lunedì, 19 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Evasione fiscale, nel 2017 recupero record
Pubblicato il 01-02-2018


Gdf: appalti pubblici irregolari per 3,4 miliardi

L’Agenzia delle entrate ha presentato i risultati dell’azione di recupero dei tributi amministrativi evasi. Nel 2017 sono stati  recuperati oltre 20 miliardi grazie alla lotta all’evasione fiscale. Rispetto al 2016 si tratta di un incremento del 5,8%.

Tra i 20,1 miliardi recuperati, 11 sono stati incassati attraverso i versamenti diretti (+14,6% rispetto al 2016); 1,3 miliardi dall’attività di promozione della compliance (+160%); 7,4 dai ruoli (con un aumento del 54,2% rispetto all’anno precedente; risultati, si spiega, dovuti in parte alla definizione agevolata) e 400 milioni dalla ‘voluntary disclosure’.

A tali importi bisogna aggiungere altri 5,7 miliardi incassati dall’Agenzia delle Entrate attraverso i ruoli per altri enti creditori come l’Inps e l’Inail (+39%). Il totale ammonta a 25,8 miliardi di euro, con un incremento dell’11,7% rispetto all’anno precedente.

I dati sul recupero dell’evasione fiscale mostrano che il trend degli ultimi anni è in costante crescita: si passa dai 13,1 miliardi del 2013 ai 14,2 del 2014, che diventano 14,9 nel 2015 e salgono a 19 miliardi nel 2016, fino ad arrivare agli ultimi dati. Confrontando i primi dati disponibili con gli ultimi emerge che in cinque anni si è registrato un incremento del recupero dell’evasione del 53,4%.

Nelle tabelle fornite dall’Agenzia vengono riportati anche i dati relativi al recupero da ruolo da parte dell’Inps, che lo scorso anno ha incassato 3,6 miliardi, in aumento del 44% rispetto ai 2,5 del 2016. L’Inail resta invece ferma a 100 milioni di euro mentre i comuni hanno recuperato 800 milioni (+60% annuo). Stessa cifra, 800 milioni, anche quella incassata dal regioni, casse di previdenza e camere di commercio (+33,3%).

Inoltre, il gettito spontaneo relativo ai principali tributi gestiti dall’Agenzia è stato pari a 412,6 miliardi di euro, in aumento dell’1,9% rispetto all’anno precedente.

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha affermato: “Il quadro tracciato è incoraggiante, il sentiero stretto sta portando i frutti attesi”. Da maggiori controlli sull’e-commerce fatto alle grandi multinazionali, forse si potrebbero recuperare ulteriori importi significativi.

Non è nemmeno pensabile che la ‘flat-tax’ possa essere considerata come un efficace strumento per la lotta all’evasione. La riforma fiscale proposta da Berlusconi di certo è incostituzionale perché non prevede la progressività delle imposte secondo la capacità contributiva. Penalizzerebbe i redditi più bassi (sarebbero colpiti da una aliquota più alta) a vantaggio di quelli più ricchi. Gli effetti produrrebbero una diminuzione della propensione al consumo che rallenterebbe la ripresa economica o potrebbe avere anche effetti deflattivi. Una recessione economica comporta inevitabilmente minori entrate fiscali aggravando il debito pubblico.

Invece, il recupero dell’evasione e dell’elusione significa ottenere la possibilità per una riduzione della pressione fiscale.

Salvatore Rondello

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