giovedì, 24 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Tennis, si riparte da Auckland e Brisbane. Titoli per Goerges e Svitolina
Pubblicato il 09-01-2018


julia-goergesGennaio, nel tennis, è sicuramente il mese del primo dei quattro Grand Slam: gli Australian Open. In questo 2018, l’edizione 106 si giocherà a Melbourne dal 15 al 28 gennaio prossimi; ma prima tanto tennis di preparazione. A partire dai tornei Wta di Auckland e Brisbane. E già regalano molte emozioni e sorprese. Innanzitutto al torneo di Brisbane, si è ritirata al primo turno per crampi la Muguruza. La spagnola, n. 2 del mondo, al terzo set contro la serba Aleksandra Krunic conduceva avanti nel punteggio per 7-5 6-7 2-1, ma non ce l’ha fatta: ricominciare al top, con una forma fisica eccellente, non è mai facile. Soprattutto in Australia a Brisbane, con un forte vento fastidioso e molto insidioso, che mina l’equilibrio del match e del parziale.
A proposito di maltempo, due casi da citare: il fatto che la forte pioggia abbia spostato la finale a Shenzhen su un campo indoor (al chiuso, ma non coperto però dalle reti televisive). E poi, un altro esempio è stata la finale della Wozniacki contro Julia Goerges. La tedesca ha battuto la danese in maniera netta in Nuova Zelanda per 6-4 7-6, in un’ora e 33 minuti di partita. La n. 14 del mondo, non solo fa break immediatamente in apertura a Caroline, ma non le dà respiro, con le sue risposte vincenti (e imprendibili) sul servizio dell’avversaria: di potenza, di precisione e, soprattutto, di velocità togliendole il tempo e non dandole modo di giocare affatto, ma mettendole sempre più pressione. La danese prova ad essere più aggressiva, a venire avanti a rete: ma è quasi umiliata con smash poco convincenti, ma -a onor del vero- minati dal vento, appunto, che l’ha costretta a giocarli in maniera scomposta. Apprezzabile, come sempre, il forte impegno di Caroline, che non ha mai mollato e ha sempre lottato. Una Goerges davvero tornata in gran forma e che si preannuncia una giocatrice completa, temibile, competitiva e cresciuta di livello rispetto allo scorso anno, più incisiva.
A proposito di forma ritrovata e non si possono citare altre due tenniste del torneo di Brisbane: Karolina Pliskova e Elina Svitolina (vincitrice del torneo degli Internazionali Bnl d’Italia di Roma). La prima si è fermata in semifinale. La ceca si è arresa alla potenza dell’ucraina, con un doppio 7/5, in un’ora e 40’ di gioco. Karolina era avanti 4-1, poi si è fatta rimontare ed è andata a perdere il primo set per 7/5 appunto. Nel secondo, viceversa, è Elina ad andare subito avanti di un break sul 2-1 e poi brava ad evitare il tie-break finale. La Pliskova, però, è apparsa stanca e sfiduciata ad un certo punto, quasi fosse andata in confusione. Forse la differenza l’ha fatta solo davvero il servizio, che non ha funzionato al massimo per la ceca, mentre è stato di percentuali alte per l’ucraina. Ma anche nei fondamentali, la Svitolina è stata più precisa e più incisiva, costringendo all’errore la Pliskova soprattutto di dritto (suo fondamentale più forte tra l’altro). Troppo fallosa la ceca, ha sbagliato due volée facili a rete, molto strano per lei, e ha sofferto le palle basse in back di difesa della Svitolina; ma ha fatto due punti eccezionali su quello che è stato forse il game più lungo della partita: il 3-2 per l’avversaria nel secondo set. Svitolina ancor più scatenata in finale, dove ha incontrato la sorpresa e rivelazione bielorussa Aliaksandra Sasnovich: ha vinto undici titoli ITF di singolare e sette in doppio. Il suo best ranking è stata la posizione n. 92 (raggiunta nell’ottobre del 2014); ha giocato anche per la Bielorussia in Fed Cup. Una severa lezione impartitale dall’ucraina: 6/2 6/1, che non lascia equivoci. In poco più di un’ora. Troppo fallosa (le percentuali di errori gratuiti e di servizi vincenti non lasciano spazio ad equivoci), non è riuscita quasi a scambiare e giocare, messa in difficoltà dalla Svitolina che sale subito 3-1, in entrambi i set. La Sasnovich ha provato ad attaccare, ma è sembrata impossibilitata a girare il match, soprattutto per i tanti doppi falli eseguiti. La Svitolina le ha dato poche possibilità, ma lei ha sprecato anche le poche occasioni avute: chances che si è costruita con il rovescio, ma l’ucraina ha preferito lo scambio dritto contro dritto che l’altra ha accettato (e subito, quasi rassegnata, forse per i colpi più potenti e profondi di Elina).
Anche la russa Maria Sharapova è ritornata. La siberiana ha raggiunto la semifinale al torneo di Shenzhen, perdendo da Katerina Siniakova. La ceca, di origine russa, ha chiuso la partita al quarto match point per 6-2 3-6 6-3 (dopo numerose interruzioni per pioggia). Altro buon risultato da segnalare, che riguarda gli italiani, la vittoria in doppio ad Auckland (in Nuova Zelanda) di Sara Errani in coppia con l’olandese Schoofs. Le due tenniste prima avevano vinto in semifinale, per 6-4 6-3, sulle giapponesi Nao Hibino e dalla croata Darija Jurak; poi hanno trionfato in finale sulle super favorite e testa di serie n. 1 del seeding (l’altra coppia tutta nipponica formata da Eri Hozumi e Miyu Kato), in poco più di un’ora di gioco, con un parziale di 7-5 6-1.

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