mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Alitalia, Calenda conferma la vendita
Pubblicato il 16-02-2018


alitalia-lufthansaOggi, il ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, a margine del tavolo sull’automitive, ha detto: “I commissari mi hanno confermato che non ritengono di poter concludere prima del 4 marzo, in quanto i pretendenti di Alitalia vogliono aspettare che ci siano le elezioni. Però andiamo avanti a lavorare”. Il ministro, sulla cordata a quattro Air France-Delta-Easyjet-Cerberus, non ha voluto dire nulla affermando: “Non commento sulle cordate”.
Esisterebbe una cordata a quattro per sfidare Lufthansa nella corsa all’acquisto di Alitalia. E’ quella cui stanno lavorando Air France, EasyJet, Delta e Cerberus, che avrebbero già chiesto un incontro con i commissari straordinari per la prossima settimana. Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha detto: “Un’eventuale offerta, tuttavia, è difficile che arrivi a breve: per il Governo infatti è sempre meno probabile chiudere prima del voto del 4 marzo, visto che i potenziali acquirenti sono alla finestra in attesa di capirne l’esito. Abbiamo sempre detto che avremmo concluso quando ci fosse stata un’offerta all’altezza e con una prospettiva di sviluppo. Adesso non ci sono le condizioni”. Nei giorni scorsi si era detto meno ottimista di chiudere entro le elezioni il ministro dello sviluppo Carlo Calenda, che oggi ha fatto il punto sulla vertenza con i commissari straordinari, anticipando l’incontro che era previsto per lunedì. Sul tavolo infatti, c’è una novità: la cordata cui stanno lavorando quattro delle sei compagnie coinvolte in questa fase di approfondimento, chiesta dal Governo un mese fa, prima di autorizzare una negoziazione in esclusiva. Si tratta di EasyJet, Cerberus, Air France e Delta: soggetti entrati nella partita in momenti diversi (le prime due già dalla fase delle offerte vincolanti, le altre due solo recentemente) ma tutte già coinvolte separatamente nei mesi scorsi da ipotetici tentativi di alleanza (a novembre si parlava di asse EasyJet-Cerberus, poi è spuntato il tandem EasyJet-Air France, con l’apporto di Delta). Ora questa grande cordata sembra pensata per fronteggiare l’altra grande pretendente in gara, Lufthansa, la cui offerta (indiscrezioni un investimento di 300 milioni e circa 2 mila esuberi) negli ultimi mesi avrebbe sollevato qualche perplessità. Non commenta la notizia della cordata il commissario Stefano Paleari che svicola anche su un possibile incontro con la cordata la prossima settimana assicurando: “Guardo l’agenda il venerdì. La procedura va avanti, in pieno concerto con il Governo. Quando ci saranno novità le daremo”. Oggi, la notizia, secondo Paleari, è un’altra: “Alitalia a gennaio è risultata infatti la compagnia più puntuale al mondo, con il 91,89% dei voli atterrati in orario. Inoltre nel 2017 si è posizionata terza fra le principali compagnie aeree europee e sesta fra quelle internazionali. Non è solo un fattore numerico, è una dimostrazione di continuità aziendale ed efficienza organizzativa”.
Prosegue intanto il lavoro per la riduzione del costo del personale. Su questo domani alle 12 è previsto un incontro tra azienda e sindacati sulla disciplina dei rapporti di lavoro. Sul tavolo, l’indennità di volo ex ristrutturazione, che l’azienda vorrebbe togliere o rivedere, i congedi parentali in vista della stagione estiva e il possibile passaggio in Alitalia dei piloti di CityLiner. I sindacati, da parte loro, torneranno a chiedere la riqualificazione dei 317 dipendenti in Cigs.
Una compagnia aerea tra le più efficienti al mondo, con l’impegno delle parti sociali a ridurre il costo del lavoro, con la prospettiva di futuri utili, per quale motivo dovrà essere svenduta allo straniero ?
Per fortuna , in Italia non c’è un partito nazionalista. Se ci fosse stravincerebbe la competizione elettorale in corso. Non si può proseguire nella svendita dell’Italia la cui economia è stata ormai fortemente colonializzata. A parte poche eccezioni, il capitalismo italiano è stato incapace di proporsi come conquistatore di aziende straniere e, anzi, in alcuni casi è emigrato all’estero (Fiat docet).

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