mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Embraco conferma il licenziamento di 500 operai
Pubblicato il 19-02-2018


embracoEmbraco, la società controllata da Whirlpool, ha confermato 500 licenziamenti nel torinese dicendo no alle richieste del ministero.
Il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha affermato: “Abbiamo sentito i legali di Embraco con Chiamparino offrendogli tutto il sostegno possibile per fare una Cig e l’azienda ha comunque risposto negativamente. Non si comprende questo atteggiamento”.
A seguito dell’incontro sulla trattativa Embraco, Calenda ha detto: “Si conferma un atteggiamento di totale irresponsabilità dell’azienda, siamo di fronte al peggior caso di una multinazionale che dimostra totale irresponsabilità nei confronti dei lavoratori e mancanza di rispetto del governo. Non ricevo più questa gente perché ne ho fin sopra i capelli di loro e dei loro consulenti”.
Calenda, a margine di un accordo con la Regione Toscana, aveva già detto: “Ho parlato al telefono con i consulenti dell’azienda e ho spiegato loro che la proposta fatta, quella del part-time, era una proposta che non potevamo accettare. Ho fatto una controproposta e aspetto una risposta prima di incontrare l’azienda. La controproposta, è quella che prevede il ritiro dei licenziamenti e il passaggio alla cassa integrazione in modo da trovare una soluzione per la reindustrializzazione. Se hanno dei dubbi interpretativi sono disponibile a scrivere una lettera di mio pugno, rassicurandoli sui dubbi interpretativi”.
La risposta di Embraco è stata negativa. All’incontro al Mise l’azienda controllata da Whirlpool non ha ritirato i licenziamenti.
Dopo Calenda ha affermato: “Attiviamo urgentemente un lavoro con Invitalia per cercare di trovare un percorso di reindustrializzazione, a questo punto in tempo molto più breve. Abbiamo poco più di un mese per chiudere tutto”.
Anche il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, in una nota ha commentato: “Sottoscrivo le parole del ministro. C’è un atteggiamento di totale irresponsabilità verso 500 famiglie più quelle dei fornitori, verso la comunità piemontese, il governo. Forse non hanno calcolato bene le ripercussioni di tipo economico e di mercato che questa loro irresponsabilità sociale potrà avere sulla stessa azienda, sulla sua capacità a stare sul mercato. Un atteggiamento incomprensibile e irresponsabile perché c’erano e  ci sono ancora soggetti disposti a investire in piani di reindustrializzazione che hanno come condizione l’attivazione della cassa integrazione, una semplice posposizione di 9 mesi che l’azienda, incomprensibilmente, rifiuta. Irresponsabile perché, salvo ripensamenti che siamo sempre disponibili ad accogliere, dal 25 marzo partiranno licenziamenti collettivi con le immaginabili conseguenze sui lavoratori e su chi lavora nelle forniture e nei servizi”’.
Tra i lavoratori dell’Embraco di Riva di Chieri c’è tanta delusione e tanta rabbia. Michele De Luca, della rsu della Uilm, ha spiegato ad un’agenzia di stampa: “Delusione perché dall’azienda non ci aspettavamo questo tipo di trattamento e rabbia perché dopo tanti giorni di lotta non siamo riusciti a conquistare nulla”.
Intanto, gli operai che questa mattina in corteo avevano bloccato la rotonda sulla statale che collega Asti a Torino, si sono radunati in presidio davanti ai cancelli dello stabilimento e hanno prolungato da 4 a 8 le ore di sciopero.
La vicenda Embraco sta diventando un caso emblematico in cui il conflitto capitale-lavoro si manifesta nella sua estrema drammaticità.

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