venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Conti pubblici. Rischio Manovra correttiva
Pubblicato il 14-02-2018


manovra-economica-2018“Un rischio di dover effettuare una Manovra correttiva effettivamente c’è”. E’ quanto afferma il presidente dell’Ufficio parlamentare di Bilancio, Giuseppe Pisauro in un’intervista al Gr1 Rai, secondo quanto riporta una nota della trasmissione. “L’Italia – spiega – ha ottenuto dalla Commissione europea la possibilità di limitarsi ad un aggiustamento dei conti dello 0,3 per cento. Secondo la commissione Europea quella Manovra corregge i conti solo dello 0,1 per cento. Allo stato attuale la differenza dello 0,2 per cento equivale a circa tre miliardi e mezzo di euro, questo è l’ordine di grandezza di un’eventuale Manovra correttiva”.
“La spesa pensionistica in Italia si attesta su livelli ben superiori in percentuale del Pil rispetto a quelli degli altri principali paesi europei ed è prevista accelerare nel triennio di programmazione. Ciononostante, grazie alle varie riforme attuate dagli anni novanta, essa risulta più sostenibile nel lungo periodo”. Lo afferma l’Ufficio parlamentare di bilancio nel focus dedicato alla finanza pubblica italiana, in cui giudica “difficile pensare che significativi recuperi di risorse possano derivare da questo comparto”. Al contrario, sottolinea l’Autorità guidata da Giuseppe Pisauro, “la sostenibilità potrebbe essere messa a rischio in caso di revisioni, senza copertura finanziaria nell’ambito dello stesso settore, del sistema previdenziale attuale, e in particolare dell’ultima rilevante riforma attuata a fine 2011, che consente notevoli risparmi anche in prospettiva”. Il riferimento è alla legge Fornero approvata dal governo Monti nel dicembre di sette anni fa.
Tuttavia fonti del Mef correggono la lettura dell’Ufficio parlamentare di bilancio contenuta nel Focus dedicato alla ‘Situazione e alle prospettive della finanza pubblica italiana’.
“La politica del “sentiero stretto” in questi anni ha conciliato le esigenze concomitanti e contrastanti di sostenere la crescita per uscire dalla crisi e di fermare l’incremento del debito pubblico in rapporto al PIL. Entrambi i risultati sono stati raggiunti, con la costante riduzione del deficit e una ripresa che migliora, anche in prospettiva, l’incidenza del debito sul Pil (che nel 2015 ha invertito la rotta dopo sette anni di costanti e significativi incrementi)”, spiegano le fonti.
Ma per l’Ufficio parlamentare di bilancio nell’ultimo Focus dedicato alla finanza pubblica esiste una differenza tra le previsioni di aggiustamento strutturale del governo contenute nel Dpb e quelle della Commissione Ue: “Il rispetto delle regole del braccio preventivo è di nuovo a rischio di deviazione significativa. Come avvenuto nello scorso anno, nell’ambito della sorveglianza europea potrebbe emergere la richiesta di misure correttive che riportino il saldo a un livello coerente con il rispetto delle regole”. Inoltre nel biennio 2019-2020 gran parte del miglioramento dei conti pubblici, spiega l’Autorità, è connesso alle clausole dalle quali sono attesi introiti per 12,5 miliardi nel 2019 e circa 19,2 miliardi nel 2020

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