domenica, 22 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Manicomio tributario e altro
Pubblicato il 30-01-2018


Se confrontiamo gli argomenti, esposti dai leader delle forze politiche italiane, in questo inizio di campagna elettorale, con quelli utilizzati delle forze politiche tedesche, durante la competizione elettorale di pochi mesi fa, abbiamo la dimostrazione della differenza tra i due Paesi. In Germania si confrontarono proposte generali, in Italia ascoltiamo proposte per casi particolari, nella logica del voto di scambio. La Merkel chiedeva i voti per costruire un Paese dove la qualità della vita doveva essere alta, i nostri tromboni promettono di non far pagare il canone Rai, un aiuto in presenza di figli e altre regalie. Intanto, i gestori di servizi aumentano le tariffe, a loro piacimento e senza trovare ostacoli. Alla fine, il saldo sarà sempre negativo per i cittadini. Sono assenti, dal confronto i problemi veri e seri. Nessuna forza politica ha fatto capire come intende affrontare il pericolo di spopolamento del Mezzogiorno e l’aumento delle diseguaglianze territoriali e personali. Come giudicare una società, nella quale l’82% della ricchezza va nelle tasche del 20% dei cittadini? Vengono trascurati fatti, che influenzano la vita degli italiani. Il libro di Politica economica, del Prof. Vittorio Marrama, riportava uno schema, che evidenziava le interdipendenze tra le varie voci del Bilancio Statale. Fu facile capire che ogni voce deve essere valutata, partendo dal suo rapporto con le altre voci e dalle conseguenze di eventuali variazioni sull’insieme. Prendiamo, ad esempio, la voce Pensioni, la più sfruttata per accalappiare consensi. Prima di sparare proposte, bisognerebbe valutare elementi, come: 1) il rapporto tra il totale delle Pensioni e il PIL; 2) il rapporto tra il numero dei Pensionati (10.064.508) e quello degli occupati (23.058.000); 3)il rapporto tra le minime, le medie e le massime Pensioni, anche in funzione della propensione al consumo delle tre fasce di percettori ; 4) il valore del debito pubblico e la sua tendenza; 5) il rapporto tra le pensioni, la spesa per l’assistenza ( aumento annuale del 5,9%) e gli investimenti; 6) la percentuale dei disoccupati (11%) e il livello di occupazione (58,1%). E’ facile capire che la variazione di un valore provoca alterazioni degli altri. Se passiamo alla voce “ Tasse”, altro cavallo di battaglia elettorale, riscontriamo ignoranza del sistema tributario complessivo. Ricordo che, secondo il mio Professore di Scienze delle Finanze, Cangemì,,il sistema tributario italiano era “ un Manicomio Tributario” ( era il 1962). Da allora, le cose sono peggiorate per i cittadini onesti, mentre per gli evasori si è creato l’Eldorado. E’ superficiale chi pensa che sia solo un problema di aliquote. Ad esempio, c’è un’espressione potente come una bomba atomica fiscale, che viene pronunciata all’atto di un pagamento: – Con fattura o senza? Quanti rispondono: – Con fattura? Chi dice che vuole sconfiggere l’evasione fiscale, senza eliminare questa possibilità (è facilissimo), è un bugiardo o è un evasore. Non ci vuole un premio Nobel per rendersi conto del valore astronomico della somma, che misura trasferimento di somme, senza provocare entrate per lo Stato. C’è qualche Partito, che ha avanzato una proposta? Un argomento utilizzato ad ogni piè sospinto, per colmare lacune concettuali è il Debito Pubblico. Viene indicato come causa dei fenomeni di politica economica, mentre è effetto delle scelte politiche e programmatiche. Negli ultimi 5 anni, è cresciuto di 228 miliardi, nonostante ci fosse stato un risparmio di 49,5 miliardi sugli interessi e l’assenza, quasi, di investimenti produttivi. Gli argomenti all’ordine del giorno degli incontri di Davos di questi giorni avrebbero dovuto far capire agli aspiranti Presidenti del Consiglio del nostro Paese, che non è in gioco l’amministrazione di un piccolo comune, ma il futuro di un Paese con una tradizione democratica e politica, tale da competere con i grandi della Terra. L’esplosione dell’economia globalizzata ha fatto crescere un gruppo di Paesi, qualificato da un Premio Nobel, gruppo dell’appetito, nel mentre l’occidente è diventato “gruppo della paura”. L’egoismo è diventato la bussola per le scelte delle grandi economie, tra le quali, il nostro Paese occupa il 27° posto su 29. E’ troppo, chiedere, a chi aspira ad essere giudicato statista ed essere nominato governante del nostro Paese, di esporre la sua posizione sui problemi, che stanno sul palcoscenico mondiale? Il conflitto commerciale Cina- Stati Uniti è un argomento importane? Riteniamo di aver tentato di richiamare l’attenzione dei lettori su aspetti, non banali. La mia esperienza politica mi fa ritenere il periodo elettorale, specie nella seconda Repubblica, quello più utile ad approfondire e divulgare ragionamenti politici, perciò non riesco a digerire una campagna elettorale piena di attacchi alle persone e vuota di argomenti seri.

Luigi Mainolfi

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