mercoledì, 18 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Amazon: arriva il braccialetto elettronico
Pubblicato il 01-02-2018


amazonAmazon non finisce di stupire. L’ultima trovata è quella del braccialetto elettronico. Oggetto che evoca strumenti di controllo destinati a chi deve essere controllato in modo continuo. Ovviamente le ragioni ufficiali di Amazon, che parla di sicurezza e benessere, sono altre. Il braccialetto elettronico controlla quali movimenti eseguono i lavoratori con le mani e vibra nel caso non siano quelli “giusti”. Ne dà notizia GeekWire, un sito internet che si occupa di tecnologia. “Non rilasciamo commenti relativamente ai brevetti. In Amazon – replica l’azienda interpellata da Radiocor – siamo attenti a garantire un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo. La sicurezza e il benessere dei nostri dipendenti sono la nostra priorità”.

Ma i dubbi sul suo utilizzo restano. Solo poche settimane fa i dipendenti del colosso delle vendite online avevano scioperato per la prima volta per protestare contro i turni massacranti a cui erano sottoposti. Sceglie l’ironia la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso che entrando a un convegno sul lavoro organizzato al Cnel si chiede se “c’è anche la palla al piede? Si commenta da sola” l’iniziativa di Amazon che ha brevettato dei braccialetti elettronici per i dipendenti”.

A pensare tutto il “male possibile” è il leader della Uil, Carmelo Barbagallo. “Le multinazionali fanno il bello e il cattivo tempo dappertutto. Dobbiamo fare scioperi 4.0 contro le multinazionali per convincere anche i governi a cambiare le regole, bisogna colpirle nel portafoglio”. “Oggi – ha aggiunto – con la scusa che si fanno più soldi con le piattaforme digitali che con le piattaforme petrolifere si fa caporalato digitale pagando i giovani 3-5 euro l’ora. È una vergogna internazionale, bisogna dare più sovranità al sindacato europeo e mondiale perché non possiamo contrastare le multinazionali a Canicattì”.

Sulla stessa linea la leader della Cisl, Annamaria Furlan: “Amazon deve aprire un confronto con i sindacati e rispettare il modello di relazioni industriali del nostro paese”. “Evidentemente c’è ancora molto lavoro da fare per affermare in ogni dove la centralità della dignità e del rispetto della persona”.

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