martedì, 20 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Siria. Rex Tillerson cambia idea e accusa i russi
Pubblicato il 23-01-2018


tillersonFari puntati sul Segretario di Stato americano, Rex Tillerson, che non solo difende la Turchia dopo l’attacco ai curdi che ha imbarazzato il mondo occidentale, ma punta di nuovo il dito contro Mosca. Nella guerra siriana per il segretario di Stato è la Russia che si deve “assumere la responsabilità” di un sospetto attacco di armi chimiche in un’enclave ribelle in Siria, afferma Rex Tillerson. “Alla fine la Russia si assuma la responsabilità delle vittime nella Ghouta orientale e di innumerevoli altri siriani presi di mira con armi chimiche da quando la Russia è stata coinvolta in Siria”, ha detto Tillerson dopo una conferenza sulle armi chimiche a Parigi. “Più di 20 civili – molti dei quali erano bambini – sono stati colpiti dall’attentato”, ha detto il Segretario di Stato che ha aggiunto che l’incidente ha sollevato “serie preoccupazioni” sul fatto che il presidente siriano Bashar al-Assad possa continuare a utilizzare armi chimiche contro il suo stesso popolo.
Eppure appena tre giorni fa (sabato scorso) Rex Tillerson ha voluto discutere del conflitto siriano con il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov. Nella telefonata sono stati discussi in particolare i modi per portare stabilità nel nord del paese e di come affrontare la crisi siriana sotto l’egida delle Nazioni Unite, oltre a una possibile agenda per i colloqui siriani dovuti nella località russa russa di Sochi.
Ma a far discutere in queste ore è soprattutto la presa di posizione equidistante degli Stati Uniti nei confronti della guerra di Erdogan contro i curdi, chiedendo ad Ankara ‘moderazione’, ma legittimando il diritto di Erdogan di difendere il proprio Stato.
Gli Stati Uniti chiedono di dare prova di “moderazione” a “tutte le parti” coinvolte nell’offensiva avviata dalla Turchia in Siria settentrionale il 20 gennaio scorso. Lo ha affermato oggi a Londra il segretario di Stato degli Usa, Rex Tillerson, durante la conferenza stampa congiunta con l’omologo britannico, Boris Johnson. Il capo del dipartimento di Stato si trova nella capitale del Regno Unito per l’inaugurazione della nuova ambasciata degli Usa. Allo stesso tempo il capo della diplomazia degli Stati Uniti ha riconosciuto il “legittimo diritto all’autodifesa” della Turchia. “Gli Stati Uniti sono in Siria per sconfiggere lo Stato islamico”, ha proseguito Tillerson, “con una coalizione di alleati e con le Forze democratiche siriane” (Sdf). Di questo gruppo che si oppone al governo di Damasco con l’appoggio degli Usa, fanno parte anche le Unità di protezione del popolo (Ypg). Queste ultime sono le milizie del partito dell’Unione democratica (Pyd) contro le cui posizioni ad Afrin e Azaz la Turchia ha avviato l’operazione “Ramo d’ulivo”.

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