lunedì, 16 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

CONTRATTO, FINALMENTE
Pubblicato il 09-02-2018


SCUOLA

È stato firmato il nuovo contratto per la scuola. Ne ha dato notizia in un tweet la ministra della Funzione Pubblica Marianna Madia “Firmato il nuovo contratto della conoscenza, dalla scuola, alla ricerca, all’università, agli istituti artistici e musicali. Era giusto e doveroso”.

Gli aumenti salariali previsti dal nuovo contratto vanno da un minimo di 81 a un massimo di 111 euro, rendono noto fonti sindacali. Non ci sarà nessun aumento dell’orario di servizio. Quota parte del merito sarà utilizzata per gli aumenti contrattuali. La restante parte sarà oggetto di contrattazione di istituto. Ferie e permessi sono rimasti uguali sia per i docenti che per gli ATA. Gilda e Snals non hanno sottoscritto il contratto mentre i sindacati si dicono soddisfatti per un rinnovo che “segna una svolta”. “Un milione e duecentomila tra docenti, personale ata, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi, hanno finalmente riconquistato uno strumento forte di tutela delle proprie condizioni di lavoro, dopo anni di blocco delle retribuzioni e di riduzione degli spazi di partecipazione e di contrattazione”. Scrivono i sindacati in una nota congiunta a firma Franco Martini segretario confederale Cgil, Ignazio Ganga segretario confederale Cisl, Antonio Foccillo segretario confederale Uil, Francesco Sinopoli segretario generale Flc Cgil, Maddalena Gissi segretaria generale Cisl Fsur e Giuseppe Turi segretario generale Uil Scuola Rua. Per i sindacati, il contratto “segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie importanti come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale. Rafforzati tutti i livelli di contrattazione, a partire dai luoghi di lavoro, valorizzando in tal modo il ruolo delle Rsu nell’imminenza del loro rinnovo”. Tra le altre novità di rilievo, “il diritto alla disconnessione a tutela della dignità del lavoro, messo al riparo dall’invasività delle comunicazioni affidate alle nuove tecnologie”.

Per quanto riguarda il personale docente della scuola – sottolineano le organizzazioni sindacali – si è ottenuto di rinviare a una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare con l’obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento.

Questo contratto, la cui vigenza triennale 2016-18 si concluderà con l’anno in corso, osservano ancora i sindacati, “assume forte valenza anche nella prospettiva del successivo rinnovo di cui vengono poste le basi e dell’impegno che comunque andrà ripreso anche nei confronti del nuovo Parlamento e del nuovo Governo, per rivendicare una politica di forte investimento nei settori dell’istruzione e della ricerca. Si chiude così una lunga fase connotata da interventi unilaterali, aprendone una nuova di riconosciuto valore al dialogo sociale”.

Molto soddisfatta il ministro per l’istruzione Valeria Fedeli per l’intesa raggiunta che “arriva dopo otto anni di mancati rinnovi. Avevamo preso un impegno preciso, lo abbiamo mantenuto”. Paolo Gentiloni sottolinea l’impegno del governo: “Valeria Fedeli e Marianna Madia hanno firmato con i sindacati il nuovo contratto per scuola, università e ricerca. Era atteso da nove anni da oltre un milione di lavoratori. L’impegno per il mondo dell’istruzione centrale per il Governo”. Ha scritto su twitter il premier.

Un paese che sta tornando alla normalità è il commento del segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo: “Dopo anni di blocco di salari e stipendi – osserva Barbagallo – finalmente si stanno firmando i rinnovi dei contratti nazionali di lavoro del Pubblico impiego. Al termine di una lunga ed estenuante trattativa, anche per i lavoratori della scuola è arrivato il momento tanto atteso: complimenti ai nostri sindacalisti al tavolo. Questo esito non era scontato”.

E a chi accusa il governo di avere stretto i tempi in vista delle elezioni di marzo risponde il ministro Madia: “Non è un contratto elettorale, abbiamo lavorato 4 anni per trovare le risorse”. “Non era normale”, rileva Madia, “che i lavoratori pubblici non avessero un contratto da quasi 10 anni. Non è un contratto elettorale: abbiamo rinnovato quello sulle funzioni centrali, poi il comparto sicurezza e difesa, e ieri, il contratto dei vigili del fuoco. Oggi il contratto di un milione e 200 mila persone del comparto conoscenza. Abbiamo lavorato 4 anni, prima di tutto cambiando la legge Brunetta che avevamo ereditato” e che, per la ministra, “mai avrebbe consentito di firmare un nuovo contratto per i dipendenti pubblici. Ci sono voluti 4 anni per trovare le risorse economiche, risorse accantonate in diverse leggi di bilancio. Questo”, incalza, “è l’esito positivo finale d i un lunghissimo lavoro”. Riguardo il contratto per la sanità, Madia sottolinea che è doveroso siglarlo: “Stiamo lavorando da mesi su sanità e Enti Locali”. Quanto agli arretrati per i dipendenti della scuola, conclude, “arriveranno in un’unica soluzione e poi cominceranno ad esserci gli aumenti mensili”.

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