venerdì, 20 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Due parole su di noi
Pubblicato il 11-02-2018


Vogliamo sfatare un luogo comune? Allora cominciamo col dire che il nostro passato di socialisti che non hanno rinnegato il Psi di Craxi, ma che anzi, al di là dei fatali errori del dopo ottantanove, ritengono che molte sue intuizioni siano tuttora valide e addirittura illuminanti rispetto alle prese di coscienza della sinistra italiana, avvenute sempre in ritardo e senza alcun accenno di autocritica, é oggi più valorizzato dal centro-destra che dal centro-sinistra. Basterebbe pensare al diverso esito delle candidature dei due Craxi, che del resto sono state precedute da ben diversi comportamenti assunti nei confronti di parte della vecchia classe dirigente del Psi, dagli uni utilizzata anche ai massimi livelli e dagli altri ignorata quando non discriminata. Aggiungiamo che le intitolazioni al nostro vecchio leader di vie, piazze, monumenti, sono state quasi tutte opera (con lodevoli eccezioni) di maggioranze di centro-destra e che perfino la candidatura di Giuliano Amato al Colle é stata per due volte sponsorizzata da Berlusconi e bocciata dal Pd.

Tutto vero e incontestabile. Ma basta tutto questo a un socialista per preferire il centro-destra? Basta il passato per affermare le proprie convinzioni nel presente? Certo la storia, soprattutto quando é negata la nostra ragione di essere stati vivi e spesso decisivi nelle svolte della democrazia italiana, ha un peso. Ce lo ha intimamente, nel più profondo del nostro cuore. Ma la testa? Se vogliamo esistere oggi dobbiamo batterci per valori che sono nostri. Con la testa innanzi tutto. E allora, chiediamoci se il centro-destra abbia oggi assunto uno solo dei valori che sono stati propri del vecchio Psi. Cominciamo dalle idee sulla tassazione. Tipica di una forza socialista é sempre stata la progressività. Cioè il principio che chi più ha più deve dare. La flat tax rappresenta il valore opposto. Stabiliamo la stessa percentuale per tutti e chi più ha più ci guadagna. E’ giusto? Ha qualcosa a che fare questo principio con l’elaborazione socialista degli anni ottanta?

Parliamo dell’immigrazione. Berlusconi, con una dose di pressapochismo e di populismo fuori misura, ha promesso il rimpatrio di 600 mila clandestini. A parte il fatto che i 600 mila sbarcati in Italia negli ultimi anni non sono tutti clandestini e la prima cosa che anche Berlusconi dovrebbe preoccuparsi di fare è distinguere tra profughi e clandestini, ma il come risolvere questo declamato rimpatrio resta tuttora avvolto nel mistero. Salvini vorrebbe gettarli in mare, visto che i paesi di provenienza non li vogliono rimpatriare? Di serio su questa materia c’é l’impegno di Minniti, i suoi accordi coi due governi libici, i contratti con i paesi di provenienza come il Niger e il Sudan. Noi siamo con lui.

Se un pazzo con il Mein Kampf sul comodino spara all’impazzata ai neri per le vie di Macerata possiamo noi condividere l’opinione di Salvini che sostiene che é tutta colpa dello scontro sociale dovuto all’immigrazione? Possiamo noi accettare di offrire a questo squilibrato degli alibi? Non è che cosi facendo in una sorta di recupero del doppio estremismo finiamo per giustificare quegli antifascisti violenti che vorrebbero impiccare Minniti come fascista o addirittura invocare nuove foibe da Trieste in giù. Siamo sicuri che come il centro-sinistra è certamente senza legami (anzi é sotto tiro) con questo nuovo estremismo di sinistra, il centro-destra sia estraneo, soprattutto nell’area di Salvini-Meloni, a condizionamenti e rapporti con l’estremismo opposto? E aggiungiamo, e non é l’ultima obiezione. Noi che vogliamo affermare un moderno europeismo possiamo mai sostenere una coalizione che sull’Europa ha le idee cosi confuse, che vanno dal popolarismo alla Merkel di Berlusconi al lepenismo antieuropeo di Salvini e Meloni? Cosa ci potrà riservare sull’euro e sull’unione europea, dopo la costituzione di un governo di coalizione a forte presenza socialdemocratica in Germania e all’affermazione dell’europeista Macron in Francia, un governo siffatto in Italia? I socialisti devono essere più legati alle assonanze e alle dissonanze del presente o alle pur lodevoli attenzioni sul loro passato?

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Commenti all'articolo
  1. Mi perdonerà il Direttore, ma nell’ultimo periodo di questo suo Fondo mi sembra quasi di intravvedere una sorta di invito a “voltare pagina”, per rivolgere e proiettare lo sguardo in avanti, archiviando di fatto il passato, e si tratta di una “visione politica” senz’altro legittima . e che può trovare condivisione – del resto, se la memoria non mi tradisce, anche altri l’avevano già espressa su queste pagine – ma io credo che nella famiglia socialista vi sia anche chi è rimasto ancorato a quel passato, e non intende separarsene, perché ne ha tratto motivo e forza per continuare ad interessarsi di politica in tutti questi anni, sperando che prima o poi arrivi il momento di veder pienamente riconosciuto il “torto” subito dai socialisti (e riabilitato quel loro pezzo di storia).

    Paolo B. 11.02.2018

  2. Non potevi sapere caro Direttore quando scrivevi questo post della dichiarazione di Renzi che questa sera paragona Di Maio a Craxi! Un autogol clamoroso! Ma come si può fare in piena campagna elettorale a fare affermazioni del genere, che oggettivamente ci mette in difficoltà. Adesso vi è ancora più chiaro chi ha sponsorizzato la lista Bonino-Tabacci? Mi auguro che Nencini risponderà con decisione e fermezza a questa provocazione che sa tanto di accoltellamento alle spalle!! Ps: spero che a nessuno venga in mente di paragone costui a Craxi e il suo Pd ai socialisti !

  3. Caro Mauro,
    le dichiarazioni che ha fatto oggi Renzi mi lasciano allibito. Noi siamo alleati di questo farabutto !!!!!! Evviva. Ci avviamo verso un rapido tramonto e forse ce lo meritiamo anche. Solo ieri avevi scritto di noi e del PSI anche quello di Craxi. Ho promesso a Scimmi che lo voterò e lo farò anche votare, ma se dopo queste elezioni, che forse serviranno solo a portare un po’ di voti alla lista del PD, il PSI non cambia il gruppo dirigente, la sua politica e la stessa identità penso che mi dedicherò al altro. Come te in questi 25 anni mi sono strenuamente impegnato per far risorgere una forza socialista. Tutto inutile purtroppo. Bisogna avere il coraggio di attraversare il deserto, non continuare la ricerca di qualche poltrona per pochi intimi. Un fraterno abbraccio, come si usava una volta.

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