domenica, 22 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Antonio Landolfi, a sette anni dalla scomparsa
Pubblicato il 26-02-2018


antonio-landolfiSette  anni   fa  moriva  il  compagno  Antonio  Landolfi,  un   apostolo  del  socialismo  nell’Italia  repubblicana. Nato  a  Napoli  il  10  novembre  1930,  si  è  spento  serenamente  a  Roma  il 26  febbraio  del  2011  circondato  dall’affetto  dei  familiari.  Al  suo  funerale  si  sono  riuniti  per  il  cordoglio   tutti  i  compagni  socialisti  che  tuttora  sono  impegnati  su  diversi  raggruppamenti  politici.Sette  anni   fa  moriva  il  compagno  Antonio  Landolfi,  un   apostolo  del  socialismo  nell’Italia  repubblicana.  Nato  a  Napoli  il  10  novembre  1930,  si  è  spento  serenamente  a  Roma  il 26  febbraio  del  2011  circondato  dall’affetto  dei  familiari.  Al  suo  funerale  si  sono  riuniti  per  il  cordoglio   tutti  i  compagni  socialisti  che  tuttora  sono  impegnati  su  diversi  raggruppamenti  politici.

Antonio  partecipò  alla  Lotta  per  la  Liberazione  come  staffetta  partigiana  a  Roma.   Inizialmente  iscritto  al  Pci,  ne  uscì  poco  dopo  per  aderire  al  Psi.  A  fianco  di  Giacomo  Mancini  ha  fatto  parte  della  Direzione  Nazionale  e  della  Segreteria  del  Psi,  in  qualità  di  responsabile  della  Cultura  e  dell’Economia. Nel  1979  venne  eletto  al  Senato  della  Repubblica  nelle  liste  del  Psi.

socialista con gli occhialiHa  insegnato  all’Università  La  Sapienza  di  Roma  ed  alle  Università  dell’Aquila,  di  Palermo  ed  alla  Luiss.  Ha  scritto  vari  saggi  ed  opere  di  storia  tra  cui  “Il  socialismo  italiano” (1978),  “Storia  del  Psi” (1990),  “Il  socialismo  meridionale” (1992),  “Il  garantismo  socialista” (1999),  “L’europa  dei  socialisti” (2002),  “Il  gladio  rosso  di  Dio”  (1998),  “Global si,  Global no” (2004),  “Giacomo  Mancini – Biografia politica” (2008).  Fu  collaboratore  dell’”Avanti”,  di  “Mondo  Operaio”,  di  “Critica  Sociale”  e  di  “Le  ragioni  del  socialismo”.  Fu  anche  Presidente  della  Fondazione  Culturale  Città  di  Cosenza  e  della  Fondazione  Giacomo  Mancini.

Chi  lo  conobbe,  anche  oggi,  lo  ricorda    per  l’attualità  del  suo  pensiero  e  per  la  profonda  fede  socialista  rivolta  alle  cose  da  fare  per  migliorare  l’umanità.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Non ricordo esattamente ma fu verso la fine degli anni ’90. Ero alla ricerca di uno dei suoi libri, “STORIA DEL PSI – Cento Anni di Socialismo da Filippo Turati a Bettino Craxi” e, non riuscendo a trovarlo, telefonai alla redazione de “L’Avanti della Domenica” o alla sede del partito, allora SDI se non erro. Il mio interlocutore al telefono mi disse che avrei potuto contattare direttamente il compagno Landolfi e mi diede il suo numero di telefono. Lo chiamai e rimasi immediatamente colpito dal suo invito a ritirare una copia del libro a casa sua. Il giorno dopo mi recai a Piazza Adriana e venni ricevuto dal compagno Antonio con la stessa estrema gentilezza dimostratami al telefono. Avemmo una piacevole ed interessantissima conversazione, sull’attualità politica e non solo. Mi fece molto piacere apprendere (vivo a Roma da tantissimi anni ma sono calabrese) del suo legame con la Calabria, anche per via della intensa collaborazione con Giacomo Mancini che gli aveva dato modo di conoscere questa terra e creare diverse amicizie. Anche se quello fu l’unico incontro col Prof. Landolfi, ricorderò sempre l’estrema gentilezza dimostratami in quell’occasione e la sua fede negli ideali socialisti che ha espresso così lucidamente nella sua vita e nei suoi scritti.
    Gianni Pucci

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