venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Elisa Gambardella – Francesco Bragagni
Dalla parte dei giovani
Pubblicato il 21-02-2018


Nonostante qualcuno si ostini a far finta di non vederlo, il disagio giovanile è qui tra noi e il 4 marzo rischia di manifestarsi con un silenzio assordante nelle urne. Noi non ci stiamo. Noi, che abbiamo dedicato ai movimenti giovanili e studenteschi, nelle nostre città, in Italia e in Europa, molta parte delle energie che abbiamo avuto in questi anni, non ci possiamo stare. Perché le ragioni che ci hanno spinto a fare politica per cambiare un sistema distorto sono ancora qui, più vive e attuali che mai.

Il disagio lo respiriamo appieno e lo viviamo tutti i giorni. E anziché limitarci ad osservarlo, con le nostre candidature cerchiamo di dare risposte concrete a bisogni che conosciamo bene.

Ecco perché non ci spaventa bussare alle porte degli elettori spiegando il programma di INSIEME. Abbiamo una storia di impegno da raccontare, ma soprattutto una visione per il futuro in cui coinvolgerli.

Siamo orgogliosi di essere candidati per un lista che i giovani li vede nitidamente, che per questo ne ha candidati molti, in tutta Italia, e sui quali scommette per rinfrescare l’aria di un sistema incancrenito da risposte generiche e dalla fuga dalla politica.

“Ogni generazione deve apporre un suo sigillo al corso storico della società in cui vive e vivrà. Se ci rinuncia, sarà giovane solo anagraficamente. Non sarà portatrice di idee e realizzatrice di fatti nuovi”. Lo ha scritto Craxi ed è stato raramente più attuale: noi siamo qui per metterci la faccia.

Crediamo nel progetto di INSIEME perché parte da una visione chiara di società sostenibile, senza compromessi, e la declina in proposte vicine all’esigenza giovanile di avere gli strumenti per emanciparsi, senza paternalismi. Quegli strumenti che rendono ogni Stato giusto, moderno e civile del mondo degno di questi aggettivi. è questo il significato di proposte come l’incremento dei fondi per il diritto allo studio (ampliamento della no tax area e borse di studio che coprano il fabbisogno), la creazione di un fondo per gli istituti tecnico-scientifici e l’obiettivo di adeguare gli investimenti nella ricerca ai livelli di Francia e Germania.

Non solo: INSIEME si distingue dalla maggior parte delle proposte elettorali per la forte convinzione che il cambiamento, come quello apportato dalla digitalizzazione dell’economia e quindi del mercato del lavoro, non ci debba spaventare, bensì ci veda pronti a governarlo. La nostra generazione non è interessata a programmi che ignorano i cambiamenti che avranno un forte impatto sulle nostre vite. A noi interessano le proposte di riforma che permettono di rendere la quarta rivoluzione industriale un elemento di liberazione e miglioramento delle nostre vite. Ci interessa sapere che grazie alle nuove tecnologie possiamo semplificare la pubblica amministrazione, rendere più personalizzato e quindi efficiente il sistema di politiche sociali (dalla sanità, al sistema contributivo e previdenziale) e ripensare l’organizzazione del lavoro e delle relazioni tra datore di lavoro e lavoratore. A vantaggio di entrambi.

Noi abbiamo il compito di spiegare in modo estremamente chiaro tutte queste proposte. Perché, se rese visibili, siamo sicuri che i giovani non saranno più interessati a votare una destra che ci ha letteralmente rubato il futuro con politiche scellerate e insostenibili per vent’anni. E che poi ci ha persino punito ulteriormente con i tagli al sistema di welfare, che hanno fortemente ridotto la possibilità della nostra generazione di aspirare a un futuro migliore di quello della generazione precedente.

Per la prima volta dal dopoguerra.

Una destra il cui leader, non pago di quanto fatto nei lunghi anni di governo, si permette ora di fare analisi un tanto al chilo sui giovani che non studiano e non lavorano, e che, nella sua visione totalmente disconnessa dalla realtà, passano il tempo tra Playstation e discoteche.

