lunedì, 20 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Le olimpiadi invernali portano il disgelo tra le due Coree
Pubblicato il 09-01-2018


coreeDopo le turbolenze tra Pyongyang e Washington che si sono riversate in parte anche sui rapporti tra le due coree, adesso è in atto la prima schiarita tra i due Stati, il merito non è solo delle olimpiadi, ma anche dell’intermediazione cinese.
Durante tavolo negoziale inaugurato oggi al villaggio di confine di Panmunjom tra le due Coree è stato ristabilito il loro collegamento telefonico militare, la cosiddetta ‘linea rossa’: Pyongyang ha comunicato di aver riattivato la linea oggi. La linea fu chiusa nel febbraio 2016 dalla Corea del Nord per protesta contro la chiusura per volere di Seul del complesso industriale di Kaesong, gestito congiuntamente dai due paesi e veniva usata per comunicare alle autorità nordcoreane spostamenti che coinvolgevano cittadini sudcoreani in entrata o uscita dal complesso di Kaesong, situato subito a nord della linea di demarcazione intercoreana.
Dopo i fruttuosi colloqui, positivi oltre ogni previsione, i funzionari di Pyongyang hanno offerto di inviare una delegazione ai Giochi in programma dal 9 al 25 febbraio, in un primo gesto di distensione con la Corea del Sud dopo mesi di escalation missilistica e nucleare. La delegazione sarà composta da funzionari di alto livello, atleti, un team di supporto e uno di artisti dello spettacolo, un gruppo di turisti, una squadra di dimostrazione di Taekwondo e un gruppo di giornalisti, secondo quanto dichiarato ai giornalisti presenti a Panmunjom dal vice ministro sudcoreano per l’Unificazione, Chun Hae-sung, che fa parte del gruppo di dirigenti di Seul presenti ai colloqui di oggi. Seul ha chiesto il dialogo militare con il Nord per allentare la tensione nella penisola coreana e ha proposto che gli atleti delle due Coree possano sfilare assieme in occasione delle cerimonie di apertura e di chiusura dei Giochi, come già avvenuto in occasione dei Giochi di Sydney 2000, Atene 2004 e delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006.
Per quanto riguarda le sanzioni e l’eventualità di alleggerirle nei confronti della vicina Pyongyang, poi il portavoce del ministero degli Esteri sudcoreano non ha specificato quali misure restrittive specifiche potranno essere cancellate, ma allo stesso tempo ha osservato che Seul intende “consultarsi strettamente” su questo tema con il comitato per le sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, gli Stati Uniti e “gli altri Paesi interessati”. Ma in realtà si tratta di una ‘tregua olimpica’ durante le Olimpiadi invernali di PyeongChang, che si terranno tra il 9 e 25 febbraio, per consentire alla delegazione di Pyongyang di recarsi all’evento, così da poter invitare anche alti esponenti nordcoreani all’evento.
“Sono arrivato qui con la speranza che le due Coree si parlino con atteggiamento sincero e fiducioso”, aveva dichiarato all’inizio dei colloqui il capo ella delegazione nord-coreana, Ri Son-gwon, che è capo del Comitato nord-coreano per la
Riunificazione Pacifica dei due Paesi. La notizia è stata subito accolta con favore da Pechino che già a novembre aveva tentato di allentare la tensione tra Pyongyang e Washington. La Cina “ha accolto con favore e sostiene i positivi sforzi fatti da entrambe le parti nell’alleviare le tensioni nella penisola”, ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lu Kang, auspicando che i colloqui possano segnare “un buon inizio” per entrambe le parti verso il miglioramento delle relazioni bilaterali e l’allentamento delle tensioni. Soddisfazione è stata espressa anche dal Cremlino. Crediamo che solo tramite il dialogo sia possibile allentare le tensioni nella penisola coreana”, ha dichiarato il portavoce Dmitri Peskov, aggiungendo che è “esattamente di quel dialogo, della cui necessità ha sempre parlato la Federazione russa”.
Ma il beneplacito per Seul non poteva che partire dallo storico alleato americano: prima dei colloqui, infatti, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, mettendo da parte le polemiche con Kim Jong-un degli ultimi giorni, aveva affermato che gli sarebbe piaciuto che i colloqui andassero oltre la partecipazione della Corea del Nord alle Olimpiadi Invernali di Pyeongchang, aggiungendo che gli Usa si sarebbero uniti ai colloqui “al momento appropriato”.

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