lunedì, 20 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Trump e la guerra dei pulsanti. Ma riparte il dialogo
Pubblicato il 03-01-2018


coree

La retorica bellica tra Washington e Pyongyang non si ferma, ma dalle due Coree arrivano nuovi segnali di distensione e di dialogo. Il ministero sudcoreano per l’Unificazione ha confermato una conversazione telefonica con un funzionario del Nord: un contatto, il primo in quasi due anni, avvenuto tramite un canale di comunicazione transfrontaliero, che, come annunciato poco prima, è stato riattivato alle 7:30 ora italiana da Pyongyang, che lo aveva tagliato nel 2016, troncando così l’unica via di comunicazione con il Sud.

Un nuovo sviluppo positivo dopo la proposta della Corea del Sud di trattare la possibile partecipazione degli atleti nordcoreani alle Olimpiadi invernali di febbraio, in un incontro ad “alto livello”, da tenersi il 9 gennaio nel villaggio di confine di Panmunjom. Il regime non ha ancora ufficializzato la sua partecipazione ai colloqui del 9 gennaio, ma Seul ha definito “molto significativa” la risposta e ha spiegato che “ulteriori procedure” riguardo ai colloqui governativi inter-coreani “saranno discusse attraverso il canale di comunicazione” riaperto oggi.

In precedenza Donald Trump, affidando come al solito le sue parole a Twitter, aveva provveduto a scrivere un nuovo capitolo dell’escalation verbale tra Stati Uniti e Corea del Nord. “Ho anch’io un pulsante nucleare, ma è molto più grande e più potente del suo e il mio pulsante funziona”, ha scritto il presidente americano, rispondendo al discorso di Capodanno di Kim Jong-un, durante il quale il leader nordcoreano aveva dichiarato di avere il pulsante nucleare sulla propria scrivania. La Cina ha subito commentato l’esternazione dell’inquilino della Casa Bianca, senza citarlo. Il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang ha rinnovato l’appello a tutte le parti coinvolte nella crisi nordcoreana a “mantenere la moderazione” e di dire cose che “portino ad alleviare la situazione” di tensione nella penisola. “Tutte le parti coinvolte dovrebbero aggrapparsi a questo trend positivo nella penisola coreana e muoversi nella stessa direzione”, ha aggiunto elogiando gli sforzi di usare le Olimpiadi Invernali al via il 9 febbraio come un’opportunità per migliorare i legami.

La riapertura del canale di comunicazione era stata annunciata dal presidente del Comitato nord-coreano per la Riunificazione Pacifica delle due Coree, Ri Son Gwon, in un messaggio dai toni concilianti letto davanti alle telecamere della televisione di Stato con Pyongyang ha accolto con favore la “sincera e onesta” apertura di Seul. La distensione tra le due Coree è stata elogiata anche dal Comitato Internazionale Olimpico. Tutto sarebbe già pronto per l’accoglienza degli atleti del Nord, secondo quanto confermato oggi dal capo del Comitato Organizzatore dei Giochi, Lee Hee-beom. “Siamo preparati nel caso la Corea del Nord mandi non solo i suoi atleti, ma anche una quadra di incoraggiamento e staff di supporto” agli atleti, ha detto.

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Commenti all'articolo
  1. Mr President, si sente bene? La salute e l’equilibrio di Donald Trump – si legge su La Voce di Reggio Emilia – sono un argomento di discussione nei corridoi di Capitol Hill. Ogni volta che il presidente si spinge sopra le righe, come dimostra il recente tweet sulle dimensioni del “bottone nucleare”, il dibattito riprende forza e vigore portando con sé le discussioni sul 25° emendamento. In particolare l’emendamento all’ipotesi secondo cui il presidente non sia in grado di esercitare i poteri e i doveri del suo mandato. L’argomento, riferisce Politico, è stato al centro di una sorta di seminario che a dicembre, a Capitol Hill, ha coinvolto una decina di parlamentari. Il gruppo dei democratici, integrati da un solo repubblicano, ha chiesto chiarimenti e informazioni a Bandy X. Lee, professore di psichiatria alla Yale University, chiamata a fare il punto sulla salute del “paziente Trump”. La dottoressa Lee in un’intervista ha affermato: “La raffica di tweet indica che il presidente sta cedendo sotto il peso dello stress. Trump peggiorerà e diventerà incontenibile con le pressioni della presidenza”.

  2. Intanto dopo le sue rivelazioni su Trump e sulla sua famiglia l’ex stratega Steve Bannon perde il sostegno della miliardaria conservatrice Rebekah Mercer, sua principale finanziatrice e socio di minoranza di Breitbart News, il sito di estrema destra di cui Bannon è presidente. “Sto con Trump”, fa sapere al Washington Post. Secondo voci vicine al sito – si legge su La Voce di Reggio Emilia – sarebbero iniziate le discussioni sulla possibile rimozione di Bannon dalla sua carica. “Sostengo il presidente Trump e la piattaforma sulla base della quale è stato eletto”, ha spiegato in un comunicato la Mercer, che non interviene quasi mai pubblicamente. “Io e la mia famiglia non comunichiamo su Steve Bannon da molti mesi e non abbiamo fornito supporto finanziario alla sua agenda politica né sosteniamo le sue recenti azioni e dichiarazioni”. In passato Rebekah e suo padre avevano finanziato robustamente i progetti dell’ultraconservatore Bannon, incluso Breitbart.

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