sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Kawa Goron:
1956, Patto di Baghdad, caccia ai curdi
Pubblicato il 19-01-2018


Nel 1956 tra la Turchia, Iraq e l’Iran con la benedizione della Gran Bretagna e degli stati unti, era stata firmata un patto politico, in una delle clausole di questo patto si prevedeva la repressione coordinata di un eventuale rivolta all’interno di questi stati. Era evidente che tale clausola era stata studiata per la repressione dei curdi, dato che i curdi si trovavano all’interno di ognuno di quegli stati.
Il patto ebbe applicazione subito, e più volte quegli stati sconfinarono i loro confini alla caccia dei curdi in periodi e anni diversi, fino ai giorni nostri. Sembra un paradosso surreale, o una fiaba, ma succedeva proprio ieri, e succede ancora.
Dopo la Cacciata dei tagliagole dell’Isis dall’Iraq con l’aiuto dei Peshmarga, e dalla gran parte della Siria con l’aiuto delle unità di protezione popolare (YPG) curdi, il successo dei curdi e la loro speranza di creare un’entità indipendente o autonoma all’interno dello stato siriano, ha irritato il governo turco, da tempo minaccia di attaccare le aree occupate delle forze curde nel nord occidentale della Siria. La minaccia della Turchia non era solo a parole, nei giorni scorsi, più volte ha cannoneggiato le postazioni curde,e ha dispiegato migliaia di soldati lungo il confine nord,minacciando di attaccare le città curde come Afrin.
In risposta alle minacce della Turchia, i curdi hanno reagito e a loro volta minacciano di rispondere con le armi le prevaricazioni della Turchia, in tanto, hanno rafforzato le difese intorno ai loro territori.
Il paradosso è questo, nonostante il governo siriano non veda a buon’occhio la presenza e la forza politico e militare dei curdi, il governo siriano si mostra contrario alle minacce turche e comunica che non permetterà alle forze turche di penetrare nel territorio siriano.
Erdogan, presidente della Turchia, è ancora convinto che con la repressione politico militare, riuscirà un giorno a distruggere la volontà di libertà del popolo curdo. D’altronde, dopo quasi cento anni, nessuno dei governi turco, iraniano e iracheno è mai riuscito a domare o assimilare del tutto il popolo curdo.

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