lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Schiaffo a Donald Trump, ‘dreamer’ va avanti
Pubblicato il 10-01-2018


donald-trumpSchiaffo della Giustizia Usa alle politiche di Donald Trump sull’immigrazione. Un giudice di San Francisco ha accolto una richiesta di bloccare temporaneamente la decisione dell’amministrazione di interrompere il Daca (Deferred Action for Childhood Arrivals), il programma voluto da Barack Obama per tutelare i ‘dreamer’, 800.000 immigrati portati negli Usa quando erano bambini da genitori clandestini.

Il giudice distrettuale William Alsup ha deciso di bloccare l’interruzione del programma, che per il presidente Donald Trump dovrebbe avvenire entro il 5 marzo, fino alla fine delle cause avviate: restano quindi in vigore Obama.

Il giudice ha ordinato di continuare ad applicare il Daca su tutto il territorio degli Stati Uniti perché l’opinione del ministero della Giustizia, secondo cui il programma è illegale, si basa “su un fondamento giuridico difettoso”. A settembre, Trump aveva annunciato l’intenzione di abolire il piano di tutele, ma aveva posticipato di sei mesi l’applicazione di questa decisione, scaricando la patata bollente sul Congresso, a cui ha chiesto di trovare nel frattempo una soluzione per i circa 800.000 ‘dreamer’, che altrimenti dovranno lasciare il Paese.

Intanto, mentre continuano le trattative con i democratici, Trump insiste sul finanziamento del muro al confine con il Messico come condizione per mantenere in piedi le tutele rispetto alla espulsione di coloro che possono dimostrare di essere arrivati prima del 16esimo compleanno e di aver soggiornato negli Stati Uniti per diversi anni senza aver commesso crimini. “Il nostro Paese ha bisogno della sicurezza del muro alla frontiera meridionale e ciò deve essere parte di ogni approvazione del Daca”, ha scritto su Twitter.

L’abolizione del Daca è stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale di Trump, che aveva definito il provvedimento di Obama una “amnistia” illegale. A settembre, quando il presidente annunciò l’abolizione del daca, il governatore e l’attorney general dello Stato di New York, Andrew Cuomo e Eric Schneiderman minacciarono di fargli causa. I democratici e anche una parte dei repubblicani si erano detti contrari alla decisione e la Silicon Valley si era mobilitata con una richiesta firmata da 350 amministratori delegati, tra i quali il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg e Jeff Bezos.

L’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, ricordano che con la sua azienda lavorano 250 ‘dreamer’, aveva annunciato una battaglia sui diritti civili.

Cos’è il Daca; senza ‘dreamer’ rischi per economia
Il ‘Daca’ che Donald Trump vuole abolire o ‘barattare’ con il via libera ai finanziamenti per l’ampliamento del muro al confine con il Messico, è il programma voluto da Barack Obama che protegge dall’espulsione i figli degli immigrati clandestini entrati negli States da bambini, i cosiddetti ‘dreamer’ (sognatori). Trump ha abrogato il piano di tutele, in vigore dal 2012, dando al Congresso 6 mesi di tempo per trovare una soluzione legislativa per gli 800.000 “sognatori” coinvolti. Il Daca prevede permessi biennali e qualora scadano entro il termine del prossimo 5 marzo saranno rinnovabili un’ultima volta entro il 5 ottobre mentre non saranno accettate nuove domande di legalizzazione. La Casa Bianca ha definito la scelta del presidente “combattuta” ma “responsabile”perché il Daca è “incostituzionale” e non si può “governare con il cuore”.

Se si arriverà all’abolizione del Daca, le ripercussioni economiche saranno pesanti, secondo il New York Times: i dubbi riguardano le conseguenze di eventuali cancellazioni dal registro e, peggio ancora, le possibili deportazioni. Secondo quanto riportano il quotidiano newyorkese, gli Stati Uniti direbbero addio in 10 anni anche a 460,3 miliardi di Pil e a 24,6 miliardi di dollari in contributi per la Social Security e il Medicare. Si tratta di cifre da capogiro gia’ snocciolate dai 400 top manager della Silicon Valley che erano insorti in blocco nei giorni scorsi contro l’abrogazione del Daca. Inoltre, 9 ‘Dreamer’ su 10 lavorano, pagano regolarmente le tasse, comprano casa e auto, aprono delle attività. Dati alla mano, nei prossimi due anni, ogni giorno 1.400 giovani uscirebbero dal mercato del lavoro Usa. Ma le perdite economiche per gli Usa non finirebbero qui: da un punto di vista di costi-benefici – sottolinea il Los Angeles Times – le “scuole americane hanno investito in questi bambini gli stessi soldi spesi per i cittadini americani”. Insomma, “la decisione di Trump è un assalto a qualsiasi logica economica”, afferma il Washington Post. E non solo economica. La protezione concessa ai sognatori dal Daca ha una durata di due anni, al termine dei quali può essere rinnovata. Ciò consente ai beneficiari di vivere in una condizione che si avvicina molto di più alla legalità che all’illegalità, e in cui possono studiare e lavorare senza lo spettro del rimpatrio.

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Commenti all'articolo
  1. Oprah Winfrey è più ricca di Donald Trump. Anche se in un’ipotetica corsa alla Casa Bianca – si legge su La Voce di Reggio Emilia – l’attuale presidente USA pensa di poter battere la regina dei talk show, gli ultimi dati di Bloomberg intanto incoronano Oprah come vincitrice a suon di bigliettoni, visto che la sua fortuna vale 3,7 miliardi di dollari, mentre il magnate vale “appena” 2,9 miliardi di dollari. Lo scorso ottobre, secondo una classifica di Forbes, il patrimonio di Trump valeva invece 3,1 miliardi di dollari contro i 3 miliardi della Winfrey. Nel frattempo però tre proprietà di Trump a New York avrebbero perso valore, mentre Oprah sta raccogliendo i frutti del suo investimento nella Weight Watchers, l’azienda specializzata in pasti dietetici. Il nome della Winfrey per le presidenziali del 2020 è cominciato a circolare con forza domenica dopo il suo discorso alla manifestazione dei Golden Globe a Los Angeles.

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