mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

BLOCCO TURCO
Pubblicato il 13-02-2018


C7E114C8-A9C0-4128-B5DB-F6094F2012CB“Non bisogna pensare che le ricerche di gas al largo di Cipro e le iniziative opportunistiche sulle rocce nel Mar Egeo sfuggano alla nostra attenzione. Avvertiamo quelli che hanno superato i limiti a Cipro e nel Mar Egeo di non fare calcoli sbagliati”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando ad Ankara al gruppo parlamentare del suo Akp. Da venerdì, la marina militare di Ankara blocca la piattaforma Saipem 12000 dell’Eni al largo di Cipro, che si stava dirigendo verso Cipro per iniziare operazioni di trivellazione su licenza del governo di Nicosia. L’unità, ha detto il portavoce del governo di Nicosia, resta bloccata a circa 50 km dal luogo previsto per le esplorazioni di idrocarburi, a sud-est dell’isola. Ieri l‘AD della società Claudio Descalzi si è detto sorpreso per la vicenda, tuttavia il presidente turco era già stato chiaro all’indomani della sua visita in Italia, dicendosi contrario alle operazioni del gruppo “nel Mediterraneo orientale”. “I lavori (di esplorazione) del gas naturale in quella regione rappresentano una minaccia per Cipro nord e per noi”, aveva sottolineato lo stesso sultano spiegando di aver espresso, nella sua missione a Roma la scorsa settimana, le “preoccupazioni turche” al presidente Sergio Mattarella ed al premier Paolo Gentiloni.
Tuttavia la vicenda sembra un pretesto per Ankara per riaccendere la tensione nel Mar Egeo con la Grecia. Le autorità di Atene hanno denunciato che la scorsa notte una pattuglia della guardia costiera di Ankara ha speronato un mezzo dei suoi guardacoste nei pressi di alcuni isolotti rocciosi contesi tra i due paesi. Nello scontro, secondo la denuncia greca, non risultano feriti, ma danni alla nave greca, colpita a poppa dalla prua di quella turca. Cipro è uno dei numerosi stati, come Israele e Libano, in competizione per sfruttare i giacimenti del Mediterraneo orientale. Le risorse naturali intorno all‘isola sono rivendicate dall‘autoproclamata Repubblica turca di Cipro Nord, che è riconosciuta solo da Ankara (la Turchia occupa militarmente la zona nord di Cipro dal 1974). Nell’interesse geopolitico di Erdogan c’è fare pressioni su Nicosia per far sì che le sue riserve energetiche siano condivise con la parte di Cipro filo-turca.
In queste ore per cercare di fermare la tensione è intervenuta anche l’Europa. L’Unione dei 28 ha chiesto ieri alla Turchia di evitare le minacce e di “astenersi da qualsiasi azione che possa danneggiare i buon rapporti di vicinato”. Mentre oggi l’Alto rappresentante dell’Ue Federica Mogherini ha incontrato il ministro degli Esteri turco Mevlut Casavoglu, a margine di un vertice in Kuwait, per parlare della situazione a Cipro, al largo delle cui acque la marina militare di Ankara blocca le trivellazioni della piattaforma Saipem 12000 dell’Eni. Lo ha annunciato il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas.
“Seguiamo la situazione molto da vicino”, ha spiegato Schinas, che ha ribadito l’invito alla Turchia ad evitare “frizioni” con i Paesi Ue e ad impegnarsi “ad una soluzione pacifica delle dispute, a buoni rapporti di vicinato e a rispettare la sovranità” degli Stati. Inoltre, il portavoce ha sollecitato la Turchia ad evitare “dichiarazioni negative che possono danneggiare buone relazioni di vicinato, specialmente in vista del vertice” della Turchia con le istituzioni Ue a Varna.
L’Alto rappresentante ha sollevato la questione di Cipro nel suo incontro col ministro turco, dopo ave avuto vari contatti, incluso col premier Paolo Gentiloni ed il ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano, secondo quanto si apprende da fonti europee. L’italia si aspetta una “soluzione condivisa nel rispetto del diritto internazionale e nell’interesse sia dell’Eni, sia dei paesi della regione, sia delle due comunità cipriote”. Dice il ministro degli Esteri Angelino Alfano al collega turco Mevlut Cavusoglu, incontrato oggi in Kuwait a margine della ministeriale anti-Isis.

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