martedì, 23 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Andrea Malavolti:
Mattarella, non ci fu un fascismo buono
Pubblicato il 26-01-2018


Spazio sui quotidiani italiani alle parole del Capo dello Stato Sergio Mattarella in occasione delle iniziative al Quirinale per il Giorno della Memoria. “Inaccettabile sentire parlare ancora oggi di un fascismo che ebbe qualche merito”, ha ribadito Mattarella nel suo discorso ricordando la vergogna delle leggi razziste del 1938, dopo aver salutato i Testimoni della Shoah Piero Terracina e Liliana Segre, neonominata dal Presidente senatrice a vita (Corriere della Sera). “Poi un richiamo forte rispetto alle polemiche di questi giorni: – ricorda Repubblica in riferimento al discorso di Mattarella – chi agita la questione razza, si mette di fatto fuori dalle indicazioni della Costituzione”. “Non lo cita espressamente – spiega Repubblica – ma è chiaro il riferimento alle affermazioni del leghista Attilio Fontana, candidato governatore della Lombardia”, che aveva parlato di “razza bianca”. “Chi parla in Italia ancora di razza – ha aggiunto la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Noemi Di Segni nel suo discorso al Quirinale – non conosce il valore della moralità e della legalità”. I “focolai di razzismo e di antisemitismo” ha poi affermato Mattarella sono tuttora presenti e non vanno sottovalutati per il presidente, “al quale non è sfuggito l’allarme lanciato domenica dal rabbino Riccardo Di Segni, – riporta La Stampa – è fiducioso: certi fenomeni ‘non vanno accreditati di un peso maggiore di quel che hanno. II nostro Paese e l’Unione europea hanno oggi gli anticorpi necessari’”. “Ricordiamo il passato e facciamone memoria quando vediamo che il razzismo riemerge dall’oblio in cui pensavamo fosse stato cacciato”, le parole di Anna Foa, a cui il Presidente Mattarella ha affidato l’intervento centrale della cerimonia al Quirinale. “Sono passati ottant’anni – ricordava la storica – da quando la dittatura fascista, con l’avallo della corona e nella più completa indifferenza del popolo italiano, varò le leggi razziste, che rovesciavano l’uguaglianza conquistata dagli ebrei nel corso del processo risorgimentale trasformando in cittadini di serie B i quarantasettemila ebrei italiani” (Osservatore Romano). Nelle parole della Foa la risposta indiretta agli inutili lamenti del nipote di Vittorio Emanuele III sul Giornale. E sul rientro della salma del sovrano in Italia Aldo Zargani, che scampò alle persecuzioni nazifasciste, a Repubblica Torino spiega, “Un fatto in se è irrilevante per l’imbecillità dei loro eredi. Il problema è che gli italiani sono assai più fascisti di quanto non abbiano lasciato credere. Dopo la guerra si rifugiarono nel Pci e nella Democrazia cristiana. Quindi ora devono uscire dall’esilio”.

Andrea Malavolti

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