martedì, 18 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Simona Russo
Basta con i sensazionalismi, ridateci la politica
Pubblicato il 12-01-2018


Le elezioni nazionali si avvicinano e tutti i segnali indicano un ritorno alla politica sensazionalista che abita il nostro tempo. Dai grandi proclami alle demonizzazioni, dai furori alla composizione delle liste elettorali che somiglia sempre di più alla notte degli Oscar bensì che riguardare la politica, quella vera. Di cui siamo in tanti ad averne nostalgia. Si potrebbe dire che il sensazionalismo abbia sempre fatto parte della cultura politica italiana, ma non posso pensare che il Paese si riduca meramente a questo. Vi è più di un’Italia. Vi è l’italia che rincorre la competizione televisiva fatta di grida e di insulti come se fossimo al mercato e vi è quella che invece avrebbe enorme piacere a poter assistere ad un confronto chiaro e civile tra i diversi candidati. Per non parlare della par condicio che non sempre è garantita a tutte le forze in campo, noi socialisti ne sappiamo qualcosa. Ma torniamo al punto di partenza, i trionfalismi delle liste elettorali. Grandi nomi, grandi personalità, ma senza alcuna storia politica, nessuna battaglia alle spalle, nessuna idea per il Paese. Qualcuno direbbe che il è risultato diretto della democrazia, ma ne siamo realmente sicuri? L’accesso in politica deve essere certamente garantito a tutti, ma come in ogni arte che si rispetti, un minimo di conoscenza sull’argomento dovrebbe appartenere ad ogni candidato e candidata. Perché se no, che differenza c’è tra le casalinghe ignare di cosa sia questa politica maltrattata, candidate nelle liste del M5S e un giudice, attore o notabile che sia, candidato nelle liste del PD? Non è il titolo che dovrebbe contare, ma l’esperienza, la storia di ogni individuo legata alla sfera politica. Perché se dunque le cose devono proprio stare cosi, dove in politica, tutti si sentono in diritto di potersi improvvisare mentre in altri ambiti ciò non è concesso, ancora una volta mi batterò per dire che mai ingiustizia più grande fu fatta ai tanti e alle tante che per l’organizzazione della vita pubblica si sono battuti e si battono. Battaglie quotidiane e non a giorni alterni. La politica è difficile, ma è un fuoco che ti arde dentro, dove vi sono vittorie e sconfitte. Che a volte non ti fanno dormire la notte, o che ti fanno svegliare la mattina pensando a cosa bisogna fare per migliorare la condizione dell’individuo. Una ricerca della felicità collettiva come ci ha insegnato Pepe Mujica in Uruguay. Per questo, il mio primo appello è che si torni a questa, che fidatevi, è una donna indispensabile e di enorme seduzione. Mi permetto di fare un secondo appello, rivolto invece ai tanti che come me, sono spesso stanchi di questi tempi un po’ bui, ai quali sento di dire che il 4 marzo è il nostro giorno! Andiamo oltre il circo della campagna elettorale, scendiamo in campo per votare le idee, seppur messe da parte, perché vi garantisco che ci sono. Votare non è solo un diritto ed un dovere, è lottare per cambiare, è darsi una possibilità, è pretendere che al peggio vi sia sempre una via d’uscita e che si può’ e non si deve, smettere di sognare “Insieme” una società più giusta e più inclusiva.

Simona Russo
Membro della DN PSI
Segretaria PSI Bruxelles

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