domenica, 22 aprile 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Cento galli a cantare, non fa mai giorno
Pubblicato il 25-01-2018


Ho sempre pensato che per governare un territorio provinciale, ci volesse un solo Ente. Per attuare quanto programmato, ci possono essere Organismi specializzati nei vari settori di intervento, che, però, dovrebbero agire sempre in sintonia con l’Ente programmatore, cioè la Provincia. Purtroppo, le competenze sono state spezzettate in tanti segmenti, non collegati da una volontà unitaria. Ogni presuntuosa e improvvisata riforma ha apportato solo peggioramenti. Le situazioni attuali dei territori che conosco, tranne alcune lodevoli eccezioni, sono scoraggianti e, a volte, anche ridicole. Prendiamo, come esempio, la Provincia di Avellino. Ci sono 5 Comunità Montane ( fino a pochi anni fa erano 6); 6 GAL ( Gruppi di azione locale) ; 7 Piani di zona sociale; 2 Parchi Naturali ( Del Partenio e dei Picentini ); 2 Parchi Letterari; l’ ASI, con sottozone e con una Società per servizi alle Industrie; 2 Distretti industriali; 3 Distretti Turistici; Irpiniambiente, che sta creando solo problemi ai cittadini; l’Alto Calore, che si trova in una condizione disastrosa; l’ ATO ( chi sa cosa fa?); 7 Unioni di Comuni. Sicuramente, c’è qualcos’altro, che mi sfugge. Inoltre, ci sono 123 Pro Loco, ognuna delle quali pretende di svolgere anche una funzione a favore del turismo. In tale logica, si svolgono 57 Sagre paesane. Non sono riuscito a capire, come mai, le Pro Loco sono 123, mentre i Comuni irpini sono 118. Negli ultimi mesi, è nato un’ altra Istituzione, denominata “Area Vasta”, che non ha nessun rapporto con il preesistente. Quando, per capire partecipai ad una riunione dell’Area Vasta, della quale fa parte Avellino, presi atto della improvvisazione dei relatori, tecnici e amministratori. Un’altra caratteristica, che dura da decenni è la seguente: mentre intellettuali fanno sacrifici organizzativi per sviscerare il pensiero di alcuni illustri Irpini, come De Sanctis, i detentori del potere locale si agitano solo per fare richieste di soldi, non inquadrate in un progetto di sviluppo largo. La Regione, a sua volta, non avendo un disegno strategico unitario, va avanti all’insegna del “dacci oggi il nostro pane quotidiano”. La Giunta attuale, dinamica e teatrale, mentre distrae distribuendo risorse in modo clientelari, gestisce le cose grosse con una logica da vicinato geografico. Se mettiamo assieme gli amministratori di tutti gli Enti esistenti, abbiamo un piccolo esercito di amministratori, che, a differenza della Prima Repubblica, costa una montagna di soldi. Se ci fossero risultati, in termini di buoni servizi e di sviluppo del territorio, sarebbero soldi ben spesi. Purtroppo, non si vede niente di positivo. Ho sempre pensato che ogni Ente dovrebbe presentare un Report annuale, per far conoscere ciò che ha posto in essere, come ha speso i soldi e se ha operato per il bene della comunità. E’ un dovere sconosciuto. Come consigliere comunale, fino al 2013, non ho mai avuto il piacere di avere risposte alle mie richieste di conoscere l’attività degli Enti, dei quali il comune è socio o componente istituzionale. Eppure, ci sono Enti ,che hanno compiti ambiziosi. Le Comunità Montane, ad esempio, secondo la Legge, sono Enti di Programmazione, non di Governo. La Legge 1102 assegnava loro il compito di predisporre il Piano socio-economico, il Piano Agricolo , il Piano Urbanistico, il Piano Turistico e tutto ciò che si riteneva utile allo sviluppo del territorio della Comunità. Quanto previsto dai vari Piani veniva trasferito agli Enti locali di competenza e di servizio, che dovevano rispettare . Questo, perché una Comunità Montana poteva essere formata da Comuni di Province diverse, come la Partenio , la Termino, la Valle dell’Irno e la Valle Lauro –Baianese. Con Legge 142, del 1990, i Comuni dovevano essere della stessa Provincia ( Modifica deleteria). Ho notato, che negli ultimi decenni, le C.M. sono diventate luoghi del mal governo o del nulla. Non controllano, nemmeno il territorio, perciò si sono verificati incendi e frane. Sembrano costosi custodi di cadaveri. Le cose sono peggiorate con la modifica delle Province, provocata dal populismo di chi si dichiara contro il populismo degli altri. Con la polverizzazione delle funzioni, c’era bisogno di una Provincia con più poteri e con strumenti di indirizzo e di controllo, anche per fare avere un maggiore potere di contrattazione nei confronti della Regione. Purtroppo, negli ultimi anni si sono sommate tre negatività : cattiva politica nazionale, svuotamento delle Province e aumento delle tendenza ad agire, caso per caso. Mi sono reso conto che più si abbassa il livello politico e più aumenta l’improvvisazione e l’opportunismo. Tutti cercano un pollaio, con il risultato che cient’ vall’ a cantà, nun fa mai juorn. E, le cose peggiorano.

Luigi Mainolfi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento