martedì, 20 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Berlusconi parla a nome degli alleati… da imprenditore
Pubblicato il 13-02-2018


Berlusconi-MondadoriL’ex Cavaliere riesce in una delle sfide più difficili, riuscire a tenere insieme il centrodestra, ma resta tuttavia un imprenditore e finisce per decidere per gli altri. “Ho riannodato i rapporti con il centrodestra e poi abbiamo un programma molto preciso e completo sui cui hanno messo la firma gli alleati: è logico avere su singole questioni idee diverse, altrimenti saremmo un partito unico. Ne discuteremo e io farò valere quello che so e il prestigio e sono sicuro che farò passare una posizione che sia la mia o quasi la mia”. Lo dice Silvio Berlusconi nel corso dell’incontro organizzato da Confcommercio in vista delle elezioni. Non solo ma nonostante i dubbi espressi in passato dai suoi alleati rimette in squadra Carlo Cottarelli e afferma: “L’ho sentito ieri per telefono, mi ha ringraziato e mi ha detto di essere disponibile ad entrare nella squadra di governo, uno dei 12 nomi non provenienti dalla politica, magari con un ministero dedicato alla spending review”. Ma il diretto interessato smentisce il Cavaliere. “Ringrazio i partiti e i movimenti che mi hanno contattato in proposito, tuttavia la partecipazione ad un’attività di governo richiede la condivisione dei programmi concreti sulle cose da fare – dice Cottarelli -. Tale condivisione non può avvenire che dopo le elezioni. Vorrei quindi chiarire di non aver dato la mia disponibilità a nessun schieramento a partecipare in qualunque forma a un futuro governo”.
Ma il vero nodo per Berlusconi è ancora la sinistra e nonostante siano passati più di vent’anni, l’ex Cavaliere ripropone il suo vecchio mantra contro i comunisti: “Sono qui come imprenditore che parla agli imprenditori, come sapete sono incandidabile. Sono sceso in campo perché ho sentito quel dovere che avevo sentito già nel 1994 quando si era aperta una autostrada per l’ascesa al governo del Partito Comunista Italiano. Io a 12 anni andavo ad attaccare i manifesti della Dc, ho preso anche un po’ di botte dai compagni”.
Tuttavia ora per il leader di Forza Italia c’è un nuovo ‘nemico’ da combattere, il Movimento cinque stelle: “La sfida è fra centrodestra e Movimento 5 Stelle perché il Pd si è chiamato fuori: Renzi avuto il grande merito di avere tagliato i legami con il passato comunista ma non è stato in grado di tenere i suoi e quindi la sinistra si è divisa. Oggi è un partito sceso al 20% e qualcosa e quindi non ha alcuna possibilità”.

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