venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Berlusconi ci riprova con il condono edilizio
Pubblicato il 07-02-2018


abusivismo

Silvio Berlusconi torna sul tema migranti e chiarisce che la lega non ci sono differenze: “Noi e la Lega siamo sulla stessa linea”. “Loro usano parole più dure”. E aggiunge: “Noi e la Lega siamo consapevoli che questo problema non si può risolvere con il buonismo e la retorica dell’accoglienza”. E il razzismo non si combatte “solo mettendolo fuori legge, ma rimuovendone le cause. Chi non fa nulla fa il gioco dei razzisti”, conclude il leader di Forza Italia. Un Berlusconi costretto a parlare come Salvini per cercare di pescare anche nel sul spazio elettorale. Ma il leader di Forza Italia no si limita ai migrati. Va oltre si lascia andare in quello che meglio gli riesce: la promessa. Comincia da un nuovo condono edilizio ultra-libertario: “Bisogna cambiare le regole: chi deve costruire una casa o aprire un’attività commerciale, non dovrà più aspettare anni per permessi e licenze – continua l’ex premier – dovrà dichiarare l’inizio dell’attività e assumersi la responsabilità di rispettare le leggi. Solo dopo verranno i controlli”. Un maxi-condono? “Chiamatelo come volete – taglia corto – l’importante è che si cambino queste regole attuali”.

“Nemmeno Utopia somiglia all’Italia futura disegnata da Berlusconi: cancellate le licenze edilizie, taglio verticale delle tasse, rimpatrio di ben 600.000 migranti, maggioranza assoluta al centro destra, sole e mandolino” è la risposta del segretario del Psi Riccardo Nencini promotore della Lista “Insieme”, candidato nel collegio uninominale del Senato di Arezzo e Siena per il centrosinistra. “La verità ha colori un po’ diversi – sottolinea Nencini – La flat tax privilegia l’1% degli italiani che posseggono il 25% della ricchezza, costruire senza una licenza edilizia significa incentivare l’abusivismo, quanto ai rimpatri – conclude – ricordo che la prima sanatoria dei clandestini venne fatta proprio dal governo Berlusconi tra il 2002 e il 2004 (623.000 persone!). Promesse da marinaio, appunto”.

Non meno dura la reazione dei Verdi, con Angelo Bonelli, promotore della lista Insieme, che attacca: “Berlusconi propone una legge per riconoscere l’abusivismo di ‘necessità’, colui che è stato responsabile di ben due condoni edilizi che hanno massacrato coste e territorio del nostro Paese torna a strizzare l’occhio a chi ha violato legge a danno degli italiani onesti e dell’ambiente”. E conclude: “Sono politiche criminogene, l’Italia tornerebbe ad essere il paese che legalizza le illegalità, il paese che premia i disonesti e massacra il territorio”.

Una posizione quella del leader di Forza Italia decisamente ambigua tanto che si potrebbe chiedere a Berlusconi: “Ma te stai con la Merkel come racconti tutti i giorni, o stai, come fa Salvini, con le Pen e vuoi uscire dall’euro?” afferma il segretario del Pd Matteo Renzi. “Questi – continua – stanno insieme ma son divisi su tutto”. E sul condono aggiunge: “Berlusconi propone un condono edilizio. E capisci che mancano tre settimane alle elezioni: lui ormai è prevedibile, il condono edilizio è la proposta che spunta sempre nell’ultimo mese. Sempre quella, la fantasia al potere”, scrive su Facebook il segretario del Partito democratico Matteo Renzi.

A dirsi fortemente contrario al condono è anche un alleato di Barlusconi che apre così un altro fronte nel centro destra. Il leader della lega infatti attacca duramente: “Rilanciare l’edilizia è fondamentale togliendo burocrazia e tagliando tasse folli come l’Imu su capannoni e negozi sfitti. Bisogna anche bloccare le aste giudiziarie al ribasso, che falsano il mercato. Ma dico no, dico fortemente no, a ogni ipotesi di condono per abusi edilizi: il nostro territorio è già troppo cementificato, occorre abbattere tutte le costruzioni abusive, a partire dalle zone più a rischio”.

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Commenti all'articolo
  1. Visto che chi “ci riprova” dovrebbe avere precedenti in merito, sono andato a rileggermi gli obiettivi che si proponeva il cosiddetto Piano Casa del governo Berlusconi, nel 2009/2010 – che poi “passava la mano” alle Regioni quali titolari della materia – e, salvo miei fraintendimenti, non vi ho intravisto l’intenzione di forzare i vincoli paesaggistici e nemmeno alcun “passaporto” per la cementificazione, o “benevolenze” per l’abusivismo, ma piuttosto il proposito di sostenere il comparto edilizio e di riqualificare il patrimonio immobiliare di cui già disponiamo (ossia finalità che mi paiono condivisibili)..

    Io non credo ad esempio che l’ampliamento degli edifici esistenti, entro limiti ben precisi e con tutte le garanzie e tutele del caso, possa venir equiparato a quelle costruzioni che prevedono l’occupazione di nuovo suolo, e all’interno di tale logica vi sarebbe pertanto una pluralità di interventi per così dire “minori”, di manutenzione, ristrutturazione, risanamento, ecc…, da condurre sul patrimonio edilizio in essere, ed attuabili semmai con procedure semplificate, che potrebbero dare fiato ed ossigeno al settore, senza alcuna controindicazione sul piano ambientale.

    Sempre in detta ottica, al fine di incentivare i proprietari a far eseguire i menzionati lavori sul proprio immobile, andrebbe a mio avviso inclusa nell’elenco delle opere che possono beneficiare delle detrazioni fiscali anche la manutenzione ordinaria, ora prevista, se non erro, soltanto quando riguarda le parti comuni degli edifici condominiali, di tipo residenziale, ed estenderei la possibilità di detrazione anche per le pari spese – di manutenzione ordinaria e straordinaria, ecc… – sostenute per gli immobili a destinazione commerciale, ecc…, ossia non soltanto abitativa (come mi pare succedere oggi).

    Paolo B. 08.02.2018

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