giovedì, 15 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Nencini: “Noi forza responsabile. Salvini blasfemo”
Pubblicato il 26-02-2018


salvini rosario

Matteo Renzi non farà passi indietro  se il Pd dovesse subire una sconfitta alle elezioni del 4 marzo. Anzi, il segretario dem confessa di trovare  “sconcertante il fatto che il tema sia cosa farò io”. Intanto,  dopo il giuramento sul Vangelo in piazza Duomo a Milano, Matteo Salvini incassa l’appoggio di CasaPound: la formazione di estrema destra si dice pronta a sostenere un governo guidato  dal leader della Lega. Per i 5 stelle l’appuntamento clou sarà giovedì, quando il candidato premier Luigi Di Maio presenterà la squadra di governo che lo affiancherà a palazzo Chigi in  caso di vittoria. Sempre giovedì, e salvo cambi di programma,  il centrodestra si presenterà unito in una manifestazione a  Roma.

Riccardo Nencini, segretario del PSI e candidato nel collegio uninominale Siena-Arezzo, intervenendo a Bari ad un incontro elettorale della lista Insieme è tornato a commentare il gesto di Salvini: “Veder sventolare un crocifisso durante un comizio elettorale – ha detto Nencini – è cosa che nemmeno Luigi Gedda negli anni ’50, quello che vedeva le madonne muoversi dal campanile in giro per l’Italia”. Commentando il gesto di Salvini che ha sventolato il rosario in un comizio a Milano, Nencini ha detto che si tratta di un gesto ” blasfemo, un’offesa a tutti gli italiani e non solo ai cristiani che in tempi normali farebbe sorridere, ma in questi preoccupa”.

Il fondatore della lista Insieme ha anche detto che di fronte all’attuale clima politico “Il centrosinistra non può riunirsi solo attorno al tema dell’antifascismo. Per creare speranza e passione occorre costruirvi attorno argomenti credibili”. Nencini ha sottolineato che il centrosinistra rappresenta “una forza credibile, responsabile e tranquilla, in grado di governare l’Italia e di farlo  introducendo elementi di cambiamento pur restando ancorata a dei valori fondamentali”.

Tre i punti programmatici indicati: un piano casa da 50 milioni l’anno; il sostegno agli studenti meritevoli e fuori sede, un mondo  del lavoro revisionato con 7 mila posti da lavoro da creare e finanziare in due anni”. Sulla competizione elettorale Nencini ha poi spiegato che “non ci sarà un governo di centrodestra dall’esito delle votazioni. Il rischio vero – ha concluso – è che ci sia un governo che possa contare su Grillo, Lega e Meloni. La cosa ci allontanerebbe dall’Europa e dai valori fondamentali della Repubblica”. Infine il il vice ministro delle Infrastrutture e dei trasporti ha parlato di ILVA: “Sull’Ilva chiediamo attenzione al recupero di un’attività imprenditoriale importante per l’Italia, mettendola in linea con la tutela ambientale e la salute dei cittadini. La nostra è una soluzione decisamente diversa da quella presentata da Emiliano e molto più in linea con quello che ha proposto il ministro Calenda”.

Al via l’ultima settimana di campagna elettorale con tutti i leader che, forse anche per dare la volata finale ai propri  partiti, si affrettano a garantire che non ci saranno inciuci, nessun governo di larghe intese. “Penso che il Pd sarà il  primo partito e lavoro perché lo sia – afferma Renzi – Non faremo mai nessun governo con gli estremisti”. In questa categoria Renzi include sia i 5 stelle che la Lega e, poiché  ha fatto un’alleanza con Salvini, anche Forza Italia. Quindi, il leader dem torna ad attaccare Leu: “Nei collegi o passa il  candidato del centrosinistra o del centrodestra, tertium non datur”. Ne consegue, che il voto dato a Leu è un voto, ribadisce, dato a Salvini. “Non ho scelto io la divisione del centrosinistra – ricorda Renzi – Ognuno si deve assumere le sue responsabilità. Ogni voto dato al partito di D’Alema è un  voto che favorisce il centrodestra e gli estremisti”, osserva  il segretario Pd, che mette in guardia: “Aprire la strada a  questa destra estremista o ai populisti che hanno ampiamente  dimostrato la loro incapacità amministrativa significherebbe  mettere il Paese sull’orlo del baratro”.

Ma Leu rigetta le accuse e torna a  ribadire che con i dem non ha intenzione di spartire alcunché: “Le alleanze si fanno sui programmi. Nessun compromesso al ribasso con il Pd”, scandisce Laura Boldrini.  Per Giorgia Meloni non esiste alternativa a nuove elezioni in caso di stallo: “Basta un governo settimanale, ci vuole una settimana per fare una legge elettorale, si metta chi si vuole, ma sette giorni per fare la legge elettorale e poi si torna a votare”. Salvini conferma la manifestazione unitaria di  giovedì prossimo a Roma, con Berlusconi e Meloni. Ma proprio dalla Lega arriva una ‘stoccata’ al leader che aspira ad ottenere l’incarico da Mattarella: “Conosco Antonio Tajani, gli sono amico e mi farebbe piacere se fosse lui, certamente. Sarebbe un ottimo premier”, è l’endorsement lanciato da  Roberto Maroni. Ma Salvini non si scompone: “Non mi pongo il  problema della coalizione se nessuno avrà la maggioranza, il centrodestra vincerà e la Lega andrà fortissimo, io sono  pronto a fare il presidente del Consiglio e a fare la squadra”.

Anche il Pd ha come meta la vittoria: “Noi lavoriamo per vincere, essere il primo partito, il primo gruppo parlamentare  e per essere autonomi nel governo e siamo convinti che gli spazi per le decisioni degli italiani sono ancora tutti  aperti”, osserva Ettore Rosato. Dopodiché, “se nessuno avrà i  numeri per costituire un governo in forma autonoma ci sarà  l’iniziativa del Capo dello Stato che con il consueto senso dell’equilibrio e delle istituzioni, proporrà una soluzione e noi valuteremo la soluzione che il Capo dello Stato propone”.

Nessuna intesa con il Pd, mette in chiaro Silvio Berlusconi, “difficile recuperare il rapporto con Renzi”, spiega il  Cavaliere. Chi è invece pronto a siglare intese è CasaPound:  “Se c’è la possibilità di fare un governo sovranista che ci porta fuori dall’euro e fuori dall’Unione Europea e che blocca  l’immigrazione che sono i tre punti principali del nostro programma siamo pronti a sostenerlo”, spiega Simone Di Stefano.  Dovrebbe essere però, precisa, “un governo che non ha Tajani  premier e Brunetta all’Economia, ma sarebbe un governo che dovrebbe avere un Salvini premier. Siamo pronti a sostenerlo esternamente, non vogliamo ministeri, non vogliamo sottosegretariati”.

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