Nessuno a ricordargli che in 5 anni, dal 2008 al 2012 impose un taglio abnorme del fondo per le politiche sociali del 75%, che passò da una dotazione originaria di 923,3 milioni di euro a 69,95 milioni.

Nessuno a ricordargli che la flat tax, sperimentata con esiti nefasti in alcuni paesi soprattutto dell’Est Europa, è un provvedimento che demolirebbe la progressività fiscale, principio sancito dalla nostra Costituzione, in virtù del quale molti giovani liberi professionisti usufruiscono del regime dei minimi che gli permette di non andare in perdita tra guadagni e spese nei primi anni di lavoro.

Siamo sicuri, altresì, che a chi come noi ha tra i 20 e i 30 anni non interessa un movimento che di fronte alle sfide del cambiamento si nasconde e ne ha una paura talmente grande da avere come unica proposta quella di dare dei soldi a tutti, senza però accompagnarla a politiche che permettano a tutti, indipendentemente dal contesto socio-economico di provenienza, di perseguire le proprie aspirazioni di realizzazione personale. Ma allora a cosa serve il reddito di cittadinanza? Ma allora cos’è per questi incompetenti la cittadinanza? Ma del resto chi si candida a governarci è meno qualificato di noi. è meno qualificato della generazione più istruita che il mondo abbia mai visto. Ma anche l’unica generazione della storia che rischia di essere annientata senza che siano state necessarie una guerra, una carestia o una pestilenza. No. Ci stanno annientando con l’ingiustizia. Quella di vedere i rampollini senza arte né parte andare avanti senza aver subito nessuna conseguenza per la crisi, mentre chi come noi proviene da famiglie semplicemente normali (e chi scrive non è tra i più sfortunati) impazzisce tra tirocini avvilenti e stipendi umilianti, subisce continue interruzioni di carriera, dovute a capricci fiscali e assenza di visione di impresa e capacità d’investimento sui giovani, dovendo ancora ringraziare per avere il privilegio di non dover passare la giornata sul divano.

Le teorie dei benpensanti, secondo cui la nostra generazione odia la politica e, se vota, vota 5 Stelle o altri soggetti estremisti, non solo sono false ma servono ad allargare le fratture nella nostra società e ad allontanare dalla politica chi studia o si appresta ad entrare nel mondo del lavoro. I giovani che aprono alle porte a cui bussiamo, quelli con cui condividiamo la nostra vita, ha sete di politica, ma di quella vera: che sa offrire una visione chiara e che in modo netto si batte per essa. È perché sono mancati i soggetti in grado di portare avanti un’idea di futuro coerente che la nostra generazione fugge dalla politica.

Per queste ragioni, crediamo che con la speranza e l’ottimismo della volontà riusciremo a convincere un’intera generazione che dobbiamo stare INSIEME per combattere le disuguaglianze e, rispondendo ai bisogni, offrire la possibilità di liberare i meriti dal tappo dei privilegi, permettendogli di esprimersi appieno. E portare avanti tutti.

Ha ragione Romano Prodi, quando nella sua dichiarazione di sostegno alla lista INSIEME, che ci ha riempito di orgoglio, ha detto che dobbiamo andare a testa alta: perchè le nostre idee e i nostri programmi sono gli unici in grado di offrire un futuro al nostro Paese, e che per questo dobbiamo giocare all’attacco, senza subire le offensive di chi non ha valori, ma solo istinti.

Noi siamo qui e continueremo e bussare alle vostre porte fino al 4 marzo. Anzi, continueremo anche dopo. Se anche voi vedete l’Italia che sogniamo noi, uniamo le forze. La nostra generazione si merita un cambiamento reale.

Elisa Gambardella – capolista per Insieme alla Camera, Liguria 02

Francesco Bragagni – candidato alla Camera, Emilia-Romagna 01

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