venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

“Emorragia” medici, tra 5 anni 45mila in meno
Pubblicato il 09-02-2018


Foto Matteo Corner - LaPressecronacaMilano 4 09 2012 Esame di ammissione alla facoltà di medicina all'università statale di  Milano Nella Foto un momento del Test

Foto Matteo Corner – LaPressecronacaMilano 4 09 2012 Esame di ammissione alla facoltà di medicina all’università statale di Milano Nella Foto un momento del Test

Il BelPaese si appresta all’ennesimo boccone amaro per la fuga di cervelli e l’invecchiamento della popolazione. La Federazione medici di medicina generale e il sindacato dei medici dirigenti ha stimato che nei prossimi cinque anni l’Italia avrà 45.000 medici in meno che non saranno rimpiazzati da nuove assunzioni. Ancora peggio tra dieci anni: le uscite stimate per effetto dei pensionamenti non saranno comunque bilanciate dalle presumibili nuove assunzioni. Per i medici di base, infatti, le borse per il corso di formazione in medicina generale messe a disposizione sono oggi circa 1.100 l’anno e se il numero rimarrà costante, afferma la Fimmg, ad essere “rimpiazzati”, al 2028, saranno non più di 11mila medici, mantenendo un saldo in negativo a quella data di oltre 22mila unità.
Molto critico in proposito il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti che afferma: “Appare quasi ridicolo assistere al fatto che nessuna forza politica che aspira a governare il Paese proponga e si impegni sul tema dell’assistenza territoriale”.
“Nessun impegno della politica sulla criticità della mancanza di medici di base a breve, dunque – sottolinea Scotti – in un Paese che, per caratteristiche demografiche, avrà invece soprattutto bisogno di un’assistenza medica domiciliare e residenziale”. Il problema è anche la fuga di giovani preparati che scelgono l’estero dopo la preparazione nelle Università italiane, attirati dalla possibilità di far carriera che qui manca.
La carenza di medici specialisti “interessa tutte le Regioni, con l’evidente paradosso per cui se, e quando, riapriranno i concorsi, mancheranno i medici da assumere”. Lo afferma il segretario del sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed, Costantino Troise. I medici da assumere “mancheranno perché saranno scappati all’estero, mentre per l’Italia si spalancheranno le porte del discount a cielo aperto che è nei Paesi dei Balcani, ove i medici locali aspettano con ansia di trasferirsi in cerca di redditi maggiori”. Un Paese “senza medici – conclude Troise – un Paese senza sanità e sarà la possibilità di spesa a governare la scarsità dell’offerta professionale”.

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