciso di sospendere tutte le sue attività nel paese.
La rivendicazione dell’Isis, pubblicata dall’agenzia Amaq, sostiene che l’attacco è stato portato contro “fondazioni britanniche e svedesi”. “Tre martiri hanno preso parte all’attacco contro le fondazioni britanniche e svedesi e istituzioni governative afgane”, un allusione allo “Swedish Comittee” per gli affari umanitari e a un ufficio del ministero afgano per le donne, situati nei pressi della sede dell’ong.
L’attentato segue di quattro giorni quello a un grande albergo di Kabul, rivendicato dai talebani, che ha provocato una ventina dei morti tra i quali quattordici stranieri. I talebani hanno tenuto a specificare oggi di non avere alcuna responsabilità nell’attacco armato alla sede della ong Save The Children di Jalalabad City, nella provincia di Nangarhar. Al riguardo il portavoce Zabihullah Mujahid ha indicato via Twitter: “Attacco odierno nella città di Jalalabad: nulla a che vedere con i mujaheddin dell’Emirato islamico”.
In un breve tweet ,l’ong aggiunge che “la nostra principale preoccupazione riguarda l’incolumità e la sicurezza del nostro staff”. “Stiamo aspettando altre informazioni dal nostro team – si dice infine – e quindi non possiamo allo stato delle cose fare altri commenti”.

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