lunedì, 24 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

DALLA PARTE DEGLI OPERAI
Pubblicato il 12-02-2018


Carlo-CalendaMentre la campagna elettorale infervora contro l’immigrazione, a difendere i lavoratori ci pensa l’attuale ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda. L’ex direttore degli Affari internazionali in Confindustria prende le redini in mano di situazioni finite ormai nel dimenticatoio delle agende politiche di sinistra, il rischio licenziamento degli operai e strappa una prima vittoria su questo punto. “È stato firmato l’accordo tra le società Ideal Standard e Saxa Gres per rilevare l’impianto di Roccasecca, nel Frusinate, in continuità aziendale, quindi con tutti i lavoratori e con un piano di investimenti supportato da governo e regioni per 30 milioni di euro”. Annuncia il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, al termine del tavolo sulla vertenza. Il sito, che impiega circa 300 persone, passerà a produrre Sampietrini.
Il 12 gennaio l’azienda, che produce rubinetteria, sanitari e lavabi e ha sede in Belgio, aveva ribadito che non intendeva ritirare la procedura di licenziamento, come chiedevano invece i sindacati Filctem Cgil, Fema Cisl, Uiltec Uil. Il governo si era quindi impegnato a trovare un investitore interessato al sito, che era stato individuato in Saxa Gres, che produce un sampietrino in “gres porcellanato”, impiegando un impasto ceramico contenente scarti all’insegna dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale. Il prodotto ha le caratteristiche estetiche del sampietrino di basalto, ma con una resistenza e un vantaggio di costo diversi.
“I lavoratori non saranno neppure riassunti ma passeranno direttamente alla nuova proprietà”, ha affermato Calenda che ha evidenziato: “Tutto è stato fatto a tempo di record – ha detto ancora il ministro – onde evitare che la procedura di mobilità che stanno revocando sindacato e azienda possa avere corso. È l’inizio di una bella storia di un bell’esempio di gestione di transizione industriale. È stato un lavoro articolato e complesso e possiamo essere soddisfatti”.
Ma nello stesso tempo il numero uno del Mise non dimentica i 497 operai licenziati in tronco dalla Whirlpool, senza nemmeno la Cassa integrazione. La Embraco, con sede a Torino, ha annunciato la chiusura dello stabilimento e il licenziamento di circa cinquecento persone, a causa della delocalizzazione degli impianti di produzione in Brasile, Cina e Slovacchia dove ottiene profitti maggiori. Per quei lavoratori “c’è speranza ma non faccio mai pronostici e, soprattutto, non li porto in campagna elettorali come invece fanno Salvini e Di Battista”. Ad affermarlo il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, parlando – nel corso di un’intervista alla trasmissione «Agorà» su Rai 3 – dei possibili sviluppi della vertenza Embraco. “Ho chiarito – dice Calenda – che l’azienda deve ritirare i licenziamenti e fare la cassa integrazione. Se non li ritira – avverte – vanno incontro a dichiarazione di guerra del Governo italiano: deve finire il gigantesco dumping dei paesi dell’Europa dell’Est, non possiamo più subirlo”. Inoltre il Ministro ha chiesto all’azienda che i licenziamenti siano trasformati in cassa integrazione, inoltre ha annunciato “che se non ritirano i licenziamenti di 497 persone andrò a Bruxelles a verificare se hanno già un accordo con la Slovacchia, un accordo fiscale che configura un aiuto di Stato”. Infine Calenda ha fatto sapere che incontrerà di nuovo gli operai il 26 febbraio e di essersi accordato con la Farnesina. “Il ministro degli esteri Alfano, su mia richiesta, chiederà spiegazioni al governo slovacco, perché questo fatto che i paesi dell’Est che beneficiano peraltro di fondi europei, facciamo dumping per attirare produzioni dal resto dell’Europa è una cosa che deve finire, non è più tollerabile. Abbiamo sbagliato, con l’allargamento, ma non vuol dire che dobbiamo subire questo”.

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