giovedì, 18 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

EMA, Milano ricorre alla Corte dei Conti europea
Pubblicato il 21-02-2018


ema-relocatingIeri sera, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha annunciato un  ricorso alla Corte dei Conti dell’UE sull’assegnazione della sede dell’Ema, Agenzia europea del farmaco, ad Amsterdam. I lettori ricorderanno che l’assegnazione è stata fatta per sorteggio con il lancio di una moneta.

Il sindaco di Milano, dopo la pubblicazione di un documento della candidatura di Amsterdam inizialmente secretato, al TGLa7 ha detto: “A questo punto aggiungo un’altra azione. Faccio un ricorso alla Corte dei conti europea perché qui si configura un danno per i cittadini europei e quindi anche per le nostre tasche. Il governo olandese è stato costretto a rendere pubblici gli atti che aveva secretato. Da questi atti abbiamo capito che i nostri sospetti erano fondati. Le due sedi temporanee che avevano proposto nel dossier sono scomparse. La nuova sede che propongono è una sede diversa ed evidentemente non ha nemmeno le dimensioni sufficienti. Pensate se avessimo fatto una cosa del genere noi italiani”.

I due edifici offerti da Amsterdam come sede transitoria per l’Ema sono poi spariti per lasciare il posto allo Spark Building, edificio presentato nella candidatura olandese come sede provvisoria, che aveva sollevato i dubbi del direttore generale dell’Ema, Guido Rasi.

E’ quanto contenuto nell’Annex 1: documento secretato della candidatura olandese per ospitare l’Ema, pubblicato dopo la richiesta di accesso agli atti presentato dal sindaco Sala. Nel documento compaiono due edifici transitori, che poi spariscono per lasciare il posto allo Spark Building. I due edifici indicati sono il Tripolis, Burgerweeshuispad 200 e 300, e l’Infinity Business Centre, Amstelveenseweg 500.

Nel documento si legge: “A seconda della decisione del Consiglio Ue e a seguito di ulteriori consultazioni con l’Ema su requisiti specifici, uno di questi edifici può essere affittato come sede temporanea”.

Il documento pubblicato è stato secretato dal governo olandese perché, ‘non essendo pubbliche le prenotazioni per ospitare l’Ema e non essendo stato firmato ad oggi alcun contratto di locazione, è essenziale che le informazioni contenute nel presente allegato siano mantenute riservate per evitare possibili speculazioni di mercato e relativi aumenti di prezzo per le proprietà in affitto identificate’.

Nel documento originario del dossier presentato dai Paesi Bassi per Ema, erano previsti due edifici come sedi temporanee dell’Agenzia del Farmaco ad Amsterdam, in attesa della costruzione della sede definitiva, il Vivaldi Building: si trattava del Tripolis e dell’Infinity Business Center. Salvo poi, dopo l’aggiudicazione  con il sorteggio-beffa ai danni di Milano, cambiare le carte in tavola e indicare lo Spark Building come sede temporanea di Ema. E lo stesso Spark sarebbe più piccolo dell’attuale sede londinese dell’Agenzia.

Per questi motivi Sala si è lanciato all’attacco a testa bassa.  Nel mirino c’è innanzi a tutto il governo olandese.  Ma di settimana in settimana aumentano anche le perplessità sulle modalità con le quali l’Unione Europea sta gestendo il trasloco dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) da Londra ad Amsterdam. E di settimana in settimana il sindaco di Milano è sempre più determinato nell’ottenere una riconsiderazione dell’assegnazione: il capoluogo lombardo, il 20 novembre scorso, fu battuto solo al sorteggio. La modalità del sorteggio suscitò meraviglia per l’insolita decisione assunta dall’UE come se si dovesse dare il calcio d’inizio ad una partita di pallone.

Ieri, Sala ha annunciato un ricorso alla Corte dei Conti europea. Ed è stato lo stesso primo cittadino di Milano a spiegarne i motivi.

Facciamo un passo indietro per capire meglio. Amsterdam si è candidata ad ospitare l’Ema proponendo  il Vivaldi Building,  un edificio da costruire da zero nel nuovo quartiere di Zuidas. Nel loro dossier, gli olandesi assicuravano però che il Vivaldi Building sarebbe stato pronto, carte originali in mano, per l’aprile del 2019, quindi in linea con la scadenza imposta dal Consiglio europeo. Il primo a smentire il dossier olandese è stato, a fine gennaio, Guido Rasi, direttore esecutivo della stessa Ema. In una conferenza pubblica, Rasi ha fatto sapere non solo che il Vivaldi non sarà terminato per l’aprile 2019 ma anche che le sedi provvisorie messe a disposizione da Amsterdam non sono ottimali perché garantiscono solo metà dei metri quadrati della sede attuale dell’Agenzia, quella londinese. La soluzione si è rivelata del tutto inadeguata. Rasi ha anche sottolineato come il doppio trasloco (prima nella sede temporanea e poi in quella definitiva) comporterà costi aggiuntivi per l’Ema. Da qui  il doppio ricorso italiano:  quello del governo alla Corte di Giustizia europea e quello del Comune di Milano, sostenuto anche dalla Regione Lombardia, al Tribunale europeo di prima istanza. Il motivo dei ricorsi? Verificare, alla luce delle dichiarazioni di Rasi, se il dossier di candidatura degli olandesi contenesse informazioni incomplete o fuorvianti che hanno influenzato oltre il lecito i 27 rappresentanti dei Paesi europei che votarono quel 20 novembre.

Nel frattempo Sala ha chiesto  un’audizione al Parlamento Ue e ha fatto accesso agli atti. Da qui il  nuovo ricorso alla Corte dei conti. Nelle carte della candidatura olandese, che erano state secretate, si fa riferimento a  due sedi temporanee: il Tripolis e l’Infinity Business Center. Peccato che la sede ora proposta da Amsterdam all’Agenzia  sia una terza, lo Spark Building, un immobile del quale non c’è traccia nei documenti coi quali Amsterdam ha giocato la partita Ema. Sarebbero, quindi, ampiamente fondati i ricorsi presentati in sede UE.

Il ricorso intrapreso dal Comune di Milano e dal Governo italiano, non va considerato soltanto come una battaglia di parte, ma, innanzitutto è una battaglia di giustizia civile per il rispetto delle regole nell’Unione Europea. Una lotta dignitosa per la legalità contro il manifestarsi delle furberie e delle illecite sopraffazioni a prescindere dalla loro provenienza.

Salvatore Rondello

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento