domenica, 22 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

SILENZIO VIOLATO
Pubblicato il 27-02-2018


agcom

A meno di una settima dal voto, in periodo di par condicio, interviene l’Agcom. Il contendere il divieto della diffusione di sondaggi nei giorni precedenti il voto. Direttiva violata da Rai e Mediaset, per episodi relativi, rispettivamente, alla trasmissione ‘Mezz’Ora in Piu” (Rai3) di domenica scorsa in occasione dell’intervento di Luigi Di Maio e alla trasmissione, nella stessa data, Domenica Live su Canale 5 in occasione dell’intervento di Silvio Berlusconi.

L’Autorità inoltre ha ordinato alle testate giornalistiche “Libero Quotidiano”, “il Fatto Quotidiano”, “Giornalettismo” e “Affari Italiani” di pubblicare, con le stesse caratteristiche dell’articolo contestato, la notizia della violazione dell’art.8 della legge n. 28/2000 commessa “per aver aggirato, nelle pubblicazioni, in varie forme, incluse quelle che riportano presunti sondaggi asseritamente reperiti in rete, il divieto stabilito dalla legge”.

La violazione dello stesso divieto è stata inoltre contestata alle testate “Il Giornale” e “l’Opinione delle libertà” in relazione ad articoli apparsi, rispettivamente, in data 24 febbraio e 23 febbraio. Il Consiglio dell’Autorità ha inoltre deliberato di invitare gli uffici ad avviare analoghe contestazioni nei confronti di siti o pagine web, in cui sono stati pubblicati e diffusi sondaggi. La decisione – con il solo voto contrario del commissario Martusciello – è stata adottata nella riunione di ieri del Consiglio, verificando numerose violazioni al divieto di pubblicazione e diffusione di sondaggi e rilevazioni elettorali sui mezzi di informazione.

In una nota l’Agcom sottolinea che l’art. 8, comma 1, della Legge n. 28/2000 vieta espressamente – nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni e fino alla chiusura delle operazioni di voto – di “rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati, anche parziali, di sondaggi sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori”. Il divieto è rivolto a tutti i mezzi di informazione destinati al grande pubblico attraverso cui è possibile la pubblicazione o la diffusione di contenuti ad una pluralità indeterminata di destinatari.

Infine, l’Autorità, in conformità con il punto 3. delle “Linee guida per la parità di accesso alle piattaforme online durante la campagna elettorale per le elezioni politiche 2018” ha disposto la segnalazione, ai cosiddetti operatori Over The Top che partecipano al Tavolo Tecnico di autoregolamentazione (istituito con delibera n. 423/17/CONS), dei contenuti relativi a sondaggi elettorali, anche parziali o assimilabili, pubblicati e diffusi online nei 15 giorni antecedenti al voto.

“Come avevamo denunciato, Berlusconi e Di Maio hanno violato la par condicio. Ora è ufficiale: i leader di Fi e M5s uniti nell’illegalità e nel mancato rispetto delle regole. L’intervento dell’Agcom contro Rai3 e Canale5 per la violazione del divieto di diffondere sondaggi, peraltro taroccati, è stato tempestivo e pienamente opportuno”. È quanto scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai. “Ora servono – prosegue Anzaldi – sanzioni dure: la legge sulla par condicio è in vigore da 18 anni, è inaccettabile che nel 2018, a pochi giorni dal voto, si possano ancora commettere trasgressioni del genere”. Protesta invece la Lista insieme praticamente cancellata da ogni format informativo.

Chiede chiarezza anche Roberto Fico, deputato M5s e presidente della commissione di Vigilanza Rai: “A cinque giorni dal voto è doveroso che l’Autorità rompa il silenzio, risponda agli esposti pervenuti e faccia chiarezza su quanto accaduto nelle ultime settimane. Se ci sono state violazioni rispetto al tempo fruito dal presidente del Consiglio, siano richiamate immediatamente le emittenti responsabili. Non si può restare in silenzio su un aspetto cosi’ importante della par condicio”. Fico, sulla sua pagina Fb ricorda invece di aver presentato una settimana fa un esposto sulla “situazione preoccupante sul piano della par condicio: la sovraesposizione del presidente del Consiglio Gentiloni al Tg1”. “Tra oggi e domani saranno pubblicati i nuovi dati, ma, a prescindere da cosa ci diranno, abbiamo avuto due settimane consecutive di violazione della legge nel principale tg” segnala ancora Fico che ricorda: “la legge impone che nei periodi di campagna elettorale il governo sia quasi assente sul piano mediatico”.

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